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venerdì 6 aprile 2012

Siccità, un incontro tecnico per verificare le ricadute in agricoltura e coordinare gli interventi.

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Rabboni: stiamo tenendo sotto controllo la situazione, ma servono accordi con le Regioni del bacino padano, il potenziamento delle infrastrutture irrigue e del risparmio.

Bologna - Le piogge dei primi giorni di aprile in Emilia-Romagna non hanno modificato lo stato di siccità che perdura da metà dello scorso anno. Una situazione che i tecnici del Servizio IdroMeteoClima dell’Arpa classificano al terzo posto nella scala di gravità dal 1951, dopo le “secche” del 2003 e del 2007. Le nevicate di febbraio, non hanno apportato miglioramenti significativi.
Il deficit d’acqua stimato in quattro quinti della regione è di 150 millimetri e il quadro varia da severamente a estremamente siccitoso, in particolare per la pianura centro - orientale. Il 4 aprile scorso il Po all’impianto idrovoro del Palantone, nel territorio di Bondeno (FE) era a 3,84 metri sul livello del mare, ai minimi storici, con una portata di circa 600 metri cubi al secondo, il 36% della sua portata in questa stagione; gli affluenti, così come tutti i corsi d’acqua più importanti, sono in regime di magra.
Di questa situazione molto critica si è discusso ampiamente in un tavolo tecnico convocato dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni per verificarne le ricadute sul settore agricolo e coordinare gli interventi. Le previsioni a breve-medio termine – sino a fine mese - fornite dal Servizio IdroMeteoClima dell’Arpa indicano una spiccata variabilità, con precipitazioni irregolari che apporteranno soltanto un parziale recupero della disponibilità idrica per le colture. I Consorzi di bonifica, rappresentati al tavolo dal Consorzio per il Canale emiliano romagnolo e dall’Urber, hanno già predisposte le misure dei loro piani per la siccità, che in particolare prevedono in questa fase che l’acqua disponibile venga stoccata nei canali di bonifica per innalzare il livello della falda superficiale e consentire l’irrigazione massima possibile.
“ Stiamo tenendo sotto costante controllo la situazione, che al momento non ha raggiunto livelli di allarme” spiega l’assessore Rabboni. “Vanno però subito ricercati accordi con le Regioni del bacino padano, per garantire una gestione razionale delle acque dei bacini alpini e del Po, in modo tale da consentirne la disponibilità per l’agricoltura emiliano - romagnola nelle fasi acute“. “Inoltre – conclude Rabboni, – bisogna continuare a realizzare le opere previste dal piano irriguo nazionale nel quadro di un potenziamento delle infrastrutture e rafforzare il risparmio d’acqua nell’irrigazione attraverso gli strumenti predisposti dalla Regione, come Irrinet, e con l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

lunedì 20 dicembre 2010

ATTESO NEL 2011 IL BATTESIMO OPERATIVO DI IRRIFRAME

Fonte: Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni

“In agricoltura trova pieno rispetto la Direttiva Europea sulle Acque, che parla di contribuire al costo di gestione del servizio, non certo di stabilire un prezzo per la risorsa idrica; gli imprenditori rurali al costo di gestione del servizio irriguo assommano, infatti, l’investimento per la rete idrica aziendale. Per l’irrigazione, inoltre, non si può certo parlare di costo, bensì di beneficio ambientale, perché contribuisce a rimpinguare le falde, contrastandone la salinizzazione.” Lo afferma Anna Maria Martuccelli, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, relatrice al convegno “Water is life – Quale futuro per l’Umanità”, svoltosi a Città del Vaticano per iniziativa della Pontificia Academia Scientiarum, che è riuscita a riunire (presenti il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Giancarlo Galan ed il Presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni) un parterre di esperti secondo un approccio multidisciplinare.
“L’apporto idrico – prosegue Martuccelli – è indispensabile per l’agricoltura italiana, fortemente condizionata dall’andamento climatico: l’87% della produzione ed i 2/3 dell’export del settore derivano da coltivazioni irrigue; l’irrigazione è gestita dai consorzi di bonifica, espressione di sussidiarietà perché enti pubblici autogovernati dagli utenti, il cui coinvolgimento garantisce gestione efficiente e razionale uso dell’acqua. Ne è testimonianza il progetto nazionale IRRIFRAME, voluto dall’ANBI come evoluzione del sistema IRRINET e che dovrebbe vedere la realizzazione applicativa nel 2011; garantirà agli agricoltori, via sms o internet, indicazioni indispensabili all’irrigazione sulla base delle coltivazioni, delle disponibilità idriche, dell’umidità del terreno e dell’andamento meteorologico.”