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martedì 5 novembre 2013

DE GIROLAMO: NAC SCOVANO CHEESE-KIT IN NUOVA ZELANDA E AUSTRALIA. COINVOLTA INTERPOL

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“È a tutti gli effetti una truffa a danno dei consumatori stranieri e del vero e autentico made in Italy. L’individuazione della vendita online dei cheese-kit in Nuova Zelanda e Australia, scoperta dai Nuclei Antifrodi Carabinieri del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ci dà la misura di quanto i nostri prodotti siano ambiti e ricercati all’estero. Le nostre produzioni sono di qualità, autentiche e inimitabili e non possiamo permetterci di abbassare la guardia di fronte a comportamenti illeciti che danneggiano l’immagine del nostro agroalimentare, che traggono in inganno i consumatori onesti e che sottraggono fette di mercato alle aziende italiane”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, commentando l’operazione che i NAC, i Nuclei Antifrodi Carabinieri del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, hanno portato a termine, individuando on-line la vendita di cheese-kit in Nuova Zelanda e Australia. Il falso ‘made in Italy’ alimentare all’estero consiste nella vendita di prodotti che evocano indebitamente l’origine e la qualità italiana e/o una particolare tipologia di alimenti che identificano uno speciale tipo di produzione tradizionale, tipicamente italiana. Nel corso dell’attività, oltre ai casi già noti dei ‘wine-kit’ e di altri prodotti segnalati anche dalle principali Associazioni agricole (emblematica è la recente iniziativa di Coldiretti al Convegno di Cernobbio, che ha segnalato i primi casi di ‘cheese-kit’ in Europa), i Nac hanno individuato la diffusione su internet di una vasta gamma di ‘cheese-kit’ prodotti e commercializzati anche in Nuova Zelanda e Australia. Il fenomeno è particolarmente insidioso per il consumatore globale e per le produzioni nazionali - che non trovano ancora ampi spazi di mercato in questi contesti regionali – perché il prodotto è presentato con immagini accattivanti che evocano in etichetta il tricolore, e le denominazioni ‘ITALIAN CHEESE’, mozzarella, ricotta, burrata, mascarpone e di altri formaggi tipici italiani. Il potenziale acquirente online è infatti indotto a considerare autentiche la genuinità e l’italianità del prodotto, mentre si tratta di confezioni contenenti estratti del latte e/o altre sostanze che con l’aggiunta di latte promettono di realizzare i formaggi tipici italiani. Le indicazioni dei siti riconducono le zone di produzione e di commercializzazione oltre che in Gran Bretagna, USA anche in Nuova Zelanda e Australia, ma sono in corso ulteriori accertamenti atteso che i NAC hanno segnalato la vendita irregolare sui canali di cooperazione internazionale di INTERPOL e dell’Agenzia delle Dogane. Questi casi di ‘falso Made in Italy’ diffuso sul web confermano che il fenomeno non è solo una semplice evocazione dell’italian sounding, ma possono rappresentare condotte fraudolente vere e proprie a danno dei consumatori stranieri che pensano di poter acquistare un prodotto realmente corrispondente alla genuinità del prodotto tipico italiano. Il danno ovviamente si realizza anche per le aziende italiane che così si vedono sottratti nuovi mercati in cui il Made in Italy potrebbe invece trovare ulteriori spazi.

giovedì 4 ottobre 2012

CONTROLLI NAC E ICQRF SU TRACCIABILITÀ E MADE IN ITALY, CATANIA: ATTIVATA ANCHE INTERPOL CONTRO ‘WINE KIT’ E FALSO ACETO BALSAMICO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “L’impegno dei nostri organismi di controllo nella lotta contro la contraffazione e il falso ‘Made in Italy’ prosegue attraverso attività costanti e capillari. Particolarmente importante in questo senso è stata l’attivazione della rete di cooperazione internazionale di polizia dell’Interpol per contrastare i cosiddetti ‘wine-kit, prodotti in Gran Bretagna, preparati solubili in acqua che i consumatori stranieri sono indotti erroneamente a considerare come vino italiano di qualità. Questo fenomeno riguarda alcuni dei nostri vini più rinomati e apprezzati, come quelli a denominazione ‘Barolo’, ‘Chianti’, ‘Valpolicella’, ‘Montepulciano’ e ‘Nero d’Avola’. L’Interpol è stata attivata inoltre anche per contrastare le produzioni di falso ‘Aceto Balsamico di Modena IGP’ in Germania”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commenta la notizia delle recenti attività di controllo, svolte dal Comando dei Carabinieri delle Politiche Agricole e Alimentari – NAC, in collaborazione con l’Ispettorato Centrale per la Tutela della Qualità e per la Repressione delle Frodi (ICQRF), che hanno visto anche l’attivazione della rete di cooperazione internazionale di polizia dell’Interpol. “Queste attività di controllo sono fondamentali per garantire il rispetto delle norme e per tutelare la qualità e la sicurezza dei prodotti che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole, ma anche i nostri produttori onesti che devono essere difesi dagli illeciti che si verificano sempre più di frequente, sia all’interno dei confini nazionali che all’estero”. I controlli straordinari, effettuati dagli organismi di controllo in queste ultime settimane, sono stati mirati soprattutto a verificare la ‘tracciabilità’ e il ‘Made in Italy’ dei prodotti agroalimentari, con una specifica attenzione all’osservanza dei disciplinari di produzione e delle norme sull’etichettatura dei prodotti con marchi di qualità, DOP, IGP, STG. Sul territorio nazionale i Nuclei Antifrodi dei Carabinieri di Roma, Parma e Salerno hanno controllato 92 imprese agricole e alcuni punti vendita. Sono stati sequestrati oltre 3.500 kg di prodotti, tra cui paste alimentari, prodotti ortofrutticoli, lattiero-caseari e preparati gastronomici. In provincia di Napoli sono stati sottoposti a sequestro 6 quintali di limoni provenienti dall’Argentina e commercializzati illegalmente con la denominazione di origine protetta ‘Limoni di Sorrento IGP’. Nella provincia di Foggia sono state verificate invece le produzioni vitivinicole presso alcune aziende del settore: è stata riscontrata la non corrispondenza della giacenza fisica e contabile della produzione e sono state contestate oltre 100.000 euro di sanzioni. In provincia di Salerno sono state inoltre sequestrate oltre 300 kg di pasta fresca per irregolarità riscontrate in etichetta e nella provincia di Macerata sono state sequestrate oltre 1.300 kg di pizze, evocanti indebitamente in etichetta marchi a denominazione. Nel settore ortofrutticolo i NAC hanno infine contestato 2 milioni e 500mila euro di sanzioni amministrative a carico di organizzazioni di produttori del settore destinatari di illeciti finanziamenti comunitari.