Fonte: Coldiretti Emilia-Romagna
PIÙ SUSSIDIARIETÀ PER RIDURRE I COSTI BUROCRATICI DELLE AZIENDE
"Il sostanzioso calo di quasi il 5 per cento della produzione lorda vendibile, abbinato al calo dell'8 per cento dei redditi delle imprese agricole sono segnali evidenti della necessità di una svolta per il settore agricolo dell'Emilia Romagna". È quanto ha detto il presidente di Coldiretti Regionale, Mauro Tonello, in merito alla presentazione del rapporto agroalimentare regionale.
"È vero che il 2014 è stato un anno particolare sul piano meteorologico, che ha penalizzato le colture – ha detto Tonello – ma produrre in perdita per gli imprenditori agricoli sta diventando quasi strutturale. Come dimostra il buon andamento delle esportazioni ci troviamo nel paradosso che le nostre produzioni sono più valorizzate all'estero che al mercato interno. Dobbiamo potenziare la distintività delle nostre produzioni, rendendo trasparente l'origine di tutti i prodotti agricoli e intervenendo in tutti gli spazi possibili per ridurre i costi delle aziende. In particolare – ha specificato Tonello – dobbiamo ridurre la burocrazia che oggi impegna l'imprenditore fino a un terzo del suo lavoro aziendale. Chiediamo perciò alla Regione di accelerare sul fronte della sburocratizzazione e semplificazione delle pratiche burocratiche applicando la sussidiarietà dando più spazio ai centri di assistenza agricoli nello svolgimento delle pratiche per le aziende".
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lunedì 25 maggio 2015
martedì 10 gennaio 2012
COLDIRETTI: LE MANI DELLA MAFIA SUI TRASPORTI FANNO TRIPLICARE I PREZZI DELLA FRUTTA.
Fonte: Coldiretti Ferrara
Secondo Eurispes/Coldiretti nel solo settore agroalimentare la mafia fattura 12,5 miliardi mettendo anche a rischio la sicurezza alimentare
I prezzi della frutta e verdura triplicano (+200 per cento) dal campo alla tavola anche per effetto delle infiltrazioni della malavita nelle attività di autotrasporto, messe in luce da recenti operazioni delle forze dell’ordine. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la lievitazione dei prezzi è uno degli effetti della presenza della criminalità organizzata nel settore alimentare in un Paese come l'Italia dove oltre l'86 per centro dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura. Il volume d’affari delle agromafie, ovvero delle attività della criminalità organizzata nel solo settore agroalimentare, ammonta oggi – sottolinea la Coldiretti - a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento dell’intero business criminale). Le imprese agricole e i consumatori – precisa la Coldiretti - subiscono l'impatto devastante delle strozzature di filiera su cui si insinua un sistema di distribuzione e trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili fenomeni di criminalità che danneggiano tutti gli operatori. L'effetto è un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli, che in molti casi non arrivano a coprire i costi di produzione, e un ricarico anomalo dei prezzi al consumo che raggiungono livelli tali da determinare una contenimento degli acquisti in un Paese come l'Italia che ha la leadership europea in quantità e qualità nell'offerta di ortofrutta. Le agromafie – sottolinea la Coldiretti - investono i loro ricchi proventi in larga parte in attività agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e nella grande distribuzione con il reinvestimento dei proventi illeciti che ha come corollario il condizionamento della libera iniziativa economica e la concorrenza sleale. Inoltre, come denunciato dalla Coldiretti, le associazioni criminali, attraverso le suddette pratiche estorsive, finiscono per determinare l’aumento dei prezzi dei beni al consumo. A rischio – conclude la Coldiretti - è anche la qualità e sicurezza alimentare dei prodotti alimentari con la vendita di prodotti alimentari “spacciati” come Made in Italy ma ottenuti in realtà con materie prime importate, speso di bassa qualità .
Secondo Eurispes/Coldiretti nel solo settore agroalimentare la mafia fattura 12,5 miliardi mettendo anche a rischio la sicurezza alimentare
I prezzi della frutta e verdura triplicano (+200 per cento) dal campo alla tavola anche per effetto delle infiltrazioni della malavita nelle attività di autotrasporto, messe in luce da recenti operazioni delle forze dell’ordine. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la lievitazione dei prezzi è uno degli effetti della presenza della criminalità organizzata nel settore alimentare in un Paese come l'Italia dove oltre l'86 per centro dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura. Il volume d’affari delle agromafie, ovvero delle attività della criminalità organizzata nel solo settore agroalimentare, ammonta oggi – sottolinea la Coldiretti - a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento dell’intero business criminale). Le imprese agricole e i consumatori – precisa la Coldiretti - subiscono l'impatto devastante delle strozzature di filiera su cui si insinua un sistema di distribuzione e trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili fenomeni di criminalità che danneggiano tutti gli operatori. L'effetto è un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli, che in molti casi non arrivano a coprire i costi di produzione, e un ricarico anomalo dei prezzi al consumo che raggiungono livelli tali da determinare una contenimento degli acquisti in un Paese come l'Italia che ha la leadership europea in quantità e qualità nell'offerta di ortofrutta. Le agromafie – sottolinea la Coldiretti - investono i loro ricchi proventi in larga parte in attività agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e nella grande distribuzione con il reinvestimento dei proventi illeciti che ha come corollario il condizionamento della libera iniziativa economica e la concorrenza sleale. Inoltre, come denunciato dalla Coldiretti, le associazioni criminali, attraverso le suddette pratiche estorsive, finiscono per determinare l’aumento dei prezzi dei beni al consumo. A rischio – conclude la Coldiretti - è anche la qualità e sicurezza alimentare dei prodotti alimentari con la vendita di prodotti alimentari “spacciati” come Made in Italy ma ottenuti in realtà con materie prime importate, speso di bassa qualità .
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