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venerdì 30 maggio 2014

COLDIRETTI, FINALMENTE OPERAZIONE VERITA’ SUI NITRATI. IMPORTANTE POSSIBILE REVISIONE ZONE VULNERABILI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Positivo risultato della riunione presso il Ministero dell’Agricoltura con le regioni del bacino del Po. Per Gulinelli (presidente Coldiretti Ferrara) importante supporto per poter ridefinire le aree vulnerabili su criteri più oggettivi e meno penalizzanti per la nostra provincia.

Si è fatta finalmente quell’operazione verità da tempo auspicata sulla vicenda nitrati e sulle lacune e falsificazioni nell’attribuzione alla zootecnia della responsabilità esclusiva di inquinamento delle acque. E’ quanto afferma il presidente Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, nel commentare la riunione al Ministero dell’Agricoltura d’intesa con le regioni del bacino idrico del Po, congiuntamente con l’Amministrazione dell’Ambiente. Risulta ormai chiarito anche dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) come il coinvolgimento della fonte zootecnica nelle problematiche ambientali sia del tutto trascurabile o, quantomeno, minimo, mentre - sottolinea Coldiretti - assume un diverso peso il contributo di altre sorgenti. Se in Europa i dati ufficiali forniti dalla Commissione confermano come tra i paesi in cui le concentrazioni massime registrate di nitrati nelle acque attribuiscono alla Germania il ruolo di Paese maggior inquinatore a causa di un modello zootecnico intensivo, nel nostro Paese – continua Coldiretti - occorre ricercare fuori dall’agricoltura le cause del deterioramento della qualità delle acque, così come già l’accordo del 2011 della Conferenza Stato Regioni aveva intuito avviando la realizzazione di nuovi studi sulla natura e l’origine del superamento dei valori soglia. Occorre, dunque, apprezzare - precisa laColdiretti - il lavoro del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina insieme al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che, grazie anche alla fattiva collaborazione del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, e dell’assessore all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, hanno rappresentato l’ineludibile necessità di avviare già a partire dal Consiglio europeo dei Ministri dell’ambiente previsto a Creta nel prossimo luglio la revisione del perimetro delle aree vulnerabili. “E’ una buona notizia per gli agricoltori ferraresi – commenta Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara – che si aggiunge alla ricerca effettuata dalla provincia di Ferrara con la nostra Università e che aveva già fornito dati interessanti per la ridefinizione di area vulnerabile dell’intero territorio ferrarese. Occorre ora fare in modo che i dati scientifici sianoutilizzati appieno per riconoscere i veri ambiti in cui i limiti previsti siano applicati e quelli dove sia possibile effettuare piani di concimazione alla pari con altre aree italiane, evitando di penalizzare i nostri agricoltori, pur nel rispetto dell’ambiente e della salubrità”. L’operazione potrà consentire di dare piena attuazione ai nuovi indirizzi di politica agricola europea che hanno stabilito il rafforzamentodelle misure di sostegno al settore zootecnico che nel nostro Paese risultaorganizzato con modalità sostenibili per la diffusione sul territorio e la complementarietà con la produzione di alimenti tipici e di qualità. È chiaro che, una volta risolto il problema della delimitazione delle zone geografiche, rimuovendo le ingiuste accuse agli imprenditori agricoli sarà anche possibile - conclude la Coldiretti - introdurre già a partire dal decreto di revisione degli effluenti alcune semplificazioni, con particolare riguardo ai perioditemporali di spandimento oltre che di valorizzazione del digestato proveniente dal trattamento degli stessi reflui zootecnici aziendali.

TAVOLO NITRATI, CONFAGRICOLTURA: “OCCORRE UN NUOVO APPROCCIO INTEGRATO DEGLI INTERVENTI PROSEGUENDO SULLA STRADA INTRAPRESA DAGLI AGRICOLTORI”

Fonte: Confagricoltura

“Sull’applicazione della direttiva europea sui nitrati deve aprirsi una nuova fase ed occorre un nuovo approccio integrato degli interventi che tenga conto delle specificità e di tutti gli sforzi già fatti dagli agricoltori in questi anni, sulla base dei piani d’azione regionali, che hanno permesso di ottenere rilevanti miglioramenti della qualità delle acque superficiali e profonde”. Lo ha detto Antonio Boselli, componente della giunta di Confagricoltura al tavolo di confronto convocato dai ministri delle Politiche agricole e dell’Ambiente con le Regioni e le Organizzazioni agricole sul problema nitrati. “Gli adempimenti vanno semplificati – ha proseguito il dirigente di Confagricoltura - al fine di consentire una gestione dei nitrati di origine agricola, in modo responsabile e con minori vincoli burocratici per le aziende. Ed è compito dei piani di sviluppo rurale delle Regioni prevedere linee di finanziamento per supportare gli investimenti necessari per proseguire nel percorso già iniziato dalle imprese agricole nel ridurre gli impatti ambientali”. Nel corso della riunione è stato annunciata la volontà di emanare entro giugno due decreti: il primo che modifica ed integra il DM 7 aprile 2006 relativo all’utilizzazione agronomica degli effluenti; il secondo sulla caratterizzazione del digestato equiparabile ai concimi chimici. A tale proposito Confagricoltura ha chiesto che i due testi normativi risolvano le seguenti problematiche: semplificazione delle procedure relative alla comunicazione ed ai documenti di trasporto; valori di escrezione azotata e di produzione di reflui tarati sulle specifiche e reali condizioni aziendali, utilizzo agronomico del digestato; maggiore flessibilità nei divieti di spandimento dei reflui zootecnici nei mesi autunnali ed invernali; garantire il fabbisogno in elementi nutritivi delle diverse colture; esclusione dal limite dei 170 kg/ha di azoto nelle aree vulnerabili per il digestato equiparabile ai concimi chimici. “È fondamentale – ha sollecitato Boselli - non ostacolare lo sviluppo della zootecnica italiana e non limitarne la competitività nel contesto internazionale; non possiamo permetterci pesanti ripercussioni negative riguardo alla produzione agricola, all’occupazione ed alla tutela del territorio”. “Non va dimenticato – ha concluso il rappresentante di Confagricoltura - che gli effluenti zootecnici ed il digestato sono fertilizzanti estremamente utili per l’agricoltura in quanto contribuiscono a mantenere livelli ottimali di sostanza organica del suolo e a diminuire l’utilizzo di concimi chimici”.

giovedì 29 maggio 2014

NITRATI E AGRICOLTURA: POSITIVO INCONTRO A ROMA CON I MINISTRI MARTINA E GALLETTI. L'ASSESSORE RABBONI: "VERSO UNA NUOVA DISCIPLINA DEGLI EFFLUENTI ZOOTECNICI E DEL BIODIGESTATO E UN CONFRONTO CON L'UNIONE EUROPEA PER LA REVISIONE DEI PIANI D'AZIONE REGIONALI".

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Una riunione positiva: i ministri hanno accolto molte delle istanze nostre e del mondo agricolo”: così l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni commenta l’esito della riunione sul tavolo nitrati che si è svolta ieri pomeriggio a Roma, nella sede del Mipaaf. L’incontro era stato chiesto da Rabboni già nell’ottobre scorso agli allora ministri dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, e dell’Ambiente, Andrea Orlando. “Nella riunione di ieri - aggiunge Rabboni - è stata annunciata l’imminente emanazione di un decreto con il quale si autorizzerà l'utilizzo agronomico del biodigestato prodotto da impianti a biogas alimentati con effluenti zootecnici e biomasse di origine agricola e una flessibilità nel calendario invernale degli spandimenti per tenere conto delle frequenti variabilità e anomalie meteorologiche”. Nell’occasione sono stati inoltre presentati i risultati della ricerca condotta da Ispra (Istituto superiore prevenzione e ricerca ambientale) sulle cause remote dell'eccesso di nitrati nelle acque superficiali e sotterranee. A questo proposito, i ministri chiederanno a Bruxelles l'avvio di un confronto tecnico-scientifico per documentare la sopravvalutazione dell'incidenza degli effluenti zootecnici in alcuni ambiti specifici e conseguentemente richiedere una riduzione delle aree italiane sottoposte ai vincoli della direttiva europea sui nitrati. "Gli attuali piani d'azione e le deroghe al limite di spandimento di 150 chilogrammi di azoto per ettaro scadranno nel 2015 - conclude Rabboni -. Prima di allora occorre dimostrare e convincere la Commissione europea che la zootecnia italiana può essere alleggerita da molti dei vincoli attuali, perché il suo apporto di nitrati è sensibilmente più basso di quanto fin qui stimato ed altre sono le fonti inquinanti". Alla riunione del tavolo nitrati erano presenti i ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e dell’Ambiente Gian Luca Galletti, gli assessori regionali all’Agricoltura di Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, il presidente dell’Ispra e i rappresentanti delle associazioni agricole nazionali.

MIPAAF, RIUNIONE DEL TAVOLO NITRATI MARTINA: DEFINIRE PIANO DI AZIONI E STRATEGIA UNITARIA, ENTRO IL 30 GIUGNO DECRETO CON IL MINISTERO DELL’AMBIENTE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è svolta ieri, presso il Palazzo dell’Agricoltura, la riunione per l’applicazione della Direttiva Nitrati, alla presenza del Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, e del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. Al tavolo hanno partecipato anche gli Assessori all’agricoltura della Regioni Lombardia e Emilia Romagna, l’Assessore all’ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia, rappresentanti delle altre Regioni interessate e delle organizzazioni professionali agricole e il Presidente dell’ISPRA. Durante l’incontro sono stati presentati i risultati della ricerca condotta dall’ISPRA, finanziata dal Ministero dell’agricoltura, sull’impatto ambientale delle pressioni antropiche sullo stato delle acque superficiali e sotterranee. Tale studio ha dimostrato che nelle cinque Regioni sotto esame (Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) l’impatto dei nitrati di natura zootecnica interessa non più del 10% delle superfici, tranne in Piemonte dove tale tasso sale al 19%. Viene evidenziata quindi la non attribuibilità della responsabilità del processo di contaminazione da nitrati alle sorgenti “zootecnico prevalente”. È stata inoltre sottolineata la necessità dell’emanazione del decreto effluenti, così come quella del decreto “digestato equirabile”. Questi provvedimenti, infatti, porteranno una più chiara definizione legislativa alla questione nitrati di origine agricola. Tra gli obiettivi emersi nell’ambito dell’incontro c’è stata la volontà di studiare una strategia di ampio respiro, che coinvolga il Ministero delle politiche agricole, quello dell’Ambiente e le Regioni in una revisione a livello europeo della Direttiva Nitrati, che prenda in esame l’effettiva capacità di assorbimento dell’azoto da parte delle colture, in modo integrato e intersettoriale. “Ringrazio il Ministro Galletti – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – per l’attenzione sul tema dell’applicazione della Direttiva europea sui nitrati e volontà di lavorare insieme. Siamo davanti a un problema che si trascina da tempo, in particolare per alcune Regioni, che si è scaricato sul comparto agricolo in modo eccessivo. Siamo qui per costruire un punto di novità utile che contempli tutte le esigenze. Ringrazio anche gli Assessori e le organizzazioni presenti, perché l'obiettivo di questo tavolo è definire un piano di azioni e una strategia unitaria”. “Condividiamo con il Ministro Galletti l’obiettivo di chiudere la partita sia sul fronte digestato che su quello effluenti entro il 30 giugno. Lavoreremo insieme, infatti, per adottare entro quella data, di intesa con la Conferenza Stato-Regioni, un decreto che affronti entrambe le questioni relative al problema nitrati. Il nostro impegno – ha affermato il Ministro Martina - è quello di aprire un tavolo anche a Bruxelles per ridiscutere l’intero impianto sulla normativa comunitaria”.