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martedì 11 dicembre 2012

INCONTRO A CODIGORO SU ANGURIA, MELONE E POMODORO E QUALE VARIETÀ DÀ UNA MIGLIORE RESA PER QUALITÀ E PRODUZIONE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

È ormai diventato un appuntamento atteso quello che negli ultimi anni è convocato a Codigoro, per verificare tecnicamente la resa in qualità e quantità di alcune varietà di prodotti agricoli tipici del territorio. Venerdì 14 dicembre alle 9,30 esperti, istituzioni e rappresentanze del settore primario, si troveranno nella sala Riode Finessi a Codigoro (piazza Matteotti, 55), per analizzare i risultati delle cosiddette sperimentazioni varietali, vale a dire la resa come produzione e qualità, di prodotti diventati ormai l’emblema dell’agricoltura della zona costiera di Ferrara, come il melone, l’anguria e il pomodoro. Aprirà i lavori il saluto istituzionale del sindaco di Codigoro, Rita Cinti luciani, cui seguirà la presentazione della giornata a cura di Riccardo Loberti, del settore Ambiente e Agricoltura della Provincia. Si succederanno poi le comunicazioni sugli esiti delle varie sperimentazioni a cura del Distretto del pomodoro da industria del Nord Italia, delle aziende agrarie sperimentali “Stuard” di Parma e Marani di Ravenna e di Astra Innovazione e Sviluppo di Imola. Alle 11,40 discussione e conclusione della giornata. L’incontro è organizzato dalla Provincia con il patrocinio del Comune di Codigoro e in collaborazione con il Programma di sviluppo rurale e la Direzione generale agricoltura della Regione Emilia-Romagna, oltre al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

lunedì 16 gennaio 2012

POMODORO, ANGURIA E MELONE IN UN INCONTRO A CODIGORO MERCOLEDÌ 18 GENNAIO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Mercoledì 18 gennaio, dalle 9.30, nella la Sala Riode Finessi (Piazza Matteotti 55) a Codigoro, saranno illustrati a tecnici agronomi, produttori, organizzazioni e industrie del settore i risultati dello studio annuale sulle nuove varietà di pomodoro da industria, anguria e melone. L’obiettivo è di migliore la qualità del prodotto e la tutela del margine di remunerazione per gli agricoltori.
Ad aprire i lavori della mattinata, il sindaco di Codigoro, Rita Cinti Luciani, mentre un quadro sul settore e la presentazione generale del progetto sono affidati a Riccardo Loberti, del settore Ambiente ed Agricoltura della Provincia di Ferrara.
I risultati ottenuti a livello regionale sul pomodoro da industria saranno presentati da Mario Dadomo, dell’Azienda agraria sperimentale Stuard di Parma, mentre gli sviluppi e gli aspetti più significativi emersi in provincia di Ferrara saranno approfonditi da Angelo Innocenti, dell’Azienda M. Marani di Ravenna.
Gli altri interventi riservati all’esito della sperimentazione, sempre annuale, su anguria e melone semiforzato (cioè coltivato sotto serre), sono invece curati da Pier Paolo Pasotti di Astra Innovazione e Sviluppo di Imola e da Sandro Bolognesi, dell’Azienda Marani.
Il progetto ha interessato un unico campo a Ferrara per l’anguria e due campi per il melone, uno ad Imola e uno a Ferrara, e ha consentito di individuare, oltre alle varietà, anche le zone più vocate per quantitativi e qualità del prodotto reso.
In provincia sono oltre 6.500 gli ettari coltivati a pomodoro da industria con una produzione di 423.280 tonnellate (dati ISTAT 2011) e un dato occupazionale rilevante, sostenuto dalle aziende di trasformazione presenti sul territorio e dall’indotto mosso dal settore. Il pomodoro trasformato quest’anno ha visto poi l’accordo tra organizzazioni dei produttori del Nord Italia e le industrie di trasformazione aderenti all'Aiipa, per la campagna di trasformazione 2011, che ha fissato il prezzo indicativo di riferimento a 88 euro la tonnellata, con un incremento di 18 euro rispetto alla campagna precedente.
Per salvare una produzione importante per il ferrarese e per il territorio regionale, istituzioni e operatori del settore insistono sulla valorizzazione e pubblicizzazione dell’elevato livello qualitativo dei prodotti, sia a livello di produzione e gestione della materia prima, che a quello di trasformazione e distribuzione.
Gli strumenti adottati puntano su una politica di regole chiare e certificate, condivise a livello europeo. In questa direzione va l’investimento della Regione Emilia-Romagna, verso progetti di ricerca di nuove varietà di prodotto, capaci di buona resa produttiva, caratterizzate da gusto e qualità apprezzabili e valide per contenere l’investimento richiesto all’agricoltore.
Valorizzare la qualità e difendere il reddito dei produttori: è in questa direzione che va il finanziamento regionale per l’anno 2011, in particolare su pomodoro, anguria e melone, che sono fra i più tipici dell’agricoltura estense..
Un progetto coordinato dal Centro Ricerche Produzioni Vegetali, con il supporto tecnico di Astra Innovazione e Sviluppo e delle aziende Agrarie Sperimentali Stuard di Parma e Marani di Ravenna.

mercoledì 3 agosto 2011

ESTATE NERA PER LE ANGURIE

FONTE: CONFAGRICOLTURA

CONFAGRICOLTURA: “LA CRISI ECONOMICA DEPRIME I CONSUMI DI COCOMERI. NON C’E’ VOGLIA E SINO ALL’80% DEI RACCOLTI RESTA NEI CAMPI”

“L’anguria è un po’ il frutto simbolo dell’estate conviviale, di divertimento e cocomerate. Il frutto vive però profonde difficoltà di mercato, con quotazioni crollate ai minimi storici e che non ripagano agli agricoltori neppure i costi di produzione”. Lo sottolinea Confagricoltura preoccupata per l’ennesima crisi di mercato che sta investendo i produttori agricoli.

Da giugno a settembre una fetta di anguria fresca, dolce e succosa, ha sempre costituito un refrigerio naturale contro il caldo. “E’ proprio in questo periodo che i cocomeri dovrebbero essere raccolti e venduti a ritmo incessante per soddisfare le richieste dei consumatori, invece - fa presente Confagricoltura - c’è il fermo pressoché totale che mette in pericolo anche l’occupazione dei tanti lavoratori extracomunitari, abitualmente impiegati nelle operazioni di raccolta”.

Gli ordini – spiega l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - sono arrivati in forma ridottissima già da giugno e ora l’invenduto ha costretto i produttori a lasciare le angurie in campo; in alcune aree vocate come quelle pugliesi l’80% del prodotto non è stato nemmeno raccolto. “Non era mai successo prima, ma c’è un gravissimo e inspiegabile calo di richieste del prodotto sia sul mercato interno sia su quelli esteri di paesi abitualmente acquirenti come Francia, Germania, Danimarca, Polonia e Repubblica Ceca, eppure, mai come quest’anno il frutto è buono e di altissima qualità”.

E non può essere un fatto di noia, perché l’anguria è un frutto che si è andato rinnovando nel tempo più di tanti altri. Conta ben 1200 varietà, anche se in commercio si trovano solo quelle più selezionate, e molte novità: come le miniangurie per i single e poi i cocomeri quadrati per facilitare il confezionamento e il trasporto, come quelli piramidali e quelli multicolor non solo rossi ma anche rosa, arancio, gialli.

Quali i motivi della crisi? Probabilmente i consumatori stranieri, allarmati dall’E.Coli si vanno disaffezionando dai consumi di ortofrutta. E poi c’è il problema delle importazioni di grandi quantitativi di prodotto dalla Grecia ed altri Paesi mediterranei. Il calo dei consumi e l’affollamento dei mercati è un cocktail micidiale per i produttori.

Il calo dei consumi è davvero notevole e apparentemente incomprensibile. “Forse il consumatore, in questa situazione di crisi economica, non ha molta voglia di far festa - conclude Confagricoltura -. E a farne le spese è l’anguria, il frutto festaiolo per eccellenza”.