Fonte: Pressoffice VeronaFiere
L’intervento di Paolo De Castro, presidente Comagri al Parlamento europeo, al Forum Clal sul latte
Per l’ex ministro delle Politiche agricole, però, sotto la presidenza irlandese si potrà raggiungere l’intesa sulla Politica agricola comune sul piano politico. E a settembre potrebbe nascere un Pacchetto latte bis, per gestire meglio la fine del regime delle quote. Oltre 200 i professionisti del mondo lattiero caseario presenti all’evento di Clal, di cui Fieragricola-Veronafiere è sostenitore.
«Sotto la presidenza irlandese non ci sarà alcun accordo finale sulla Pac». Così ha detto a Bardolino il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, intervenendo al 3° Forum sul latte di Clal, importante centro di analisi sul latte, di cui Fieragricola è sostenitore.
Chi si attendeva il via definitivo entro il prossimo 30 giugno (fino ad allora dura la presidenza irlandese) rimarrà deluso. «Però attenzione: potremo e, con ogni probabilità ci riusciremo visto che i triloghi stanno procedendo bene, a raggiungere un’intesa sul piano politico».
Dunque, si definiranno le linee politiche, mentre rimarrà in sospeso l’accordo sul budget.
Paolo De Catro, invitato a parlare sul tema della “Sostenibilità ambientale delle produzioni lattiero-casearie nel contesto della nuova Politica agricola comunitaria”, ha voluto dare agli operatori della filiera lattiero casearia presenti in sala (oltre 200 rappresentanti del mondo agricolo,dell’industria di trasformazione, della cooperazione e della gdo) un aggiornamento sull’iter negoziale della Politica agricola comune.
«I Capi di Stato e di Governo e il Parlamento europeo – ha precisato De Castro – non si sono ancora messi d’accordo sul bilancio pluriennale europeo e la Pac assorbe il 40 per cento delle risorse comunitarie. Questo comporta uno stallo, perché il Consiglio non vuole venire incontro alle richieste del Parlamento europeo, mentre per noi è importante definire una clausola di revisione e tornare fra due anni a discutere nuovamente le prospettive economiche e di bilancio».
Partendo dalla volatilità dei prezzi, che si è rivelata una costante, a fasi alterne, dal 2007-2008, De Castro ha toccato un altro risvolto della Pac. «L’indirizzo politico della Pac non è cambiato, è rimasto sostanzialmente di natura ambientale – ha reso noto il presidente della Comagri al Parlamento europeo – ma non si parla di sicurezza alimentare e di approvvigionamenti, due aspetti al centro della politica agricola degli Usa, che pure esportano commodity, ma si stanno preoccupando di assicurarsi il fabbisogno alimentare».
Prospettive, dunque, diametralmente opposte. «Noi in Europa pensiamo al greening e non possiamo, come Parlamento europeo, cambiare l’impostazione della Pac, un potere che rimane in capo alla Commissione – ha precisato –. E così questa Pac viene costruita su dei fondamentali completamente cambiati». Con un esempio concreto, De Castro porta l’esempio della soia: «L’Ue importa il 90 per cento della soia di cui ha bisogno. E la Cina, che negli ultimi otto anni ha più che duplicato il consumo di latte, sta facendo contratti ventennali con il Brasile per la soia; dobbiamo mettere in conto che, già oggi, il mercato della soia è fortemente condizionato dalla Cina».
La riforma della Pac introdurrà, ha chiarito De Castro, «il nuovo sistema assicurativo sui redditi, che sarà collocato nel secondo pilastro. Accanto ai Psr regionali ci sarà un piano di sviluppo rurale nazionale, che porterà rilevanti benefici per Italia, eliminando il rischio del disimpegno dei fondi non spesi, che non torneranno più a Bruxelles, ma andranno ad alimentare il piano di sviluppo rurale nazionale di Roma».
Via le quote latte dal 2015, verso il «Pacchetto latte bis». Indietro non si torna e quanto è stato deciso, cioè l’abolizione delle quote latte dal 1° aprile 2015, verrà applicato. «Non c’è una maggioranza che può sostenere le quote, anche se sono convinto che la maggioranza delle organizzazioni sindacali agricole italiane sarebbero favorevoli a portare avanti il sistema delle quote, che pure avevano definito come male assoluto – ha dichiarato De Castro –. Bisogna lavorare per gestire la fase successiva. E se la proposta dell’europarlamentare francese Michel Dantin, che ha avanzato la proposta su un sistema di gestione delle quantità, se ne possono proporre altre».
Rispetto ai programmi del Gruppo di alto livello costituito nel 2008 per gestire il «soft landing», l’atterraggio morbido verso un sistema senza quote, il Pacchetto latte non ha offerto prospettive eccellenti. «Per l’Italia è positiva la norma che consente la programmazione produttiva delle Dop – ha specificato il numero uno della Comagri al Parlamento europeo – ma non c’è nulla per rafforzare il potere contrattuale dei produttori, accrescere la trasparenza, stabilizzare il mercato riequilibrando la domanda e l’offerta».
E a settembre, ha anticipato De Castro, «ci sarà un grande momento europeo dove si tornerà a parlare di latte. Se non faremo in tempo a trarre indicazioni nella riforma della Pac, perché l’avremo già chiusa, ci sarà un Pacchetto latte bis, per gestire nel migliore dei modi la fase che si apre con la fine del regime delle quote».
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venerdì 24 maggio 2013
mercoledì 31 ottobre 2012
A FIERACAVALLI 2012 IL FASCINO SENZA TEMPO DELLA CARROZZA
FONTE: FIERACAVALLI
Alla
114^ edizione di Fieracavalli sempre più spazio al mondo degli attacchi. Nella
quattro-giorni alla Fiera di Verona, molti gli eventi le novità dedicate a
carrozze e cocchieri. Debutto per la Gara di Attacchi-Concorso Derby, organizzata dal Gruppo Italiano Attacchi, in
attesa, nel 2013, dell’arrivo della prima tappa italiana FEI World Cup di
Attacchi. Tra le iniziative, un “simulatore di guida” al Villaggio del Bambino,
le esibizioni di pariglie al ritmo di valzer nel Gala d’Oro Symphonia e la
sfilata di oltre trenta carrozze nelle vie del centro storico di
Verona.
Verona,
31 ottobre 2012.
Sfilano, gareggiano su percorsi con gimkane, danzano sulle note dei valzer e c’è
perfino un simulatore per imparare a guidarle: sono le carrozze, ancora una
volta protagoniste alla 114^ edizione di Fieracavalli (www.fiercavalli.it). Il fascino senza tempo legato agli attacchi torna, infatti,
nel corso della più importante manifestazione internazionale dedicata al mondo
equestre, in programma alla Fiera di
Verona dall’8 all’11 novembre 2012.
Dal
1898, la carrozza fa parte della storia di Fieracavalli, come testimonia la
collezione di Veronafiere con 49 esemplari rari dell’Ottocento. Un rapporto che
ogni anno si arricchisce di eventi e spettacoli. Novità di questa edizione è la
Gara di Attacchi-Concorso Derby (domenica 11 novembre, ore 17, padiglione 7B),
organizzata grazie alla collaborazione del Gruppo Italiano Attacchi: sfida a
cronometro dove l’affiatamento tra
equipaggio e cavallo è fondamentale per
guidare il mezzo a quattro ruote in un percorso ad ostacoli che richiede
grande abilità. Una vera e propria competizione sportiva che rappresenta il miglior viatico per il debutto, nel 2013,
della prima tappa italiana della prestigiosa FEI World Cup di Attacchi, con
l’arrivo a Verona dei top driver
mondiali.
A
Fieracavalli l’abilità dei cocchieri riesce anche a far danzare - letteralmente
- i “legni”, come gli appassionati
chiamano le carrozze. Si può averne prova al Gala d’Oro Symphonia, lo show
serale (8-9-10 novembre, ore 21, padiglione 7B) nel quale coppie di attacchi
singoli, pariglie e tiri a quattro si esibiscono a tempo di valzer, a conferma
della grande versatilità di uno dei mezzi di trasporto più antichi utilizzati
dall’uomo.
Nel
corso della Fiera, la carrozza si scopre poi a misura dei più piccoli. Sedere in
cassetta non è un gioco da ragazzi, ma
quasi. Almeno con il “simulatore di guida” allestito nel Villaggio del Bambino
(padiglione 5) dal Gruppo Italiano Attacchi, presente anche con una serie di
iniziative didattiche alla scoperta di finimenti, bardature, abbigliamento e
ruolo di groom e cocchieri. Inoltre, nelle aree di promozione turistica del
territorio (padiglione 1/A), tanti giochi in carrozza e i “quadri storici” che
riproducono l’uso che se ne faceva in America, Inghilterra e Francia.
Infine,
sabato 10 novembre, torna uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi con la tradizionale sfilata di carrozze nelle vie del centro storico di
Verona: oltre trenta tra carri agricoli,
dog cart, landau, caleche e park drag,
accompagnati da Carabinieri a cavallo,
Polizia di Stato, Corpo Forestale e associazioni, in un carosello ormai classico
che rinnova il legame tra Fieracavalli e
la sua città. Partenza alle ore 10 dal
quartiere fieristico e gran finale alle 11.30 in piazza Bra, con la premiazione
degli attacchi più eleganti nell’ambito del concorso “Verona in carrozza”.
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lunedì 30 gennaio 2012
CIOLOS: OBIETTIVI DELLA PAC DEL 1962 ANCORA ATTUALI DAL GREENING UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE AGRICOLA
FONTE: FIERAGRICOLA
E sui prezzi delle commodities l’Unione europea prevede per il 2012 che i listini saranno stabili nel breve periodo, mentre sul lungo periodo la domanda crescerà più velocemente della disponibilità di prodotto. Così il trend probabilmente si tradurrà in prezzi più alti rispetto alla media.
Verona, 27 gennaio 2012. Il ruolo della Pac dopo 50 anni dalla nascita della Politica agricola comune, il rapporto fra la Pac e il Farm Bill statunitense, la difficoltà di avere un sistema di tassazione comune per gli Stati Membri dell’Ue, l’opportunità del greening sul fronte dell’occupazione in agricoltura.
In una intervista con l’Ufficio stampa di Fieragricola – Veronafiere, il Commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Dacian Cioloş, parla della proposta di riforma della Pac post 2013.
Fieragricola è la più importante manifestazione italiana dedicata all’agricoltura, in programma a Verona dal 2 al 5 febbraio (www.fieragricola.it). E proprio alla riforma della Pac sarà dedicato il convegno inaugurale (giovedì 2 febbraio, ore 11, Auditorium Verdi), al quale parteciperanno – fra gli altri – il direttore generale della Commissione Agricoltura, José Manuel Silva Rodrìguez e il ministro italiano alle Politiche agricole, Mario Catania.
Di seguito l’intervista.
Commissario Cioloş, nel 1962 gli obiettivi della Politica agricola comune (Pac) erano: aumentare la produzione, migliorare le condizioni di vita della popolazione rurale, dare stabilità ai mercati, garantire la sicurezza alimentare e assicurare prezzi accessibili per il consumatore. Cinquant’anni dopo, quali di questi obiettivi sono stati raggiunti?
«Tutti sono stati raggiunti, ma la maggior parte di questi sono rilevanti anche per il futuro. Infatti, dobbiamo attivarci per una migliore gestione delle risorse, in un’ottica sostenibile.
La Pac ha avuto un ruolo importante, sostenendo in maniera trainante lo sviluppo di un progetto europeo. Ad esempio, la maggior parte delle famiglie nel 1962 spendeva il 30 per cento del proprio reddito per il cibo. Adesso la spesa alimentare delle famiglie è crollata al 15 per cento circa. Così, la Pac del futuro dovrà guardare avanti e adattarsi alle nuove sfide che ci attendono».
Il prossimo febbraio il Governo Usa discuterà del Farm Bill. Secondo lei la Pac dovrà tenere presente anche quanto avverrà negli Stati Uniti?
«Dovremo fare attenzione al risultato del Farm Bill, ma le priorità della Pac sono connesse alla produzione europea e a sostenere sistemi che sono disaccoppiati dalla produzione, piuttosto che aspetti collegati con l’export. Così, il rapporto fra Farmi Bill e Pac sarà meno significativo rispetto al passato».
Recentemente, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha comunicato che si prevedono 100mila nuovi giovani agricoltori (tra i 20 e i 30 anni) di qui a pochi anni. Quali sono le previsioni per l’Unione europea?
«E’ difficile fare previsioni precise su come si svilupperà il comparto nei prossimi anni. Ma è chiaro che in Europa dobbiamo fare di più per incoraggiare i giovani agricoltori a rimanere nel settore. Questo perché al momento soltanto il 7 per cento degli agricoltori europei sono al di sotto dei 35 anni, mentre due terzi sono sopra i 55 anni. È anche sulla scorta di questa fotografia che abbiamo dedicato maggiore attenzione ai giovani nella proposta di riforma della Pac. E soprattutto, abbiamo previsto misure per alleviare il peso finanziario nella fase di start-up».
Agricoltura e competitività. Commissario Cioloş, ritiene che gli Stati Membri dell’Unione europea debbano arrivare ad avere un regime fiscale comune, per poter fare agricoltura partendo da medesimi costi di produzione?
«Questa è una questione estremamente complessa. Ci saranno sempre differenze fra gli Stati e le regioni dell’Ue sui costi del lavoro, sui costi contributivi e su altri aspetti produttivi. Sul regime fiscale, stiamo cercando di avere un coordinamento migliore fra Stati Membri, ma certamente i tassi e le tariffe non saranno armonizzati fra gli Stati comunitari»
Mercato e prezzi. Nei giorni scorsi il neo direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ha annunciato che si prevede una flessione, nel 2012, dei listini delle principali commodities agricole. Cosa ipotizza la Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale dell’Ue per il 2012?
«Prevediamo che i prezzi saranno stabili nel breve periodo, mentre in un’ottica di tempo più lunga, la domanda crescerà più velocemente della disponibilità di materie prime. Così, il trend probabilmente sarà quello di avere prezzi più alti della media».
Il greening, così come proposto dalla Commissione Agricoltura Ue, non piace molto agli agricoltori. Riguardo all’agricoltura italiana, come pensa ad esempio si possa applicare il greening a Montalcino? Non ritiene che possa avere ripercussioni negative sulla redditività?
«Dunque, il greening è diverso dal set aside, introdotto dalla riforma Mac Sharry nel 1992, con lo scopo di ridurre la produzione. Adesso, abbiamo bisogno di più cibo e più sicurezza alimentare. Allo stesso tempo, dobbiamo proteggere l’ambiente e produrre in modo sostenibile. Se applicato a tutti gli agricoltori, il greening potrebbe avere un effetto massiccio in tutta l’Ue».
I contoterzisti contribuiscono ad un’agricoltura sempre più in outsourcing: ritiene che debbano accedere ai finanziamenti della Pac previsti dal Secondo pilastri?
«Tutti gli aspetti del nostro prossimo Sviluppo rurale saranno discussi nei negoziati per la riforma della Pac. Ma credo che i contoterzisti possano avere i requisiti per accedere agli investimenti, ai piani agro ambientali, e, naturalmente, per progetti innovativi. Dipenderà dalla loro qualifica e da come i programmi di sviluppo rurale verranno implementati».
E sui prezzi delle commodities l’Unione europea prevede per il 2012 che i listini saranno stabili nel breve periodo, mentre sul lungo periodo la domanda crescerà più velocemente della disponibilità di prodotto. Così il trend probabilmente si tradurrà in prezzi più alti rispetto alla media.
Verona, 27 gennaio 2012. Il ruolo della Pac dopo 50 anni dalla nascita della Politica agricola comune, il rapporto fra la Pac e il Farm Bill statunitense, la difficoltà di avere un sistema di tassazione comune per gli Stati Membri dell’Ue, l’opportunità del greening sul fronte dell’occupazione in agricoltura.
In una intervista con l’Ufficio stampa di Fieragricola – Veronafiere, il Commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Dacian Cioloş, parla della proposta di riforma della Pac post 2013.
Fieragricola è la più importante manifestazione italiana dedicata all’agricoltura, in programma a Verona dal 2 al 5 febbraio (www.fieragricola.it). E proprio alla riforma della Pac sarà dedicato il convegno inaugurale (giovedì 2 febbraio, ore 11, Auditorium Verdi), al quale parteciperanno – fra gli altri – il direttore generale della Commissione Agricoltura, José Manuel Silva Rodrìguez e il ministro italiano alle Politiche agricole, Mario Catania.
Di seguito l’intervista.
Commissario Cioloş, nel 1962 gli obiettivi della Politica agricola comune (Pac) erano: aumentare la produzione, migliorare le condizioni di vita della popolazione rurale, dare stabilità ai mercati, garantire la sicurezza alimentare e assicurare prezzi accessibili per il consumatore. Cinquant’anni dopo, quali di questi obiettivi sono stati raggiunti?
«Tutti sono stati raggiunti, ma la maggior parte di questi sono rilevanti anche per il futuro. Infatti, dobbiamo attivarci per una migliore gestione delle risorse, in un’ottica sostenibile.
La Pac ha avuto un ruolo importante, sostenendo in maniera trainante lo sviluppo di un progetto europeo. Ad esempio, la maggior parte delle famiglie nel 1962 spendeva il 30 per cento del proprio reddito per il cibo. Adesso la spesa alimentare delle famiglie è crollata al 15 per cento circa. Così, la Pac del futuro dovrà guardare avanti e adattarsi alle nuove sfide che ci attendono».
Il prossimo febbraio il Governo Usa discuterà del Farm Bill. Secondo lei la Pac dovrà tenere presente anche quanto avverrà negli Stati Uniti?
«Dovremo fare attenzione al risultato del Farm Bill, ma le priorità della Pac sono connesse alla produzione europea e a sostenere sistemi che sono disaccoppiati dalla produzione, piuttosto che aspetti collegati con l’export. Così, il rapporto fra Farmi Bill e Pac sarà meno significativo rispetto al passato».
Recentemente, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha comunicato che si prevedono 100mila nuovi giovani agricoltori (tra i 20 e i 30 anni) di qui a pochi anni. Quali sono le previsioni per l’Unione europea?
«E’ difficile fare previsioni precise su come si svilupperà il comparto nei prossimi anni. Ma è chiaro che in Europa dobbiamo fare di più per incoraggiare i giovani agricoltori a rimanere nel settore. Questo perché al momento soltanto il 7 per cento degli agricoltori europei sono al di sotto dei 35 anni, mentre due terzi sono sopra i 55 anni. È anche sulla scorta di questa fotografia che abbiamo dedicato maggiore attenzione ai giovani nella proposta di riforma della Pac. E soprattutto, abbiamo previsto misure per alleviare il peso finanziario nella fase di start-up».
Agricoltura e competitività. Commissario Cioloş, ritiene che gli Stati Membri dell’Unione europea debbano arrivare ad avere un regime fiscale comune, per poter fare agricoltura partendo da medesimi costi di produzione?
«Questa è una questione estremamente complessa. Ci saranno sempre differenze fra gli Stati e le regioni dell’Ue sui costi del lavoro, sui costi contributivi e su altri aspetti produttivi. Sul regime fiscale, stiamo cercando di avere un coordinamento migliore fra Stati Membri, ma certamente i tassi e le tariffe non saranno armonizzati fra gli Stati comunitari»
Mercato e prezzi. Nei giorni scorsi il neo direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ha annunciato che si prevede una flessione, nel 2012, dei listini delle principali commodities agricole. Cosa ipotizza la Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale dell’Ue per il 2012?
«Prevediamo che i prezzi saranno stabili nel breve periodo, mentre in un’ottica di tempo più lunga, la domanda crescerà più velocemente della disponibilità di materie prime. Così, il trend probabilmente sarà quello di avere prezzi più alti della media».
Il greening, così come proposto dalla Commissione Agricoltura Ue, non piace molto agli agricoltori. Riguardo all’agricoltura italiana, come pensa ad esempio si possa applicare il greening a Montalcino? Non ritiene che possa avere ripercussioni negative sulla redditività?
«Dunque, il greening è diverso dal set aside, introdotto dalla riforma Mac Sharry nel 1992, con lo scopo di ridurre la produzione. Adesso, abbiamo bisogno di più cibo e più sicurezza alimentare. Allo stesso tempo, dobbiamo proteggere l’ambiente e produrre in modo sostenibile. Se applicato a tutti gli agricoltori, il greening potrebbe avere un effetto massiccio in tutta l’Ue».
I contoterzisti contribuiscono ad un’agricoltura sempre più in outsourcing: ritiene che debbano accedere ai finanziamenti della Pac previsti dal Secondo pilastri?
«Tutti gli aspetti del nostro prossimo Sviluppo rurale saranno discussi nei negoziati per la riforma della Pac. Ma credo che i contoterzisti possano avere i requisiti per accedere agli investimenti, ai piani agro ambientali, e, naturalmente, per progetti innovativi. Dipenderà dalla loro qualifica e da come i programmi di sviluppo rurale verranno implementati».
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giovedì 12 gennaio 2012
GAS SERRA ED IMPATTI AMBIENTALI: un seminario a FIERAGRICOLA 2012
FONTE: CCPB
Una certificazione per le filiere agroalimentari ed agroenergetiche
3 febbraio 2012 - Ore 14 – 17.30, sala Respighi, primo piano Palaexpo
L'appuntamento, all'interno di Fieragricola, sarà un'opportunità irrinunciabile per chi voglia tenersi al passo con le nuove frontiere della ricerca in agricoltura.
Consorzio il Biologico e CCPB intendono con questo seminario rendere conto dell'attenzione che oggi nel mondo dell'agricoltura viene prestata all'impatto ambientale nel senso più ampio.
In quest'ambito, hanno un ruolo fondamentale la certificazione d'impatto e la metodologia LCA, a dimostrazione dell'approccio sistemico verso cui la ricerca si sta rivolgendo.
A Verona le nuove tecnologie e gli studi accademici si incontreranno con le applicazioni pratiche e gli assetti normativi dell'agricoltura e dell'industria, per valutare i risultati concreti di queste metodologie, nel presente ma soprattutto in una prospettiva futura.
Una certificazione per le filiere agroalimentari ed agroenergetiche
3 febbraio 2012 - Ore 14 – 17.30, sala Respighi, primo piano Palaexpo
L'appuntamento, all'interno di Fieragricola, sarà un'opportunità irrinunciabile per chi voglia tenersi al passo con le nuove frontiere della ricerca in agricoltura.
Consorzio il Biologico e CCPB intendono con questo seminario rendere conto dell'attenzione che oggi nel mondo dell'agricoltura viene prestata all'impatto ambientale nel senso più ampio.
In quest'ambito, hanno un ruolo fondamentale la certificazione d'impatto e la metodologia LCA, a dimostrazione dell'approccio sistemico verso cui la ricerca si sta rivolgendo.
A Verona le nuove tecnologie e gli studi accademici si incontreranno con le applicazioni pratiche e gli assetti normativi dell'agricoltura e dell'industria, per valutare i risultati concreti di queste metodologie, nel presente ma soprattutto in una prospettiva futura.
venerdì 21 ottobre 2011
FIERAGRICOLA 2012 VIAGGIA VERSO IL TUTTO ESAURITO
FONTE: VERONAFIERE
L’AGRIMECCANICA REGINA CON CINQUE PADIGLIONI SU 10
Boom di iscrizioni rispetto allo stesso periodo di due anni fa, alla vigilia della precedente manifestazione: +21 per cento gli espositori, +28 per cento i metri quadrati coperti, +67 per cento le aree dinamiche esterne. Assicurata una forte presenza di delegazioni estere, proprio nel momento in cui la meccanica agricola sta per tornare ai livelli di mercato pre-crisi, soprattutto grazie all’export. Grande rientro a Fieragricola per Same – Deutz Fahr.
Verona, ottobre 2011. Sempre più dinamica e verso il tutto esaurito. A meno di quattro mesi dal via della 110ª edizione, Fieragricola di Verona (2-5 febbraio 2012, www.fieragricola.com) i numeri della rassegna leader europea dedicata all’agricoltura sono oltremodo lusinghieri. Rispetto allo stesso periodo del 2009, alla vigilia cioè della precedente Fieragricola, il numero di espositori che hanno già aderito ufficialmente è aumentato del 21 per cento e anche i metri quadrati opzionati hanno registrato performance positive: +28 per cento nelle aree coperte, addirittura +67 per cento per l’area esterna, dove è stato ampliato lo spazio per le prove dinamiche dei mezzi agricoli. «Stiamo avendo segnali importanti di adesione a Fieragricola – afferma il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – che confermano da un lato la leadership di Verona nel segmento espositivo dedicato al comparto primario, e allo stesso tempo che l’agricoltura e l’agroalimentare restano importanti driver per l’economia del Paese».
Sulla base delle richieste, Fieragricola 2012 dovrebbe superare i 700 espositori diretti e occupare 10 padiglioni di Veronafiere, con la metà della superficie interamente occupata dall’Agrimeccanica, la sezione dedicata ai trattori, mietitrebbie, macchine ed attrezzature agricole. La forte accelerazione sulla meccanica agricola coincide anche con l’importante rientro in Fieragricola di Same – Deutz Fahr, che si unisce alla presenza di tutti i più importanti marchi della meccanica.
Fieragricola asseconderà, favorendo contatti diretti coi buyer esteri, la vocazione all’export delle aziende espositrici, che grazie al boom registrato in modo particolare verso la Russia (+71 per cento), il Brasile (+11 per cento), la Turchia (+11 per cento) e l’Unione europea (+8 per cento) sostiene la ripresa del comparto.
L’AGRIMECCANICA REGINA CON CINQUE PADIGLIONI SU 10
Boom di iscrizioni rispetto allo stesso periodo di due anni fa, alla vigilia della precedente manifestazione: +21 per cento gli espositori, +28 per cento i metri quadrati coperti, +67 per cento le aree dinamiche esterne. Assicurata una forte presenza di delegazioni estere, proprio nel momento in cui la meccanica agricola sta per tornare ai livelli di mercato pre-crisi, soprattutto grazie all’export. Grande rientro a Fieragricola per Same – Deutz Fahr.
Verona, ottobre 2011. Sempre più dinamica e verso il tutto esaurito. A meno di quattro mesi dal via della 110ª edizione, Fieragricola di Verona (2-5 febbraio 2012, www.fieragricola.com) i numeri della rassegna leader europea dedicata all’agricoltura sono oltremodo lusinghieri. Rispetto allo stesso periodo del 2009, alla vigilia cioè della precedente Fieragricola, il numero di espositori che hanno già aderito ufficialmente è aumentato del 21 per cento e anche i metri quadrati opzionati hanno registrato performance positive: +28 per cento nelle aree coperte, addirittura +67 per cento per l’area esterna, dove è stato ampliato lo spazio per le prove dinamiche dei mezzi agricoli. «Stiamo avendo segnali importanti di adesione a Fieragricola – afferma il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – che confermano da un lato la leadership di Verona nel segmento espositivo dedicato al comparto primario, e allo stesso tempo che l’agricoltura e l’agroalimentare restano importanti driver per l’economia del Paese».
Sulla base delle richieste, Fieragricola 2012 dovrebbe superare i 700 espositori diretti e occupare 10 padiglioni di Veronafiere, con la metà della superficie interamente occupata dall’Agrimeccanica, la sezione dedicata ai trattori, mietitrebbie, macchine ed attrezzature agricole. La forte accelerazione sulla meccanica agricola coincide anche con l’importante rientro in Fieragricola di Same – Deutz Fahr, che si unisce alla presenza di tutti i più importanti marchi della meccanica.
Fieragricola asseconderà, favorendo contatti diretti coi buyer esteri, la vocazione all’export delle aziende espositrici, che grazie al boom registrato in modo particolare verso la Russia (+71 per cento), il Brasile (+11 per cento), la Turchia (+11 per cento) e l’Unione europea (+8 per cento) sostiene la ripresa del comparto.
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lunedì 11 aprile 2011
A VINITALY I MINISTRI BRAMBILLA E ROMANO SIGLANO IL PROTOCOLLO PER PROMUOVERE IL TURISMO ENOGASTRONOMICO
FONTE: VERONAFIERE
Il presidente Riello: «Verona capitale delle fiere agroalimentari italiane»
A VINITALY I MINISTRI BRAMBILLA E ROMANO
SIGLANO IL PROTOCOLLO PER PROMUOVERE
IL TURISMO ENOGASTRONOMICO
La firma dell’accordo oggi a Veronafiere. Obiettivo: «Valorizzare il sistema “turismo & agroalimentare”, attraverso i distretti turistico–agroalimentari a livello nazionale con nuovi itinerari di eccellenza per promuovere l’immagine del brand Italia».
Verona, 9 aprile 2011 – Veronafiere si conferma il principale polo fieristico dell’agroalimentare italiano e a Vinitaly, nel primo pomeriggio di oggi, il ministro delle Politiche agricole, Francesco Saverio Romano, e del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, hanno siglato un protocollo d’intesa per promuovere in maniera coordinata il turismo enogastronomico.
«Proprio nel ’93 a Vinitaly è partito il primo movimento sul turismo legato all’agroalimentare e all’enogastronomia di qualità – ha ricordato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello -. Parliamo di un settore fondamentale per il rilancio dell’economia e che coinvolge contemporaneamente storia, cultura, ambiente e territorio. E Veronafiere riassume in sé tutti questi valori, attraverso brand di riferimento internazionale come Vinitaly, Sol, Agrifood, Siab, strumenti di valorizzazione per le imprese ad ampio spettro».
Proprio sul fronte dell’effetto di traino di Veronafiere sull’economia nazionale, Riello ha invitato ufficialmente i ministri Brambilla e Romano alla prossima edizione di Fieracavalli (3-6 novembre 2011), «manifestazione che promuove la vicinanza fra l’uomo, gli animali, l’ambiente, ma anche il turismo».
Il protocollo fra i ministeri delle Politiche agricole e del Turismo, siglato oggi a Vinitaly, ha durata biennale (rinnovabile tacitamente per altri due anni) e si pone l’obiettivo di valorizzare il sistema “turismo & agroalimentare”, attraverso i distretti turistico–agroalimentari a livello nazionale con nuovi itinerari di eccellenza per promuovere l’immagine del brand Italia.
«La bottiglia di vino italiano è il miglior ambasciatore del nostro Paese, presente in 150 Stati – ha osservato il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano -. Il mondo del vino vale quattro miliardi nella bilancia dell’export, uno dei pochi settori in cui il saldo commerciale è attivo. Le esportazioni di vino italiano nel mondo, in particolare, rappresentano il 20 per cento di tutto l’export agroalimentare. Per questo con il protocollo di oggi intendiamo elevare le eccellenze dell’agroalimentare italiano sullo stesso piano del vino, facendole diventare uno strumento di marketing, di accoglienza e di valorizzazione strategica dell’intera economia».
Secondo il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, «il turismo e l’agroalimentare sono due asset strategici per il nostro sistema Paese. Con questo protocollo intendiamo promuovere congiuntamente la cultura dell’enogastronomia di tutti i territori italiani, dal momento che nel 2010 i turisti enogastronomici sono stati 18 milioni».
Il presidente Riello: «Verona capitale delle fiere agroalimentari italiane»
A VINITALY I MINISTRI BRAMBILLA E ROMANO
SIGLANO IL PROTOCOLLO PER PROMUOVERE
IL TURISMO ENOGASTRONOMICO
La firma dell’accordo oggi a Veronafiere. Obiettivo: «Valorizzare il sistema “turismo & agroalimentare”, attraverso i distretti turistico–agroalimentari a livello nazionale con nuovi itinerari di eccellenza per promuovere l’immagine del brand Italia».
Verona, 9 aprile 2011 – Veronafiere si conferma il principale polo fieristico dell’agroalimentare italiano e a Vinitaly, nel primo pomeriggio di oggi, il ministro delle Politiche agricole, Francesco Saverio Romano, e del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, hanno siglato un protocollo d’intesa per promuovere in maniera coordinata il turismo enogastronomico.
«Proprio nel ’93 a Vinitaly è partito il primo movimento sul turismo legato all’agroalimentare e all’enogastronomia di qualità – ha ricordato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello -. Parliamo di un settore fondamentale per il rilancio dell’economia e che coinvolge contemporaneamente storia, cultura, ambiente e territorio. E Veronafiere riassume in sé tutti questi valori, attraverso brand di riferimento internazionale come Vinitaly, Sol, Agrifood, Siab, strumenti di valorizzazione per le imprese ad ampio spettro».
Proprio sul fronte dell’effetto di traino di Veronafiere sull’economia nazionale, Riello ha invitato ufficialmente i ministri Brambilla e Romano alla prossima edizione di Fieracavalli (3-6 novembre 2011), «manifestazione che promuove la vicinanza fra l’uomo, gli animali, l’ambiente, ma anche il turismo».
Il protocollo fra i ministeri delle Politiche agricole e del Turismo, siglato oggi a Vinitaly, ha durata biennale (rinnovabile tacitamente per altri due anni) e si pone l’obiettivo di valorizzare il sistema “turismo & agroalimentare”, attraverso i distretti turistico–agroalimentari a livello nazionale con nuovi itinerari di eccellenza per promuovere l’immagine del brand Italia.
«La bottiglia di vino italiano è il miglior ambasciatore del nostro Paese, presente in 150 Stati – ha osservato il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano -. Il mondo del vino vale quattro miliardi nella bilancia dell’export, uno dei pochi settori in cui il saldo commerciale è attivo. Le esportazioni di vino italiano nel mondo, in particolare, rappresentano il 20 per cento di tutto l’export agroalimentare. Per questo con il protocollo di oggi intendiamo elevare le eccellenze dell’agroalimentare italiano sullo stesso piano del vino, facendole diventare uno strumento di marketing, di accoglienza e di valorizzazione strategica dell’intera economia».
Secondo il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, «il turismo e l’agroalimentare sono due asset strategici per il nostro sistema Paese. Con questo protocollo intendiamo promuovere congiuntamente la cultura dell’enogastronomia di tutti i territori italiani, dal momento che nel 2010 i turisti enogastronomici sono stati 18 milioni».
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giovedì 7 aprile 2011
INAUGURAZIONE DI VINITALY 2011 CON UNA NOVITA’: DAL 2012 LA RASSEGNA APRE DALLA DOMENICA AL MERCOLEDì
FONTE: VERONAFIERE
Il Salone internazionale dei vini e distillati inaugurato oggi dal ministro Romano
Annunciato dal presidente di Veronafiere Ettore Riello il cambio dei giorni di apertura, che dal giovedì al lunedì passano dalla domenica al mercoledì (1-4 aprile 2012). Un cambio strategico, per dare ancora più spazio al business. Alla cerimonia inaugurale presenti, oltre al ministro Saverio Romano, il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e presidente dell’Ice Umberto Vattani, il presidente di Federvini Lamberto Vallarino Gancia, il presidente dell’Uiv Lucio Mastroberardino e il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.
Verona, 7 aprile 2011 – Inaugurazione di Vinitaly 2011 con la mente già proiettata al 2012, quando la manifestazione, che sarà in calendario dall’1 al 4 aprile, cambierà i giorni di apertura: non più dal giovedì al lunedì, ma dalla domenica al mercoledì.
La 45^ edizione del più importante salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati registra già alla prima giornata di evento un’ottima affluenza di operatori professionali, confermandosi la più grande fiera per il business e la cultura del vino, con più di 4.000 espositori da 23 Paesi su oltre 92.000 metri quadrati espositivi netti e che con Sol, Agrifood Club ed Enolitech rappresenta un poker di manifestazioni unico al mondo.
“Vinitaly ridisegna le proprie date – ha spiegato durante la cerimonia di inaugurazione il presidente di Veronafiere Ettore Riello -. Una scelta importante che amplia le giornate dedicate al business, ma che intende favorire anche ristoratori, chef e titolari di wine bar, che beneficeranno di più giorni coerenti con le loro giornate di chiusura settimanale”.
Presente all’inaugurazione il ministro per le politiche agricole Saverio Romano, per il quale “Vinitaly rappresenta, fin dalla sua nascita, un momento fondamentale per il comparto, un’occasione unica per sottolineare, anche sotto il profilo vitivinicolo, la centralità dell’Italia a livello internazionale”.
Dal punto di vista politico, il ministro ha dichiarato che sta già lavorando sulla riforma dell’Ocm vino del post 2015. “Abbiamo un obiettivo chiaro: eliminare la norma che riguarda la liberalizzazione degli impianti. D’accordo con la Francia non permetteremo che vengano applicate nuove regole senza fornire ai produttori e alle filiere adeguate certezze di conservazione di quel valore di sistema che fino ad oggi ha consentito lo sviluppo del nostro made in Italy di qualità”.
Riguardo ai diritti di reimpianto, no del presidente della Regione Veneto Luca Zaia ”all’ipotesi di deregulation che l’Unione Europea vorrebbe applicare. Sarebbe questa una misura – ha spiegato - che danneggerebbe moltissimo gli operatori del settore”.
Nel suo discorso il ministro Romano ha affrontato il tema del calo dei consumi interni: “Mai come oggi – ha detto – è necessario pensare tanto all’export quanto al mercato nazionale, dove la riduzione dei consumati va affrontata attraverso una comunicazione mirata, che riporti il vino a quella che è la sua primaria natura di prodotto tradizionale italiano”.
Sulla comunicazione si gioca, secondo Zaia, “una battaglia di civiltà per salvare il settore vitivinicolo”, che sul tema del consumo di alcol e sicurezza stradale paga un conto non suo. “Oggi questo tema – ha detto Zaia - viene sempre più scaricato sulle spalle dei nostri viticoltori e c’è addirittura chi vorrebbe portare a zero il limite di alcol per chi guida. Ma se passa questa idea perdiamo i clienti dei ristoranti. Occorre invece ribadire con chiarezza che il 98% degli incidenti stradali in Italia non è causati dall’alcol, ma da ben altre ragioni e sostanze”.
L’importanza di un evento come Vinitaly non è circoscrivibile solo al settore vitivinicolo. Infatti, “Vinitaly è una grande occasione per tutta la città di Verona, ma anche per la nostra Regione e l’Italia – ha detto il sindaco Flavio Tosi -. La platea istituzionale presente oggi lo dimostra”. Per questo – ha detto Tosi – “la Fiera di Verona deve continuare a crescere, anche attraverso le opere che stiamo realizzando. Le chiavi per la ripresa sono ottimismo, volontà e voglia di crederci. E il sistema Verona queste chiavi le ha”.
D’accordo Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona: “La Fiera di Verona – ha detto - è il punto di riferimento per tutte le aziende che investono in un settore fondamentale per la nostra economia. Un comparto, quello vitivinicolo della nostra provincia, fondamentale anche a livello nazionale e internazionale, visto la fama dei nostri vini. Un’eccellenza che diventerà ancora più forte con l’apertura, a San Floriano, del Polo enologico”.
Il Salone internazionale dei vini e distillati inaugurato oggi dal ministro Romano
Annunciato dal presidente di Veronafiere Ettore Riello il cambio dei giorni di apertura, che dal giovedì al lunedì passano dalla domenica al mercoledì (1-4 aprile 2012). Un cambio strategico, per dare ancora più spazio al business. Alla cerimonia inaugurale presenti, oltre al ministro Saverio Romano, il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e presidente dell’Ice Umberto Vattani, il presidente di Federvini Lamberto Vallarino Gancia, il presidente dell’Uiv Lucio Mastroberardino e il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.
Verona, 7 aprile 2011 – Inaugurazione di Vinitaly 2011 con la mente già proiettata al 2012, quando la manifestazione, che sarà in calendario dall’1 al 4 aprile, cambierà i giorni di apertura: non più dal giovedì al lunedì, ma dalla domenica al mercoledì.
La 45^ edizione del più importante salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati registra già alla prima giornata di evento un’ottima affluenza di operatori professionali, confermandosi la più grande fiera per il business e la cultura del vino, con più di 4.000 espositori da 23 Paesi su oltre 92.000 metri quadrati espositivi netti e che con Sol, Agrifood Club ed Enolitech rappresenta un poker di manifestazioni unico al mondo.
“Vinitaly ridisegna le proprie date – ha spiegato durante la cerimonia di inaugurazione il presidente di Veronafiere Ettore Riello -. Una scelta importante che amplia le giornate dedicate al business, ma che intende favorire anche ristoratori, chef e titolari di wine bar, che beneficeranno di più giorni coerenti con le loro giornate di chiusura settimanale”.
Presente all’inaugurazione il ministro per le politiche agricole Saverio Romano, per il quale “Vinitaly rappresenta, fin dalla sua nascita, un momento fondamentale per il comparto, un’occasione unica per sottolineare, anche sotto il profilo vitivinicolo, la centralità dell’Italia a livello internazionale”.
Dal punto di vista politico, il ministro ha dichiarato che sta già lavorando sulla riforma dell’Ocm vino del post 2015. “Abbiamo un obiettivo chiaro: eliminare la norma che riguarda la liberalizzazione degli impianti. D’accordo con la Francia non permetteremo che vengano applicate nuove regole senza fornire ai produttori e alle filiere adeguate certezze di conservazione di quel valore di sistema che fino ad oggi ha consentito lo sviluppo del nostro made in Italy di qualità”.
Riguardo ai diritti di reimpianto, no del presidente della Regione Veneto Luca Zaia ”all’ipotesi di deregulation che l’Unione Europea vorrebbe applicare. Sarebbe questa una misura – ha spiegato - che danneggerebbe moltissimo gli operatori del settore”.
Nel suo discorso il ministro Romano ha affrontato il tema del calo dei consumi interni: “Mai come oggi – ha detto – è necessario pensare tanto all’export quanto al mercato nazionale, dove la riduzione dei consumati va affrontata attraverso una comunicazione mirata, che riporti il vino a quella che è la sua primaria natura di prodotto tradizionale italiano”.
Sulla comunicazione si gioca, secondo Zaia, “una battaglia di civiltà per salvare il settore vitivinicolo”, che sul tema del consumo di alcol e sicurezza stradale paga un conto non suo. “Oggi questo tema – ha detto Zaia - viene sempre più scaricato sulle spalle dei nostri viticoltori e c’è addirittura chi vorrebbe portare a zero il limite di alcol per chi guida. Ma se passa questa idea perdiamo i clienti dei ristoranti. Occorre invece ribadire con chiarezza che il 98% degli incidenti stradali in Italia non è causati dall’alcol, ma da ben altre ragioni e sostanze”.
L’importanza di un evento come Vinitaly non è circoscrivibile solo al settore vitivinicolo. Infatti, “Vinitaly è una grande occasione per tutta la città di Verona, ma anche per la nostra Regione e l’Italia – ha detto il sindaco Flavio Tosi -. La platea istituzionale presente oggi lo dimostra”. Per questo – ha detto Tosi – “la Fiera di Verona deve continuare a crescere, anche attraverso le opere che stiamo realizzando. Le chiavi per la ripresa sono ottimismo, volontà e voglia di crederci. E il sistema Verona queste chiavi le ha”.
D’accordo Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona: “La Fiera di Verona – ha detto - è il punto di riferimento per tutte le aziende che investono in un settore fondamentale per la nostra economia. Un comparto, quello vitivinicolo della nostra provincia, fondamentale anche a livello nazionale e internazionale, visto la fama dei nostri vini. Un’eccellenza che diventerà ancora più forte con l’apertura, a San Floriano, del Polo enologico”.
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