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martedì 24 marzo 2015

MIPAAF, GUARDIA COSTIERA SEQUESTRA PRODOTTI ITTICI NON ETICHETTATI E SCADUTI PER OLTRE 105 MILA EURO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che la Guardia Costiera di Chioggia, in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela per la Salute NAS di Padova, ha sequestrato per un valore di oltre 105 mila euro, circa 17 tonnellate di prodotti ittici evitando l’immissione sul mercato di alimenti non tracciati e scaduti e dunque dannosi per la salute. Gli alimenti rinvenuti presso uno stabilimento di ingrosso e lavorazione di prodotti ittici di Porto Viro (RO), nell’ambito dei controlli lungo la filiera ittica riguardano: vongole congelate prive di etichettatura data di scadenza e tracciabilità, seppie indo pacifiche scadute e prive di rintracciabilità, salmone in filetti congelato privo di etichettatura e orate congelate prive di tracciabilità. L’operazione si è conclusa lo scorso 19 marzo, proprio mentre si svolgeva il Forum internazionale sulla tutela del cibo vero, organizzato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali presso il Parco Tecnologico Padano di Lodi e che ha riunito oltre 150 esperti nazionali ed internazionali tra forze di polizia e ispettori addetti al controllo, rappresentanti degli agricoltori e dei produttori alimentari, consorzi e associazioni.

sabato 15 marzo 2014

RIGASSIFICATORE DI PORTO VIRO, L'ASSESSORE RABBONI SCRIVE AL MINISTRO GALLETTI E CHIEDE GARANZIE A TUTELA DELL'ECOSISTEMA MARINO E DELL'ATTIVITÀ DI PESCA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

I Ministeri che hanno autorizzato il rigassificatore di Porto Viro devono rassicurare le comunità locali emiliano-romagnole circa l’assoluta mancanza di correlazione tra il forte calo del pescato, verificatosi recentemente nel tratto di costa interessato, e l’entrata in funzione dell’impianto. E’ la richiesta che l’assessore regionale all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni ha rivolto al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Nella lettera Rabboni richiama le preoccupazioni espresse a questo proposito dalle associazioni di pescatori della zona, dalle Amministrazioni locali, ma anche da alcuni autorevoli scienziati e ricercatori. Il rigassificatore si trova nel Parco del Delta del Po, in un’area, tra le province di Ferrara e Rovigo, di grande pregio ambientale e naturalistico, nel cui tratto emiliano-romagnolo operano numerose imprese di pesca tradizionale e diversi impianti di acquacoltura di grande valenza economica e sociale. Rabboni, che aveva già sottoposto il problema al ministro dell’ambiente Orlando, chiede anche che il Ministero condivida con le Regioni le risultanze emerse fino ad ora dall’attività di monitoraggio e controllo effettuate da Ispra e che venga attivato un sistema informativo che, coinvolgendo i tecnici dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e quelli delle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, garantisca nel tempo l'assenza di alterazioni nell’ecosistema marino e nei cicli produttivi e riproduttivi della fauna ittica.

venerdì 19 luglio 2013

RIGASSIFICATORE DI PORTO VIRO, RABBONI SCRIVE AL MINISTRO DELL'AMBIENTE E CHIEDE MISURE A TUTELA DELL'AMBIENTE MARINO E DELL'ATTIVITÀ DI MOLLUSCHICOLTURA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Risolvere rapidamente i problemi legati al rigassificatore off-shore di Porto Viro, per garantire la tutela dell’ecosistema marino, della fauna ittica e in particolare dell’importante attività di molluschicoltura della zona, compresa tra le provincie di Rovigo e Ferrara. E’ quanto ha chiesto l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Tiberio Rabboni al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, in vista della ormai prossima chiusura della procedura di valutazione di impatto ambientale. Tra le criticità evidenziate da Rabboni: l’aumento del cloro attivo all’interno dell’acqua utilizzata per il ciclo produttivo, la consistente diminuzione della temperatura dell’acqua di processo, la necessità di contenimento e recupero degli scarichi. Si tratta di effetti già evidenziati dalle amministrazioni locali e dalle associazioni di categoria della pesca, che lamentano conseguenze anche sulla risorsa ittica, e confermati recentemente anche da Arpa Emilia-Romagna. Nella lettera inviata oggi, Rabboni chiede al Ministro “la risoluzione delle problematiche evidenziate e la certezza che l’attività dell’impianto non possa in alcun contribuire ad alterare l’ecosistema marino e i cicli produttivi della fauna ittica”. Come ricorda l’Assessore regionale al Ministro “l’impianto di Porto Viro è collocato all’interno del Parco del Delta del Po, in un’area di grande valenza naturalistica e paesaggistica, dove si è sviluppata un’importantissima attività di molluschicoltura che interessa un notevole numero di addetti ed assume un valore economico particolarmente significativo”.