Fonte: Oi Pomodoro da Industria Nord Italia
La campagna 2014 nel territorio dell’Oi Pomodoro da Industria Nord Italia sta procedendo a rilento a causa dell’andamento climatico e, in particolare, a causa delle continue e abbondanti piogge succedutesi per tutto il mese di luglio sino ad oggi. Nonostante fosse iniziata con i migliori auspici - con una contrattazione anticipata e con una programmazione delle superfici in risposta al fabbisogno delle imprese di trasformazione del territorio nonché con un buon clima nel periodo dei trapianti – la campagna 2014 ad oggi è contraddistinta da diverse difficoltà agronomiche che i produttori si trovano a fronteggiare in campo, al fine di garantire la raccolta di un prodotto di qualità nel rispetto della produzione integrata.
“Le Organizzazioni dei Produttori – spiega l’Oi - stanno operando in campagna per garantire le consegne alle imprese di trasformazione nei tempi programmati e nel rispetto dei contratti stipulati. Dagli incontri fra Organizzazioni di Produttori e imprese di trasformazione per il continuo monitoraggio dell’andamento di campagna, emerge una contrazione dei giorni di campagna con un probabile crollo delle consegne della seconda metà di settembre”.
Dal report settimanale sull’andamento della campagna elaborato dall’OI, spicca il dato del brix medio del territorio del Nord che, al 10 agosto, si attestava ad un valore di un brix di 4,61 a confronto del dato della media triennale nel medesimo periodo di 5,03. “Questo parametro – afferma l’Oi - si traduce in basse rese di trasformazione: a parità di materia prima consegnata si ottiene una minor quantità di prodotti finiti, in base ai dati odierni in calo anche del 10%. Le problematiche della campagna 2014 stanno comportando difficoltà sia al comparto della produzione che della trasformazione. Solo la stabilizzazione delle prossime condizioni meteo permetterebbe di limitare i consistenti danni causati, sin qui, dal generalizzato maltempo”.
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martedì 19 agosto 2014
OI POMODORO DA INDUSTRIA NORD ITALIA LA CAMPAGNA 2014 PROCEDE A RILENTO A CAUSA DEL CONTINUO SUSSEGUIRSI DI PIOGGE. NOTEVOLI GLI SFORZI PER GARANTIRE QUALITA’ E QUANTITA’ DEL PRODOTTO
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mercoledì 16 luglio 2014
CAMPAGNA POMODORO 2014: RISPETTATA LA PROGRAMMAZIONE IN CALO DEL 3,68% LE SUPERFICI EFFETTIVE RISPETTO AL CONTRATTATO, MA SI RESTA IN LINEA CON LE PREVISIONI DELL’OI. TIMORI PER IL MALTEMPO CHE POTREBBE INCIDERE SULLA PRODUZIONE
Fonte: Oi Pomodoro Nord Italia
C’è un sostanziale rispetto della programmazione prevista dal contratto quadro nella campagna 2014 del pomodoro da industria del Nord Italia. L’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro Nord Italia ha fatto il punto della situazione a pochi giorni dall’inizio della campagna 2014. “Siamo in linea con gli obiettivi di programmazione previsti dalla contrattazione – commenta l’Oi -. Infatti dalla elaborazione dei dati relativi alle superfici effettivamente coltivate pervenuti dalle Organizzazioni di produttori del pomodoro, così come previsto dalle “regole condivise”, emerge una riduzione delle superfici effettive, rispetto a quelle contrattate inizialmente dalle Op del pomodoro associate all’Oi, che si è attestata al 3,68%”. Positivo è il segnale che arriva dall’aumento di 1,83 ettari della dimensione media per singolo produttore: 19,04 ettari in media per i 1.874 produttori delle Op associate, in aumento del 10,5% rispetto al 2013. Guardando al dato complessivo delle superfici effettive l’Emilia Romagna si conferma leader nella produzione di pomodoro con il 68,8% delle superfici del Nord Italia (con la concentrazione maggiore nelle province di Piacenza, Ferrara e Parma) seguita da Lombardia (19,6%), Veneto (7,3%) e Piemonte (4,3%). La produzione biologica – che si concentra soprattutto nelle province di Ferrara e Ravenna – rappresenta il 3,7% del totale, mentre il restante 96,3% delle superfici è coltivato con il metodo della produzione integrata. I timori dell’intera filiera si concentrano ora – memori anche delle tante difficoltà presentatesi nel corso della campagna dello scorso anno - sull’andamento climatico che nelle ultime settimane ha visto il susseguirsi di piogge anche di forte intensità con qualche grandinata e un calo drastico delle temperature che rende incerti gli sviluppi della campagna soprattutto in termini di produttività delle colture.
C’è un sostanziale rispetto della programmazione prevista dal contratto quadro nella campagna 2014 del pomodoro da industria del Nord Italia. L’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro Nord Italia ha fatto il punto della situazione a pochi giorni dall’inizio della campagna 2014. “Siamo in linea con gli obiettivi di programmazione previsti dalla contrattazione – commenta l’Oi -. Infatti dalla elaborazione dei dati relativi alle superfici effettivamente coltivate pervenuti dalle Organizzazioni di produttori del pomodoro, così come previsto dalle “regole condivise”, emerge una riduzione delle superfici effettive, rispetto a quelle contrattate inizialmente dalle Op del pomodoro associate all’Oi, che si è attestata al 3,68%”. Positivo è il segnale che arriva dall’aumento di 1,83 ettari della dimensione media per singolo produttore: 19,04 ettari in media per i 1.874 produttori delle Op associate, in aumento del 10,5% rispetto al 2013. Guardando al dato complessivo delle superfici effettive l’Emilia Romagna si conferma leader nella produzione di pomodoro con il 68,8% delle superfici del Nord Italia (con la concentrazione maggiore nelle province di Piacenza, Ferrara e Parma) seguita da Lombardia (19,6%), Veneto (7,3%) e Piemonte (4,3%). La produzione biologica – che si concentra soprattutto nelle province di Ferrara e Ravenna – rappresenta il 3,7% del totale, mentre il restante 96,3% delle superfici è coltivato con il metodo della produzione integrata. I timori dell’intera filiera si concentrano ora – memori anche delle tante difficoltà presentatesi nel corso della campagna dello scorso anno - sull’andamento climatico che nelle ultime settimane ha visto il susseguirsi di piogge anche di forte intensità con qualche grandinata e un calo drastico delle temperature che rende incerti gli sviluppi della campagna soprattutto in termini di produttività delle colture.
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mercoledì 18 giugno 2014
FARMERS’S MEETING: L’OI POMODORO NORD ITALIA SI E’ CONFRONTATA CON LE PRINCIPALI FILIERE MONDIALI
Fonte: Oi Pomodoro Nord Italia
Le filiere del pomodoro da industria a confronto. Tecniche, strategie e progetti per perseguire sostenibilità, competitività e produttività, il tutto illustrato da rappresentanti delle filiere di Grecia e Turchia, Portogallo, California e Nord Italia a poche settimane dall’inizio della campagna 2014. Ha offerto tanti spunti di riflessione il “Farmers’ meeting”, conferenza del post- cogress tour del World Processing Tomato Congress ospitato alla Corte di Giarola di Collecchio (Parma), promosso e sponsorizzato da Regione Emilia Romagna e Oi Pomodoro Nord Italia e moderato dal vicepresidente di Amitom Antonio Casana. Il primo focus - con Konstantinos Sotiropoulos, plant manager di Copais – ha riguardato le filiere greca e turca. “In Grecia – ha spiegato – si è avuto un netto calo della produzione in pochi anni. Si è passati da 1 milione e 200mila tonnellate del 1999 alle 360mila tonnellate del 2011. Nel 2013 si sono prodotte 425mila tonnellate e per il 2014 è previsto un incremento tra il 15 e il 20% rispetto al 2013. Il prezzo (franco stabilimento di trasformazione) oscilla, a seconda del brix, da 73 euro/tonnellata con un brix del 3,99 a 106 euro/tonnellata con un brix superiore a 5,6”. Per quanto riguarda la Turchia Sotiropoulos ha parlato di una previsione per il 2014 di 30mila ettari di coltivazione di pomodoro con prezzi che oscillano tra 80 e 87,4 euro per tonnellata arrivo stabilimento; in questo caso le superfici sono in netto calo. Si è poi passati all’analisi della realtà portoghese con Gonzales Escudeiro e Filipe Borba, rispettivamente segretario generale e presidente dell’Op Torriba. “In Portogallo – ha spiegato Escuderio - sono operative 19 organizzazioni di produttori e 9 industrie di trasformazione. Per il 2014 l’area coltivata a pomodoro sarà di 17.389 ettari per una produzione prevista di 1.558.585 tonnellate e una resa, sempre secondo le previsioni, di 89,63 tonnellate per ettaro, con un prezzo di 80 euro a tonnellata (reso stabilimento) per un range di brix di 4,80-5,20, e una variazione in più o in meno del 20% per le fasce di brix superiori o inferiori alla fascia centrale”. Lo scenario californiano è stato presentato da Charles Rivara, direttore del California Tomato Research Institue. Nello stato americano si coltivano circa 100mila ettari, la capacità produttiva è pari a circa 12,7 milioni di tonnellate e il prezzo per quest’anno è di 68 euro/tonnellata (franco campo). “Gli aspetti positivi dello scenario californiano – ha sottolineato Rivara – sono le notevoli economie di scala, la professionalità degli agricoltori, un sistema di irrigazione efficace, anche se costoso (con irrigazione a goccia con impianti sottosuolo e almeno tre anni con la stessa coltura), un clima favorevole (la raccolta dura oltre tre mesi) e un alto grado di competitività tra i componenti della filiera. Di contro problemi arrivano dal costo di carburanti, energia, fertilizzanti e terreni, dalla presenza di patologie, e soprattutto dalle problematiche crescenti per la risorsa idrica (con coltivazioni alternative più remunerative, quali mandorli e pistacchio), oltre che da una crescente introduzione di vincoli ambientali”. Infine lo scenario del Nord Italia presentato dal prof. Gabriele Canali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, consulente dell’Oi Pomodoro Nord Italia. Come già reso noto, nel Nord Italia è prevista una produzione intorno ai 2.400.000 tonnellate con un prezzo di riferimento di 92 euro a tonnellata. Tra i temi aperti nel Nord Italia quello della valutazione del pomodoro alla consegna. Negli ultimi due anni l’Oi ha istituito un gruppo di verifica permanente con tecnici dell’Oi che nel corso della campagna hanno compiuto visite negli stabilimenti di trasformazione per verificare il buon andamento dell’attività di valutazione della materia prima consegnata dagli agricoltori. In chiave futura l’Oi sta valutando la costituzione di un ente terzo che gestisca direttamente la valutazione della materia prima in modo indipendente, come avviene già da tempo in California e in Spagna, e come stanno studiando anche in Portogallo. Quest’ulteriore elemento potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente sia la trasparenza che la competitività della filiera.
Le filiere del pomodoro da industria a confronto. Tecniche, strategie e progetti per perseguire sostenibilità, competitività e produttività, il tutto illustrato da rappresentanti delle filiere di Grecia e Turchia, Portogallo, California e Nord Italia a poche settimane dall’inizio della campagna 2014. Ha offerto tanti spunti di riflessione il “Farmers’ meeting”, conferenza del post- cogress tour del World Processing Tomato Congress ospitato alla Corte di Giarola di Collecchio (Parma), promosso e sponsorizzato da Regione Emilia Romagna e Oi Pomodoro Nord Italia e moderato dal vicepresidente di Amitom Antonio Casana. Il primo focus - con Konstantinos Sotiropoulos, plant manager di Copais – ha riguardato le filiere greca e turca. “In Grecia – ha spiegato – si è avuto un netto calo della produzione in pochi anni. Si è passati da 1 milione e 200mila tonnellate del 1999 alle 360mila tonnellate del 2011. Nel 2013 si sono prodotte 425mila tonnellate e per il 2014 è previsto un incremento tra il 15 e il 20% rispetto al 2013. Il prezzo (franco stabilimento di trasformazione) oscilla, a seconda del brix, da 73 euro/tonnellata con un brix del 3,99 a 106 euro/tonnellata con un brix superiore a 5,6”. Per quanto riguarda la Turchia Sotiropoulos ha parlato di una previsione per il 2014 di 30mila ettari di coltivazione di pomodoro con prezzi che oscillano tra 80 e 87,4 euro per tonnellata arrivo stabilimento; in questo caso le superfici sono in netto calo. Si è poi passati all’analisi della realtà portoghese con Gonzales Escudeiro e Filipe Borba, rispettivamente segretario generale e presidente dell’Op Torriba. “In Portogallo – ha spiegato Escuderio - sono operative 19 organizzazioni di produttori e 9 industrie di trasformazione. Per il 2014 l’area coltivata a pomodoro sarà di 17.389 ettari per una produzione prevista di 1.558.585 tonnellate e una resa, sempre secondo le previsioni, di 89,63 tonnellate per ettaro, con un prezzo di 80 euro a tonnellata (reso stabilimento) per un range di brix di 4,80-5,20, e una variazione in più o in meno del 20% per le fasce di brix superiori o inferiori alla fascia centrale”. Lo scenario californiano è stato presentato da Charles Rivara, direttore del California Tomato Research Institue. Nello stato americano si coltivano circa 100mila ettari, la capacità produttiva è pari a circa 12,7 milioni di tonnellate e il prezzo per quest’anno è di 68 euro/tonnellata (franco campo). “Gli aspetti positivi dello scenario californiano – ha sottolineato Rivara – sono le notevoli economie di scala, la professionalità degli agricoltori, un sistema di irrigazione efficace, anche se costoso (con irrigazione a goccia con impianti sottosuolo e almeno tre anni con la stessa coltura), un clima favorevole (la raccolta dura oltre tre mesi) e un alto grado di competitività tra i componenti della filiera. Di contro problemi arrivano dal costo di carburanti, energia, fertilizzanti e terreni, dalla presenza di patologie, e soprattutto dalle problematiche crescenti per la risorsa idrica (con coltivazioni alternative più remunerative, quali mandorli e pistacchio), oltre che da una crescente introduzione di vincoli ambientali”. Infine lo scenario del Nord Italia presentato dal prof. Gabriele Canali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, consulente dell’Oi Pomodoro Nord Italia. Come già reso noto, nel Nord Italia è prevista una produzione intorno ai 2.400.000 tonnellate con un prezzo di riferimento di 92 euro a tonnellata. Tra i temi aperti nel Nord Italia quello della valutazione del pomodoro alla consegna. Negli ultimi due anni l’Oi ha istituito un gruppo di verifica permanente con tecnici dell’Oi che nel corso della campagna hanno compiuto visite negli stabilimenti di trasformazione per verificare il buon andamento dell’attività di valutazione della materia prima consegnata dagli agricoltori. In chiave futura l’Oi sta valutando la costituzione di un ente terzo che gestisca direttamente la valutazione della materia prima in modo indipendente, come avviene già da tempo in California e in Spagna, e come stanno studiando anche in Portogallo. Quest’ulteriore elemento potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente sia la trasparenza che la competitività della filiera.
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martedì 10 giugno 2014
OI POMODORO NORD ITALIA: NOMINATO IL NUOVO COMITATO DI COORDINDAMENTO PIER LUIGI FERRARI CONFERMATO PRESIDENTE
Fonte: Oi Pomodoro da industria del Nord Italia
L’Organizzazione Interprofessionale Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia ha cambiato nome in OI Pomodoro Nord Italia e ha rinnovato i propri vertici con l’elezione del nuovo comitato di coordinamento che resterà in carica per il prossimo triennio 2014-2016. Alla guida dell’OI, che raggruppa il 99% della filiera del pomodoro da industria del Nord Italia, è stato confermato nel ruolo di presidente Pier Luigi Ferrari. “Proseguiremo nel nostro percorso – le parole di Ferrari – volto a favorire la massima coesione della filiera, unica strada possibile per salvaguardare e valorizzare un prodotto di grandissima qualità come il pomodoro da industria del Nord Italia. Davanti a noi abbiamo appuntamenti importanti come il Congresso mondiale del pomodoro che si terrà a Sirmione dall’8 all’11 giugno con un vasto programma di relazioni e interventi riguardanti il pomodoro. I rappresentanti dei principali distretti produttivi del pomodoro del mondo visiteranno la realtà del nord Italia con specifiche visite tematiche a Parma. In tale contesto l’OI ha organizzato il convegno internazionale “L’organizzazione delle filiere del pomodoro nel mondo” che si terrà giovedì 12 giugno alla Corte di Giarola, Collecchio, Parma. L’ingresso al convegno è riservato ai soci dell’OI, in particolar modo ai produttori di pomodoro, e sarà l’occasione per conoscere come sono strutturate le filiere del pomodoro e le principali caratteristiche della produzione in campo, la trasformazione negli altri Paesi del mondo e come si situa la filiera del Nord Italia nel contesto mondiale. Ottenuto l’aiuto accoppiato nell’ambito della Pac – ha aggiunto Ferrari – ora le sfide sono quelle della definizione dei Piani di Sviluppo Rurale e dell’Ocm, ma ci stiamo preparando ad essere protagonisti anche in vista dell’Expo 2015, momento fondamentale per il settore agroalimentare”. Poi, soffermandosi sull’operato dell’OI, Ferrari ha auspicato: “un lavoro sempre più sinergico tra le varie componenti della filiera in modo che emerga una strategia ben definita di un’OI forte che aumenti la competitività del pomodoro da industria del Nord Italia sui mercati internazionali. Agiremo sempre nell’interesse di un prodotto eccellente”. Il nuovo comitato di coordinamento è composto da 20 membri ordinari. La parte agricola esprime dieci componenti: Paolo Villani (Pempacorer), Paolo Gazza (Ainpo), Rossella Martelli (Asipo), Alberto Sarzi (Apol), Luca Artioli (Apoconepro) e Gorino Lupi (Op Ferrara) per le Op; Eugenio Zedda (Confagricoltura ER) e Fabio Girometta (Cia ER) per le professionali agricole e Stefano Spelta (Arp) e Lodovico Bertoli (Copador) per le Op autotrasformazione. Dieci anche i rappresentanti della parte industriale: Ugo Peruch (Mutti SpA), Paolo Reverberi (Von Felten), Francesco Maini (Ferrara Food), Bruna Saviotti (Tomato Farm) e Dario Squeri (Steriltom) per la trasformazione privata; Lorenzo Cempini (Confapi), Guido Conforti (Aiipa), Giuseppe Rodolfi (Upi) per le associazioni della trasformazione privata; Costantino Vaia (Consorzio Casalasco) e Massimo Passanti (Conserve Italia) per la trasformazione cooperativa.
L’Organizzazione Interprofessionale Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia ha cambiato nome in OI Pomodoro Nord Italia e ha rinnovato i propri vertici con l’elezione del nuovo comitato di coordinamento che resterà in carica per il prossimo triennio 2014-2016. Alla guida dell’OI, che raggruppa il 99% della filiera del pomodoro da industria del Nord Italia, è stato confermato nel ruolo di presidente Pier Luigi Ferrari. “Proseguiremo nel nostro percorso – le parole di Ferrari – volto a favorire la massima coesione della filiera, unica strada possibile per salvaguardare e valorizzare un prodotto di grandissima qualità come il pomodoro da industria del Nord Italia. Davanti a noi abbiamo appuntamenti importanti come il Congresso mondiale del pomodoro che si terrà a Sirmione dall’8 all’11 giugno con un vasto programma di relazioni e interventi riguardanti il pomodoro. I rappresentanti dei principali distretti produttivi del pomodoro del mondo visiteranno la realtà del nord Italia con specifiche visite tematiche a Parma. In tale contesto l’OI ha organizzato il convegno internazionale “L’organizzazione delle filiere del pomodoro nel mondo” che si terrà giovedì 12 giugno alla Corte di Giarola, Collecchio, Parma. L’ingresso al convegno è riservato ai soci dell’OI, in particolar modo ai produttori di pomodoro, e sarà l’occasione per conoscere come sono strutturate le filiere del pomodoro e le principali caratteristiche della produzione in campo, la trasformazione negli altri Paesi del mondo e come si situa la filiera del Nord Italia nel contesto mondiale. Ottenuto l’aiuto accoppiato nell’ambito della Pac – ha aggiunto Ferrari – ora le sfide sono quelle della definizione dei Piani di Sviluppo Rurale e dell’Ocm, ma ci stiamo preparando ad essere protagonisti anche in vista dell’Expo 2015, momento fondamentale per il settore agroalimentare”. Poi, soffermandosi sull’operato dell’OI, Ferrari ha auspicato: “un lavoro sempre più sinergico tra le varie componenti della filiera in modo che emerga una strategia ben definita di un’OI forte che aumenti la competitività del pomodoro da industria del Nord Italia sui mercati internazionali. Agiremo sempre nell’interesse di un prodotto eccellente”. Il nuovo comitato di coordinamento è composto da 20 membri ordinari. La parte agricola esprime dieci componenti: Paolo Villani (Pempacorer), Paolo Gazza (Ainpo), Rossella Martelli (Asipo), Alberto Sarzi (Apol), Luca Artioli (Apoconepro) e Gorino Lupi (Op Ferrara) per le Op; Eugenio Zedda (Confagricoltura ER) e Fabio Girometta (Cia ER) per le professionali agricole e Stefano Spelta (Arp) e Lodovico Bertoli (Copador) per le Op autotrasformazione. Dieci anche i rappresentanti della parte industriale: Ugo Peruch (Mutti SpA), Paolo Reverberi (Von Felten), Francesco Maini (Ferrara Food), Bruna Saviotti (Tomato Farm) e Dario Squeri (Steriltom) per la trasformazione privata; Lorenzo Cempini (Confapi), Guido Conforti (Aiipa), Giuseppe Rodolfi (Upi) per le associazioni della trasformazione privata; Costantino Vaia (Consorzio Casalasco) e Massimo Passanti (Conserve Italia) per la trasformazione cooperativa.
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