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lunedì 7 novembre 2011

Bruni (Cogeca) al forum nazionale Anga Confagricoltura : « Occorre sforzo straordinario della politica per garantire future generazioni »

FONTE: COGECA

Intervenendo il 4 novembre 2011 al Forum nazionale dei giovani agricoltori di Confagricoltura in corso a Rimini, il presidente di Cogeca Paolo Bruni rispondendo alle domande del giornalista Massimo Agostini si è innanzitutto soffermato sulla delicata situazione politica: « Il Paese è incagliato nelle secche degli interessi personali e partitici, ha dichiarato Bruni, urge approntare un progetto di largo respiro che superi le attuali divisioni per restituire un futuro ai nostri giovani »

Commentando in seguito il ruolo dell’Italia nelle dinamiche internazionali alla luce della sua esperienza di presidente di un’importante associazione europea, Bruni ha ricordato come « l’indiscutibile primato delle nostre eccellenze gastronomiche in Europa e nel mondo viene troppo spesso considerato come un dato scontato ed acquisito, è invece il frutto di una difficile difesa di tale leadership e della costante ricerca di nuovi mercati, come testimonia la continua crescita del nostro export, in particolare di vino e formaggi ma anche di prodotti ortofrutticoli »

Intervistato sulla futura politica agricola, Bruni si è detto « consapevole delle difficoltà che la proposta della Commissione implica per l’agricoltura italiana, sia in termini di riduzione delle risorse finanziarie disponibili che di possibili pesanti ricadute su alcune filiere produttive ; il percorso negoziale è tuttavia solo all’inizio – ha sottolineato Bruni – e se saremo capaci di costruire una posizione forte e condivisa, potremo giocare le nostre carte sia all’interno del Consiglio dei ministri agricoli che nei confronti del Parlamento Europeo »

Entrando nel merito delle problematiche relative ai giovani e all’agricoltura, il presidente di Cogeca ha « evidenziato la necessità di colmare il gap con altri Paesi in termini di numero di aziende agricole condotte da giovani agricoltori, facendo leva in particolare su strumenti in grado di garantire una maggiore stabilità dei redditi agricoli, interventi volti a favorire il riequilibrio della catena del valore all’interno della filiera alimentare e misure per favorire l’accesso al credito : tenuto conto dell’elevata propensione dei giovani ad investire in innovazione evidenziata dallo studio di Nomisma presentato oggi – ha concluso Bruni – è particolarmente importante incoraggiare il finanziamento delle idee dei giovani imprenditori agricoli »

IL VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO GIANNI PITTELLA IN VISITA A FIERACAVALLI

FONTE: FIERACAVALLI

«Una visita per essere vicini ai nostri imprenditori nell’ambito della più prestigiosa rassegna internazionale»

«PAC: nuovi approcci allo sviluppo rurale»

Verona, 4 novembre 2011. «Per chi rappresenta il Parlamento Europeo al massimo livello, essere presente ad una manifestazione così importante e prestigiosa per l’Italia è un modo per sostenere in maniera formale e simbolica, tutti i nostri imprenditori italiani e veronesi che sono presenti alla manifestazione, facendone uno dei momenti più importanti per il settore agricolo-allevatoriale», ha dichiarato l’Onorevole Gianni Pittella, Vicepresidente del Parlamento Europeo, in visita a Verona a 113° edizione di Fieracavalli.

Si tratta di uno dei rappresentanti della politica italiana maggiormente impegnati sul fronte della politica comunitaria. E in una fase così complessa dell'economia internazionale il ruolo dell'Unione Europea sta assumendo sempre maggiore importanza.

Per questa ragione la presenza di Pittella a Fieracavalli è un’opportunità per avere informazioni riguardo alle scelte di Bruxelles per far fronte a uno dei momenti più complessi della storia dell’Unione.

La proposta di riforma della politica agricola comunitaria, recentemente presentata dal commissario Ciolos, ha mostrato un nuovo approccio ai temi dello sviluppo rurale, con lo scopo anche di stabilizzare i redditi degli agricoltori.

«Nell’attuale difficile contesto economico e politico, per certi aspetti tuttavia anche stimolante – dice Pittella - il ruolo multifunzionale dell’azienda agricola verrà senz’altro esaltato e con esso le possibilità legate al turismo rurale, di cui quello a cavallo è sicuramente uno degli aspetti più interessanti e innovativi. La prossima pac è chiamata a sostenere la modernizzazione del settore agricolo, soprattutto quello dell’area mediterranea che spesso è in condizioni più arretrate. L’impegno del Parlamento europeo è di compiere ogni sforzo per far sì che le aspettative di una agricoltura più moderna ed efficiente possano essere rispettate.

«Di fronte alla velocità dei cambiamenti che si prospettano servono coraggio, prontezza di riflessi e creatività per inventare un nuovo futuro, caratteristiche queste che oggi si fatica ad individuare nella società in generale, e in particolare in quella italiana. Io credo però – conclude Pittella - nella forza delle giovani generazioni e penso che l’agricoltura possa rappresentare uno sbocco occupazionale interessante e creativo per tutti coloro che oggi faticano ad inserirsi in un mondo del lavoro che è sempre più immobile».

GIOVANI AGRICOLTORI SOTTO LA LENTE.

FONTE: CONFAGRICOLTURA

L’INDAGINE DI NOMISMA SU ESIGENZE, PUNTI DI FORZA E DIFFICOLTÀ DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI UNDER 40.

Preparati e innovativi, ma bloccati dalla burocrazia e dalla mancanza di provvedimenti che li rendano competitivi con i colleghi europei, più numerosi e valorizzati dalle politiche nazionali. Dal primo Forum dei giovani agricoltori dell’ANGA, in corso a Rimini, arriva un messaggio chiaro: l’agricoltura italiana saprà competere a livello internazionale se si favorirà il passaggio generazionale verso i nuovi imprenditori, più preparati, più innovativi e più attenti alla qualità delle produzioni. Frenano tuttavia il processo di ricambio il peso della burocrazia per l’avvio e la gestione dell’azienda, la difficoltà di accesso al credito e il costo del lavoro.

E’ quanto emerge dall’indagine di Nomisma (su un campione di 200 giovani agricoltori), presentata al Forum nazionale che, partendo dalla realtà attuale del comparto, ha approfondito le esigenze e i punti di forza delle nuove leve agricole italiane. Gli under 40 del settore primario sono stimati intorno all’8%; quelli under 35 sono il 2,9% (Eurostat), quota ancora molto lontana dalla media europea del 6%. Un dato che si avvalora se si aggiunge che gli over 65 sono il 44,1%, percentuale che porta l’Italia a primeggiare per anzianità a livello europeo (la seconda è la Spagna con il 34,6%), e che l’indice di ricambio generazionale – misurato dal rapporto tra imprenditori agricoli con meno di 35 anni rispetto agli over 65 – è pari ad appena il 7%, a fronte del 18% della media comunitaria, del 51% della Francia e del 104% della Germania.

Ciononostante, la realtà dei giovani agricoltori italiani si presenta ricca di potenzialità in attesa di essere valorizzate da misure politiche concrete, lungimiranti, non limitate a interventi spot.

Le imprese agricole oggetto dell’indagine di Nomisma sono condotte da capiazienda con un alto grado di istruzione: il 47,8% degli intervistati è laureato (11,6% in agraria/veterinaria); quasi il 60% dei giovani agricoltori realizza produzioni certificate (bio, Dop/Igp, lotta integrata, per private label, etc.). Si tratta di aziende propense all’innovazione: trasformazione delle produzioni, agriturismo, vendita diretta in azienda e agroenergie rappresentano le principali novità introdotte nell’ultimo quinquennio e che hanno permesso non solo di incrementare e diversificare le fonti di reddito (lo dichiara il 23% delle imprese condotte da giovani agricoltori), ma anche di ridurre i costi di produzione (18%) e di migliorare la qualità dei prodotti aziendali (16%).

Nell’ambito dei processi innovativi figurano anche l’adozione di nuove tecnologie e know-how: dai sistemi di guida satellitare all’informatizzazione del controllo di gestione; dalla costruzione del sito internet aziendale alla stipula di contratti diretti con l’industria; dalla strutturazione dei collaboratori alla formazione imprenditoriale del conduttore attraverso la visita di aziende a livello internazionale.

Riguardo all’utilizzo di manodopera, gli intervistati hanno detto di ricorrere per il 59% dei casi a personale extrafamiliare, ma lamentano difficoltà legate all’incidenza dei costi complessivi, alla formazione professionale non adeguata o al reperimento di manodopera in tempi brevi. Suggeriscono interventi migliorativi, quali investimenti formativi, ampliamento dell’utilizzo del voucher, riduzione dei costi e degli oneri contributivi.

Relativamente alle linee guida della nuova Pac, i giovani agricoltori segnalano che, a fianco della riduzione dei pagamenti diretti, non aumentano gli strumenti di rafforzamento contrattuale e di gestione del rischio. Elementi che sarebbero assai uliti ad aumentare la competitività delle aziende.

Per quanto concerne il mercato, oltre l’80% delle imprese intervistate lamenta un collocamento delle proprie produzioni sotto le attese e difficoltà ad andare oltre il mercato locale per aumentare il profitto. La causa è anche della posizione contrattuale svantaggiata degli agricoltori nella filiera agroalimentare. Per tale motivo il 38% dei giovani agricoltori vorrebbe un rafforzamento delle organizzazioni dei produttori; il 18% renderebbe obbligatoria l’etichettatura di origine delle materie prime; il 16% sarebbe favorevole all’introduzione di strumenti dell’economia contrattuale in grado di garantire una divisione dei profitti tra le controparti. Il 12% di giovani agricoltori, infine, chiede di definire per legge un tempo massimo di pagamento nelle transazioni commerciali.

“Il sistema agroalimentare italiano (che vale il 15% del PIL) necessita di urgenti interventi della politica e continuità programmatica. L’indagine di Nomisma lo ha confermato - dice il presidente dell’ANGA Nicola Motolese -. Questo nostro primo Forum dimostra quanto i giovani agricoltori possono essere determinanti nel processo di sviluppo dando un contributo concreto all’Italia e all’Europa”.

FORUM ANGA, BOVI (AGRIVENTURE): STRUMENTI PIU’ RAPIDI PER L’INGRESSO DELLE IMPRESE AGRICOLE SUL MERCATO”

FORUM: CONFAGRICOLTURA

"Agriventure - dice il direttore generale Vanni Bovi - si sta specializzando nel creare sinergie tra gli operatori di uno stesso comparto produttivo, contribuendo a far emergere l’importanza per le imprese italiane dell’approccio di filiera quale elemento di creazione di valore aggiunto. Questo non solo per il canale distributivo bensì come opportunità reale di ritorno dei flussi di remunerazione del prodotto venduto sul mercato fino alla fase produttiva. Il ricorso al nuovo modello di Rete d’Impresa recentemente promosso con le specificità di comparto, si propone quale soluzione utile per accorciare i tempi di innovazione o di ingresso nei mercati, scambiare informazioni, know-how e altre risorse con un adattamento tempestivo ai mutevoli scenari competitivi."

“Tramite l’analisi delle principali filiere e l’attivazione di iniziative mirate sul territorio - prosegue Bovi - Agriventure si propone di valorizzare i punti di forza dell’agricoltura italiana e del comparto agroindustriale, fornendo sostegno al cliente nel cogliere opportunità di reddito e favorendo un’agricoltura multifunzionale e sostenibile.”

FORUM ANGA, IL PRESIDENTE MOTOLESE: “PER FAVORIRE LA RIPRESA SU NUOVE IMPRESE AGRICOLE CONDOTTE DA GIOVANI.”

FONTE: CONFAGRICOLTURA

Sono più di 720mila le imprese guidate da under 35, il 12% dell’azienda Italia. Ma abbiamo un’agricoltura vecchia: solo il 2,9% delle aziende è condotto da imprenditori entro i 35, anni mentre il 44% è guidato da ultra 65enni. Negli ultimi dieci anni, in Italia, c’e' stato un aumento delle aziende giovani dello 0,4%, ma non basta: in Francia sono il 6,4%, in Ungheria il 7,5% e in Germania quasi l'8%. I dati vengono dal primo Forum dell’Anga, i giovani di Confagricoltura, che si apre oggi a Rimini.

Da questo panorama emerge l’essenziale necessità di agevolare le imprese gestite da giovani agricoltori nella prima fase di start up. “Il Paese deve dare anche risposte per il futuro delle nuove generazioni creando le condizioni in cui le imprese possano operare al meglio e dove la competitività venga valorizzata”, sottolinea il presidente dell’Anga, Nicola Motolese.

E dai giovani di Confagricoltura giunge una sorta di “road map”per centrare l’obiettivo: innanzitutto la non applicazione dell’Irap e un credito d’imposta specifico per le imprese gestite da”under 40”, che investono in innovazione, ricerca ed internazionalizzazione.

Poi è necessario ridurre il cuneo fiscale per le giovani imprese che assumono giovani lavoratori e istituire un sistema di tirocini e crediti formativi per gli studenti che si impegnano in aziende agricole gestite da imprenditori sotto i 40 anni.

Una terza linea di intervento deve favorire l’aggregazione e l’accorpamento fondiario puntando su nuove formule di organizzazioni di prodotto formate da giovani, promuovendo “reti di imprese” costituite a maggioranza da “under 40” e dando la possibilità di poter coltivare o gestire i terreni pubblici inutilizzati.

Infine la politica agricola comune. La Commissione ha recepito una delle istanze che l’Anga aveva proposto a Bruxelles: inserire un plafond per i giovani nel I° pilastro. “Limitare tale provvedimento a 25 ettari di superficie e al 2% del plafond totale è riduttivo - spiega Motolese -. La selettività tra soggetti non può penalizzare le aziende di maggiore dimensione, che sono le più attrezzate a competere e stare sul mercato”.

venerdì 4 novembre 2011

Terre Nuove, immagini dell'archivio fotografico dell'Ente Delta Padano.


FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Un volume e una mostra a Bologna (Palazzo d'Accursio), dal 9 al 30 novembre 2011

Mercoledì 9 novembre 2011 alle ore 16,30 a Bologna in Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio, si inaugura la mostra “Terre Nuove. Immagini dell’archivio fotografico dell’Ente Delta Padano” realizzata dall’Assessorato agricoltura della Regione Emilia-Romagna e dall’Istituto per i Beni Culturali. All’inaugurazione interverranno Tiberio Rabboni assessore regionale agricoltura e Alessandro Zucchini direttore dell’Istituto Beni Culturali.
Curata da Priscilla Zucco, Stefano Pezzoli e Isabella Fabbri in collaborazione con Luciana Finessi e Cristina Vellucci, la mostra propone una selezione di 60 fotografie tratte dall’archivio fotografico dell’Ente per la Colonizzazione del Delta Padano, istituito nel 1951 per gestire nei territori del Delta la riforma agraria, sulla base della “legge stralcio” dell’anno precedente.
L’Ente, posto alle dirette dipendenze del Ministero dell’agricoltura e delle foreste, si impegnò negli anni Cinquanta e Sessanta in nuovi interventi di bonifica, oltre a quelli già attuati nell’Ottocento e durante il periodo fascista, e soprattutto nell’ esproprio e nell’assegnazione delle ‘terre nuove’ rese coltivabili alle popolazioni del Delta. L’obiettivo era quello di modernizzare e dare un futuro a un’area tradizionalmente depressa e povera, trasformando braccianti e lavoratori a giornata in piccoli proprietari terrieri e coltivatori diretti.
Divenuto Ente Delta Padano nel 1966, e, dopo la nascita della Regione Emilia-Romagna, Ente Regionale di Sviluppo Agricolo (ERSA) nel 1977, l’Ente è stato soppresso nel 1993: funzioni residue, personale e patrimonio sono stati trasferiti all’Assessorato regionale agricoltura.
All’interno dell’ingente patrimonio documentario spicca l’archivio fotografico che comprende oltre 55.000 fotografie, tra positivi, negativi e diapositive e 183 pellicole, tra film completi e materiali di lavorazione. L’archivio è conservato nella fototeca dell’Istituto Beni Culturali che negli ultimi anni si è incaricato di garantire la buona conservazione dei materiali e catalogare e digitalizzare tutte le immagini. Nel suo insieme esso costituisce una testimonianza rara e unica di un momento nodale dello sviluppo economico regionale nei suoi molteplici aspetti: la reinvenzione di un territorio con tutte le conseguenze di ordine naturalistico e ambientale, le trasformazioni economiche e sociali, la storia politica dei primi decenni del secondo dopoguerra e dei governi che si sono succeduti nel periodo, la costruzione del consenso, l’iconografia del privato. Alla mostra si accompagna un catalogo edito da Editrice Compositori di Bologna.

“Terre Nuove”è aperta con ingresso gratuito fino al 30 novembre 2011 con il seguente orario: martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica 10-18; venerdì 14-18; lunedì giorno di chiusura

giovedì 3 novembre 2011

COLDIRETTI FERRARA: RAGGIUNTO ACCORDO SU PREZZO LATTE ALLA STALLA.

Fonte: Coldiretti Ferrara

L’accordo siglato nella regione Lombardia fa da riferimento anche per le altre regioni del Nord. Migliorate le condizioni rispetto allo scorso anno; in aumento le produzioni mondiali.

E’ stato raggiunto l’accordo per il prezzo del latte, fissato alla stalla in 40,3 centesimi al litro per le consegne da ottobre a dicembre e 40,7 centesimi al litro per quelle da gennaio a marzo, Iva esclusa, più i premi previsti dall’attuale tabella qualità.
L’annuncio viene dalla Coldiretti dopo l’intesa siglata con Italatte (una delle principali industrie del settore) per la Lombardia. L’accordo rappresenta un punto di riferimento anche per le altre regioni italiane, visto che, con 4 milioni di tonnellate, proprio nella regione del Nord si produce il 40 per cento circa di tutto il latte italiano.
“Abbiamo migliorato le condizioni dell’ultimo accordo scaduto a settembre e abbiamo dato alle imprese una prospettiva per il futuro in un periodo come questo che è già molto tormentato - spiega Nino Andena, vicepresidente della Coldiretti nazionale e presidente della Coldiretti Lombardia - nel precisare che è stata una scelta di responsabilità per garantire la stabilità delle aziende agricole, per difendere il latte italiano e per dare sempre maggiori certezze ai consumatori”.
L’accordo cade in un momento di crescita produttiva generale, come testimonia un’analisi di Ismea sulla situazione del mercato lattiero-caseario, che ha messo a confronto scenario globale e nazionale. A livello mondiale la produzione di latte è cresciuta nel 2010 del 2%, principalmente sotto l’effetto della maggiore richiesta che viene dai paesi emergenti. E per il 2011 il trend dovrebbe sostanzialmente restare immutato.
Una parziale conferma viene dai dati produttivi dell’Europa a 27 che, nei primi sette mesi di quest’anno, hanno fatto segnare una crescita del 2,5%. Segno positivo, seppur più contenuto, anche per l’Italia, con un +0,9% di consegne che, secondo Ismea, è da addebitare alla maggiore richiesta dell'industria e alla ripresa delle esportazioni. Sempre restando al nostro Paese, tra i derivati è cresciuta la produzione di yogurt e burro, rispettivamente del 5,4% e dello 0,8% su base annua, mentre è apparsa stabile quella dei formaggi, nonostante il maggior numero di forme di Grana padano (+2,8%) e Parmigiano reggiano (+2,4%). In flessione i quantitativi di latte alimentare (-1,1%).
Segnali positivi pure dal fronte prezzi, dove il latte in stalla viene pagato in media 39,39 centesimi al litro, anche se continua a pesare sulle tasche degli allevatori il boom dei costi per i mangimi. Nel 2010 il valore di latte e derivati è cresciuto del 13,5% rispetto all’anno precedente, mentre nei primi nove mesi del 2011 Ismea segnala un aumento ancora più sostenuto (+19,7%), grazie principalmente a formaggi duri (+17%) e materie grasse (+31%). A fare da contraltare, come detto, il trend dei costi. Gli allevamenti si sono visti i prezzi dei mangimi salire del 6% già lo scorso anno, è la percentuale è praticamente raddoppiata nel periodo gennaio-settembre (+13%).
Segno positivo stabile, infine, per l’export, grazie anche agli ottimi risultati dei formaggi (+21,5%), anche se l’espansione sui mercati esteri continua a essere frenata dalla presenza di prodotti “taroccati” che tolgono spazio al vero Made in Italy. Da qui la necessità di fare chiarezza a livello nazionale ed europeo, estendendo l'obbligo di indicare in etichetta l'origine a tutti i prodotti lattiero caseari.