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venerdì 19 aprile 2013

IMPRESE, CONFAGRICOLTURA: “LA CHIUSURA DELLE AZIENDE AGRICOLE E’ SEGNALE DI RIORGANIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE. PREOCCUPANO PERÒ LE DIFFICOLTÀ DI MOLTE AZIENDE MEDIO-GRANDI”

Fonte: Confagricoltura

Nel bilancio della nati-mortalità delle imprese, l’agricoltura è il settore produttivo che ha il saldo negativo maggiore (-13.106 unità), in linea con una tendenza ormai di lungo periodo. Lo sottolinea Confagricoltura commentando i dati del Rapporto Unioncamere relativi all’apertura-chiusura delle attività imprenditoriali nel primo trimestre 2013. “I dati Unioncamere pongono in evidenza che è in atto, e da tempo, una profonda razionalizzazione e riorganizzazione del settore agricolo – osserva Confagricoltura -. Però rivela anche lo stato di sofferenza in cui si trovano ad operare tante imprese agricole, anche di medie-grandi dimensioni, che non trovano margini di redditività, strette tra costi produttivi insostenibili, ricavi non remunerativi e mercato interno in flessione per il calo dei consumi”. Ad avviso di Confagricoltura “servono con urgenza politiche per il lavoro, il credito, l’innovazione, la concorrenza, che permettano alle imprese agricole di strutturarsi, rafforzarsi e puntare sull’internazionalizzazione”.

venerdì 25 gennaio 2013

IMPRESE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “LA CHIUSURA DELLE AZIENDE AGRICOLE E’ SEGNALE DI SOFFERENZA, MA ANCHE DI RIORGANIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE”

Fonte: Confagricoltura

L’agricoltura è il settore produttivo che ha il saldo negativo maggiore (-16.791 unità). Lo sottolinea Confagricoltura commentando i dati del Rapporto Unioncamere relativi alla nati-mortalità delle imprese italiane nel 2012. “Che la crisi faccia sentire i suoi effetti e aggravi la situazione è fuori discussione, il dato Unioncamere sulla nascita e sulla chiusura delle aziende agricole lo conferma: è il segno di una sofferenza in cui si trovano ad operare tante imprese agricole che non trovano margini di redditività”, osserva il presidente di Confagricoltura. “Non vorrei però che emergesse dalle analisi sulla crisi l’immagine di un’agricoltura che si arrende. Ci sono imprese agricole strutturate, moderne e competitive che hanno messo in atto, già da tempo, precise strategie per fronteggiare le criticità. Il dato è da leggere, dunque, come segnale di sofferenza ma al tempo stesso di razionalizzazione e riorganizzazione da parte di imprese del settore. Come rivelato dal recente sondaggio che abbiamo svolto con il Censis, infatti, le imprese più evolute hanno adeguato gli impianti e le strutture produttive (75%), ridefinito le politiche di vendita (59%), riorganizzato le procedure di lavoro (57,3%), individuato nuove produzioni e colture (51,7%), ridefinito le funzioni di vertice (30,3%). Solo il 3,7% del campione intervistato non ha apportato alcun cambiamento” “È chiaro allora che la trasformazione delle imprese ha una forte incidenza sul dato che riguarda la chiusura di molte di loro”, conclude Mario Guidi. “Molti ettari che queste chiusure libereranno resteranno ad attività agricole e c’è da interrogarsi sull’ordine di grandezza di questa trasformazione, potendo essa rivelarsi significativa in ottica di crescita e di rafforzamento per le aziende agricole esistenti”.