Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Finalmente i consumatori potranno riconoscere ed acquistare, con certezza, le produzioni agroalimentari di qualità del nostro Appennino. Prodotti unici per naturalità, tipicità, storia e manifattura e per un ambiente di elevata qualità ecologica e che perciò stesso scontano i limiti produttivi e i maggiori costi dei terreni posti in altura ed in pendenza. Dunque una nuova opportunità per i consumatori, ma anche per gli agricoltori di montagna che potranno così valorizzare commercialmente meglio i frutti del loro lavoro”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea del Regolamento sull’indicazione “Prodotto di montagna”. D’ora in poi dunque anche in Emilia-Romagna salumi, formaggi, miele, ortofrutta delle zone appenniniche potranno fregiarsi in etichetta di una specifica indicazione d’origine. L’indicazione prodotto di montagna è riservata ai prodotti il cui ciclo produttivo è svolto interamente nei 117 Comuni della montagna emiliano-romagnola, con la sola possibilità di derogare la fase trasformazione (macellazione, molitura, ecc.) entro i 30 chilometri di prossimità. “Ora è importante che gli agricoltori e i trasformatori delle aree di montagna – spiega Rabboni – si organizzino per utilizzare immediatamente e nella maniera più ampia la possibilità di etichettatura. Allo scopo la Regione convocherà a breve un incontro per approfondire i diversi aspetti operativi. Nel nuovo Psr 2014-2020 abbiamo inoltre previsto la possibilità di finanziare ai produttori organizzati iniziative di promozione della nuova indicazione di origine”.
Qui l'elenco dei Comuni compresi, in tutto o parzialmente, in territorio montano, in base all'attuale programmazione: www.agrestetv.it/documenti/elenco_comuni_montagna.xls
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martedì 1 luglio 2014
lunedì 13 maggio 2013
AGRICOLTURA, AL VIA L'INDICAZIONE EUROPEA DI QUALITÀ "PRODOTTO DI MONTAGNA"
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Rabboni: un'opportunità importante per consumatori e produttori che la Regione sostiene con forza. In Emilia-Romagna 117 i Comuni interessati
Bologna - Parmigiano reggiano, carni, insaccati, miele, cereali, prodotti biologici, ma provenienti dai nostri territori appenninici. Per renderli più facilmente riconoscibili ai consumatori è disponibile la nuova indicazione europea di qualità “Prodotto di montagna” che la Regione ha lanciato oggi a Bologna nel corso di un convegno. “Sosteniamo fortemente questa novità che arriva dall’Europa perché garantisce il consumatore sulla reale provenienza di prodotti che vantano particolari caratteristiche di qualità, naturalità, tipicità, mentre ai produttori fornisce un’opportunità per essere più competitivi in un mercato che vede le zone di montagna da sempre svantaggiate per gli elevati costi di produzione – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – per questo stiamo costituendo un gruppo di lavoro che metterà a punto una serie di ‘istruzioni per l’uso’ rivolte a tutti gli agricoltori interessati, mentre invieremo al Ministero delle politiche agricole una serie di proposte per rendere più flessibile l’applicazione del provvedimento". Proprio la mancanza di redditività è una delle difficoltà maggiori con cui devono fare i conti gli agricoltori che operano in montagna. Due dati tra gli altri lo confermano: dal 2000 al 2010 si sono perse in queste aree il 46% delle imprese agricole e il 21% della superficie coltivata. Introdotta da Bruxelles a fine 2012 l’indicazione “prodotto di montagna” è facoltativa, non richiede certificazione né controlli aggiuntivi, ma si configura come una semplice autocertificazione da parte del produttore, la cui veridicità potrà essere verificata successivamente nell’ambito dei consueti controlli da parte degli organismi competenti. In Emilia-Romagna si tratta di un’opportunità che interessa 117 comuni delle aree definite “svantaggiate” dal Programma regionale di sviluppo rurale. L’agricoltura di montagna è già oggi una priorità per la Regione. Circa il 38% dei 778 milioni di euro del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013 impegnati a tutt'oggi e circa il 42% delle domande accolte interessano infatti territori appenninici. Risorse tanto più significative se si considera che la superficie agricola delle aree montane corrisponde appena al 26% del totale regionale e le aziende agricole al 24%. Novità importanti per le zone di montagna sono in arrivo anche dalla riforma della Pac, che prevede un aiuto a ettaro aggiuntivo proprio per le aree svantaggiate.
Rabboni: un'opportunità importante per consumatori e produttori che la Regione sostiene con forza. In Emilia-Romagna 117 i Comuni interessati
Bologna - Parmigiano reggiano, carni, insaccati, miele, cereali, prodotti biologici, ma provenienti dai nostri territori appenninici. Per renderli più facilmente riconoscibili ai consumatori è disponibile la nuova indicazione europea di qualità “Prodotto di montagna” che la Regione ha lanciato oggi a Bologna nel corso di un convegno. “Sosteniamo fortemente questa novità che arriva dall’Europa perché garantisce il consumatore sulla reale provenienza di prodotti che vantano particolari caratteristiche di qualità, naturalità, tipicità, mentre ai produttori fornisce un’opportunità per essere più competitivi in un mercato che vede le zone di montagna da sempre svantaggiate per gli elevati costi di produzione – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – per questo stiamo costituendo un gruppo di lavoro che metterà a punto una serie di ‘istruzioni per l’uso’ rivolte a tutti gli agricoltori interessati, mentre invieremo al Ministero delle politiche agricole una serie di proposte per rendere più flessibile l’applicazione del provvedimento". Proprio la mancanza di redditività è una delle difficoltà maggiori con cui devono fare i conti gli agricoltori che operano in montagna. Due dati tra gli altri lo confermano: dal 2000 al 2010 si sono perse in queste aree il 46% delle imprese agricole e il 21% della superficie coltivata. Introdotta da Bruxelles a fine 2012 l’indicazione “prodotto di montagna” è facoltativa, non richiede certificazione né controlli aggiuntivi, ma si configura come una semplice autocertificazione da parte del produttore, la cui veridicità potrà essere verificata successivamente nell’ambito dei consueti controlli da parte degli organismi competenti. In Emilia-Romagna si tratta di un’opportunità che interessa 117 comuni delle aree definite “svantaggiate” dal Programma regionale di sviluppo rurale. L’agricoltura di montagna è già oggi una priorità per la Regione. Circa il 38% dei 778 milioni di euro del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013 impegnati a tutt'oggi e circa il 42% delle domande accolte interessano infatti territori appenninici. Risorse tanto più significative se si considera che la superficie agricola delle aree montane corrisponde appena al 26% del totale regionale e le aziende agricole al 24%. Novità importanti per le zone di montagna sono in arrivo anche dalla riforma della Pac, che prevede un aiuto a ettaro aggiuntivo proprio per le aree svantaggiate.
venerdì 22 giugno 2012
APPROVAZIONE "PACCHETTO QUALITÀ", RABBONI: UN RISULTATO MOLTO IMPORTANTE A TUTELA DELLA MIGLIORE PRODUZIONE EUROPEA. TRA LE NOVITÀ: STRUMENTI PIÙ EFFICACI CONTRO LA PIRATERIA AGROALIMENTARE, "MARCHI D'AREA" IN ETICHETTA E LA DICITURA "PRODOTTO DI MONTAGNA"
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Si tratta di un risultato molto importante a tutela delle produzioni di qualità europee: prodotti Dop, Igp, tipici e tradizionali che rappresentano non solo una significativa voce economica per l’agricoltura di tanti paesi Ue, ma che costituiscono anche un patrimonio unico da un punto di vista culturale, storico e ambientale. Tutelando questi prodotti tuteliamo anche il meglio della nostra agricoltura, difendiamo i nostri territori e le nostre tradizioni agricole." Così Tiberio Rabboni, assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna e presidente di Arepo, l’associazione che riunisce le Regioni europee dei prodotti a denominazione d’origine, commenta l’approvazione del “pacchetto qualità” da parte del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo. Tra i punti più qualificanti del pacchetto, secondo Rabboni “il rafforzamento degli strumenti per combattere la piaga della pirateria agroalimentare, la possibilità di prevedere nell’etichetta dei prodotti Dop e Igp marchi d’area a riconoscimento del territorio d’origine e il via libera all’introduzione facoltativa della dicitura ‘prodotto di montagna’ che permetterà di valorizzare i prodotti di alcune delle aree più svantaggiate d’Europa”. “Su questi temi Arepo si è lungamente impegnata – ha concluso Rabboni - ma oggi il mio ringraziamento va in particolare al Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo De Castro, che ha avuto un ruolo determinante nel non facile cammino del pacchetto qualità. Resta il rammarico per lo stralcio e l’inserimento nella discussione generale della Pac della richiesta di regolamentazione dei volumi produttivi dei prodotti a qualità certificata, al pari di quello che è già previsto per il lattiero-caseario. Ora l’impegno di noi tutti dovrà concentrarsi su quest’altro importante obiettivo e più in generale sull’insieme degli strumenti di supporto alle produzioni di qualità della futura Pac”.
“Si tratta di un risultato molto importante a tutela delle produzioni di qualità europee: prodotti Dop, Igp, tipici e tradizionali che rappresentano non solo una significativa voce economica per l’agricoltura di tanti paesi Ue, ma che costituiscono anche un patrimonio unico da un punto di vista culturale, storico e ambientale. Tutelando questi prodotti tuteliamo anche il meglio della nostra agricoltura, difendiamo i nostri territori e le nostre tradizioni agricole." Così Tiberio Rabboni, assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna e presidente di Arepo, l’associazione che riunisce le Regioni europee dei prodotti a denominazione d’origine, commenta l’approvazione del “pacchetto qualità” da parte del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo. Tra i punti più qualificanti del pacchetto, secondo Rabboni “il rafforzamento degli strumenti per combattere la piaga della pirateria agroalimentare, la possibilità di prevedere nell’etichetta dei prodotti Dop e Igp marchi d’area a riconoscimento del territorio d’origine e il via libera all’introduzione facoltativa della dicitura ‘prodotto di montagna’ che permetterà di valorizzare i prodotti di alcune delle aree più svantaggiate d’Europa”. “Su questi temi Arepo si è lungamente impegnata – ha concluso Rabboni - ma oggi il mio ringraziamento va in particolare al Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo De Castro, che ha avuto un ruolo determinante nel non facile cammino del pacchetto qualità. Resta il rammarico per lo stralcio e l’inserimento nella discussione generale della Pac della richiesta di regolamentazione dei volumi produttivi dei prodotti a qualità certificata, al pari di quello che è già previsto per il lattiero-caseario. Ora l’impegno di noi tutti dovrà concentrarsi su quest’altro importante obiettivo e più in generale sull’insieme degli strumenti di supporto alle produzioni di qualità della futura Pac”.
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