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martedì 28 gennaio 2014

POMODORO DA INDUSTRIA DEL NORD ITALIA IL NUOVO CONTRATTO D’AREA SCOMMETTE SULLA CAPACITA’ DELLA FILIERA DI PROGRAMMARE E CONTROLLARE LA QUANTITA’ DELLA MATERIA PRIMA RAFFORZATO IL RUOLO DELL’OI DISTRETTO DEL POMODORO DA INDUSTRIA DEL NORD ITALIA

Fonte: Distretto del Pomodoro da Industria - Nord Italia

L’Oi Distretto del pomodoro da industria del Nord Italia commenta il nuovo contratto d’area con cui si è stabilito il prezzo medio di riferimento del pomodoro per il 2014 a 92 euro per tonnellata. “Pur non essendo la determinazione del prezzo una delle competenze affidate all’OI Distretto Pomodoro – le parole del presidente Pier Luigi Ferrari – mi sento di esprimere grande apprezzamento per un accordo che consente di programmare con largo anticipo la prossima campagna, anche alla luce delle tante difficoltà incontrate lo scorso anno. Le parti sono riuscite a rispettare l’impegno che si erano date in merito ad una contrattazione in tempi rapidi per raggiungere un accordo unitario con entrambe le rappresentanze industriali, Aiipa e Confapindustriale. Esprimo soddisfazione perché dai dati raccolti dall’OI, nonostante la problematica congiuntura economica, emerge che è stato ad oggi regolarmente pagato il 98,27% del pomodoro 2013”. Il Contratto Quadro ha introdotto una sostanziale novità: verrà riconosciuto ai produttori un premio di 1,00 €/t qualora la produzione complessiva delle OP associate all’OI sia mantenuta nei limiti di 2.400.000 t nella campagna 2014. Si scommette così sulla capacità di autoregolazione dell’intera filiera per mantenere un quantitativo di produzione in equilibrio con la capacità di assorbimento dei mercati. Le parti si sono inoltre impegnate a sottoscrivere e a depositare presso l’O.I. i singoli contratti entro il 7 febbraio, in modo che l’OI ne verifichi la conformità con il Contratto Quadro. Si valorizza e si rafforza ulteriormente il ruolo dell’Oi Pomodoro da Industria del Nord Italia attribuendole un compito importante nella raccolta dei dati relativi alle quantità contrattate, alle superfici effettive, alle quantità consegnate e ai prodotti finiti ottenuti, nonché per la verifica del mantenimento degli impegni presi in contrattazione. La filiera ha chiesto inoltre alla OI di implementare un sistema di rilevazione della qualità della materia prima in ingresso negli stabilimenti di trasformazione con l’obiettivo di ottenere una valutazione qualitativa omogenea del prodotto.

lunedì 20 gennaio 2014

CONTRATTO QUADRO NORD ITALIA POMODORO DA INDUSTRIA 2014, GARAGNANI: “FREDDA È LA RISPOSTA DEL MONDO AGRICOLO. IL PREZZO STABILITO NON OFFRE, ANCORA UNA VOLTA, IL MARGINE NECESSARIO DI GUADAGNO E NON FAVORISCE GLI INVESTIMENTI AUSPICATI PER IL RILANCIO DI UN SETTORE COSÌ IMPORTANTE PER L'ECONOMIA EMILIANO ROMAGNOLA”

Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna

E' stato siglato il Contratto quadro area Nord Italia per il pomodoro da industria, tra le Industrie di Trasformazione e le Organizzazioni di Produttori, che fissa il prezzo a 92€/t. “Fredda è la risposta del mondo agricolo. L'accordo non soddisfa ancora le aspettative dei produttori che lo hanno accolto con poco entusiasmo. L'attuale prezzo non darà certo i margini necessari di guadagno ai coltivatori e non permetterà gli investimenti auspicati per il rilancio di un settore così importante per l'economia emiliano romagnola – dichiara Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna”. “Gli strumenti di valutazione ed i parametri tecnici non sono stati semplificati come da noi più volte richiesto – aggiunge Garagnani - in particolare permane incerto e aleatorio il prezzo reale pagato al produttore.” “Prendiamo atto della nuova formula introdotta che stabilisce una maggiorazione del prezzo da 92 a 93 €/t se la produzione nel distretto del Nord Italia rimarrà entro i 24 milioni di quintali. Ma avremmo certamente preferito che tale premialità non venisse subordinata al quantitativo annuale di produzione: la programmazione delle superfici coltivate dovrebbe essere lo scopo e l'obiettivo principale delle organizzazioni di produttori e non del mondo industriale – conclude con ironia il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna”.