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martedì 18 novembre 2014

COLDIRETTI: CON MENO 15% DI TERRA COLTIVATA NEGLI ULTIMI VENT’ANNI IL MALTEMPO PROVOCA DISASTRI IN TUTTA ITALIA

Fonte: Coldiretti Ferrara
 
Mentre si segue con apprensione la nuova ondata di piena che si sta riversando nel Po e che raggiungerà la nostra provincia in queste ore, occorre invertire la rotta e ricordarsi che la presenza degli agricoltori e dell’attività agricola è importante per mantenere l’equilibrio del territorio. Si spende il triplo per rimediare ai danni rispetto alle attività di prevenzione.

L’Italia ha perso negli ultimi venti anni il 15 per cento delle campagne per effetto della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto di 2,15 milioni di ettari la terra coltivata. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti a commento dei danni provocati dal maltempo. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) e quella disponibile non riesce più ad assorbire adeguatamente la pioggia perché siamo di fronte ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati quest'anno con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo con fenomeni temporaleschi sempre più violenti. Il risultato è che in Italia oltre 5 milioni di cittadini si trovano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale e dove sono ben 6.663 i Comuni che hanno nel loro territorio aree ad elevato rischio di frane o alluvioni. “Per proteggere il territorio ed i cittadini che vi vivono l’Italia - commenta il presidente della federazione ferrarese, Sergio Gulinelli - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città (negli ultimi venti anni 480 metri quadrati al minuto di territorio sono stati coperti ininterrottamente con asfalto e cemento, edifici e capannoni, servizi e strade con la conseguente perdita di aree aperte naturali o agricole capaci di assorbire l’acqua in eccesso) e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola che ha visto chiudere 1,2 milioni di aziende negli ultimi anni”. “Tra l’altro – aggiunge ancora Gulinelli – i dati nazionali che la nostra Confederazione ha elaborato in occasione della conferenza nazionale sul rischio idrogeologico – sempre in vent’anni si sono spesi il triplo delle risorse che sarebbe stato necessario utilizzare per opere di prevenzione, ovvero quasi 8,5 miliardi euro avrebbero evitato, oltre ai drammi vissuti in tante zone del nostro paese, di spendere 22 miliardi per riparare agli effetti di alluvioni e frane”

TAVOLO TECNICO IN PREFETTURA IN ATTESA DELLA NUOVA ONDATA DI PIENA DEL PO

Fonte: Comunicato stampa congiunto Provincia - Comune - Prefettura di Ferrara

La nuova ondata di piena del fiume Po è attesa in territorio ferrarese tra il pomeriggio e la serata di mercoledì 19 novembre. Non si ravvisano rischi di tracimazioni degli argini e l’unico problema continua a essere quello delle infiltrazioni, sul quale l’attenzione dell’intera struttura di coordinamento provinciale proseguirà almeno fino a domenica prossima. Questa la sintesi del nuovo tavolo convocato in Prefettura per seguire gli sviluppi della situazione. Confermata la chiusura della pista ciclabile destra Po, per motivi precauzionali estesa a biciclette e pedoni, con la raccomandazione di osservare l’ordinanza e di collaborare con le Forze dell’ordine che garantiscono i servizi di sorveglianza, anche per quanto riguarda tutte le rampe di accesso. Con particolare attenzione per le ore serali perché la pista non è illuminata, per evitare ogni fonte di pericolo. Nel dettaglio Maurizio Montani, ingegnere di Aipo, ha confermato che la nuova ondata di piena non presenta valori di quota particolarmente elevati. Si conferma invece di rilevanza la durata, con la massima attenzione che va dedicata alle infiltrazioni nelle strutture arginali, che possono persistere anche dopo il passaggio della piena. Nel frattempo i Centri operativi comunali continuano ad essere attivi per ogni necessità. Anas al momento non ravvisa la necessità di chiudere il ponte stradale di Pontelagoscuro essendo l’attuale livello dell’acqua a quota 2,68, ancora sufficientemente lontano dalla soglia dei 3,5 metri che imporrebbe per motivi di sicurezza l’adozione del provvedimento. Stessa cosa accade per Ferrovie dello Stato, che esclude qualsiasi provvedimento per quanto riguarda il ponte ferroviario, a seguito degli interventi eseguiti dopo la piena del duemila. Escluso anche ogni provvedimento di chiusura delle scuole, perché al momento non si ravvisano situazioni di necessità. Erano presenti all’incontro presieduto dal prefetto di Ferrara, Michele Tortora, e coordinato dalla delegata della Prefettura per la Protezione civile, Serena Botta: la Protezione civile della Provincia, Aipo, le Ferrovie dello Stato, Anas, il Servizio tecnico di Bacino del Po di Volano, le Forze dell’ordine, Polizia provinciale, i Vigili del Fuoco, i Comuni di Ferrara e gli altri Comuni interessati, Polizie municipali, il Coordinamento del volontariato della protezione civile, il servizio veterinario.

lunedì 17 novembre 2014

MALTEMPO: 230 SFOLLATI NEL REGGIANO

Fonte: Ansa

BRESCELLO (REGGIO EMILIA), 17 NOV - Nella frazione Ghiarole di Brescello, nel Reggiano, sono in corso le procedure per sfollare 230 residenti entro questa notte, in previsione dell'arrivo della nuova ondata di piena del fiume Po che dovrebbe passare domani mattina. Chi non ha parenti o altre case dove andare verrà alloggiato nel centro sociale di Lentigione. I carabinieri del comando provinciale hanno avviato servizi anti-sciacallaggio per quanto riguarda le abitazione lasciate incustodite dagli sfollati.

AIPO SEGUE TRANSITO PIENA PO, LIVELLO 3

Fonte: Ansa

PARMA, 17 NOV - La nuova onda di piena del Po, di livello 3 di criticità (criticità elevata), si sta propagando nel tratto lombardo-emiliano del fiume: il colmo oltrepassa Piacenza entro il pomeriggio con valori stimati attorno ai 7,55 metri sullo zero idrometrico e Cremona nella serata. Sono i dati forniti da Aipo, Agenzia interregionale per il fiume Po. Permane un livello di criticità elevata (livello 3) nel tratto tra Casalmaggiore e il mare Adriatico, sia per i livelli attuali che per quelli previsti.

venerdì 14 novembre 2014

AGGIORNAMENTI SULLA PIENA DEL FIUME PO (14/11/2014, ORE 14)

Fonte: Aipo - Agenzia Interregionale per il fiume Po

Il colmo di piena del Po ha interessato Piacenza la notte scorsa con un livello di 6,94 sullo zero idrometrico e nella mattina di oggi Cremona con 3,65 m s.z.i. La piena sta continuando a transitare nel tratto mediano del Po ed è confermata di criticità elevata (livello 3 di criticità) nelle prossime 24-48 ore su tutta la parte del fiume tra Casalmaggiore al delta. Il colmo di piena sta transitando in queste ore a Casalmaggiore (alle 13,30 il valore era 6,17 m sullo zero idrometrico) e si prevede il colmo a Boretto nella nottata, su valori attorno ai 7,40 / 7,50 m s.z.i. Il colmo si propagherà poi nel tratto mantovano (a Borgoforte è previsto nel pomeriggio di domani, 15 novembre) e in seguito verso Pontelagoscuro e lungo i rami del delta. Sono già interessate e lo saranno sempre di più le golene aperte e non si può escludere l’interessamento anche delle arginature delle golene chiuse. In considerazione della prolungata permanenza dei livelli previsti anche per i comprensori golenali "non a rischio sormonto", sarà assicurata un'attenta attività di monitoraggio delle arginature al fine di prevenire/intervenire prontamente su eventuali fenomeni di filtrazione/sifonamento. E’ richiesta la massima prudenza in tutte le aree prospicienti il fiume e in generale in relazione a strutture o attività che possono essere interessate dalla piena. Si consiglia di rivolgersi alle autorità locali di protezione civile in relazione a tutte le situazioni che possano presentare potenziali rischi. Il servizio di piena centrale, in attività h24, e le strutture territoriali AIPo sono impegnati nelle attività di previsione e monitoraggio e sono in corso la vigilanza e il controllo delle arginature e delle opere idrauliche. Il personale AIPo rimane in piena operatività anche sugli affluenti piemontesi, lombardi ed emiliani interessati dai fenomeni di piena. Le azioni sono svolte in stretto coordinamento con gli Enti facenti parte dei sistemi di protezione civile regionali e locali. In base alle indicazioni della Regione Emilia-Romagna, la navigazione commerciale, a seguito degli incrementi idrometrici e della conseguente riduzione dei tiranti d'aria sotto i ponti, può subire delle limitazioni tali da interdire la stessa in alcuni tratti della rete e, per quanto riguarda la navigazione da diporto, rimangono valide le prescrizioni dei comunicati precedenti (cauta navigazione), confermate anche da Regione Lombardia. Per informazioni sulle condizioni di navigabilità è possibile contattare il n. 348 7618303. Si ricorda infine il Centro funzionale decentrato della Regione Veneto, nelle prescrizioni di protezione civile riguardanti il territorio di competenza, raccomanda ai comuni interessati ed agli enti gestori di provvedere alla interdizione al transito di mezzi e persone attraverso i ponti in barche presenti sui rami di Po, nonché di provvedere alla loro apertura per il libero deflusso della piena e del materiale flottante trasportato.
La tabella con la scala delle criticità lungo l’asta principale del Po è visibile qui: http://www.agenziainterregionalepo.it/pubblicazioni-e-documentazione/documentazione.html

PREALLARME PIENA PANARO NEL FERRARESE

Fonte: Ansa  

Allerta valida dalle 11,30 e riguarda il comune di Bondeno

Preallarme per piena del fiume Panaro nel Ferrarese. L'allerta di Protezione civile è valida dalle 11,30 di oggi e riguarda il tratto di fiume che attraversa il comune di Bondeno (Ferrara) superando la soglia 2 per effetto del rigurgito del fiume Po. Tra gli effetti attesi, "possibili allagamenti di aree golenali e limitrofe con potenziale interessamento di abitazioni o attività produttive e permanenza di livelli idrometrici tali da destare preoccupazione per possibili criticità arginali".

lunedì 21 giugno 2010

Primo giorno d'estate con piena nella notte in Enza, Secchia e Po

FONTE: Bonifiche Emilia Romagna

Fino a 100 mm di pioggia in pianura e 70 in Appennino: accese le idrovore
del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale. 40 persone al lavoro. Entro
sera si scolerà acqua dal comprensorio solo attraverso le pompe!

REGGIO EMILIA E MODENA (21 giugno 2010) - Le prime precipitazioni nella
settimana appena trascorsa hanno inumidito i suoli. Una nuova intensa
piovosità dalla pianura all'Appennino, nella giornata di ieri, non ha potuto
così essere raccolta dai terreni, ma ha ingrossato fiumi e canali, con piene
ora in corso in Enza, Secchia e Po nel primo giorno d'estate. "In questo
caso è solo attivando le nostre manovre e impianti che possiamo garantire al
territorio di rimanere in sicurezza - spiega Marino Zani, presidente del
Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale -. Già da giovedì abbiamo
attivato manovre a Boretto per difenderci dalla piena del Po che ha
raggiunto il colmo sabato alle ore 16. Quindi a causa delle piogge nel
comprensorio nel giorno festivo di ieri e nella notte è scattata la fase di
allerta nella sala di controllo di Corso Garibaldi, a servizio di aree di
pianura di Modena, Reggio Emilia e Mantova. In questo modo abbiamo gestito
le operazioni per la sicurezza idraulica, a controllo delle traverse su Enza
e Secchia, e dello scolo in pianura".
"Abbiamo registrato mediamente 70 mm di piovosità in montagna e collina, 100
mm nell'alta e media pianura e 80 nella bassa pianura - aggiunge Vito
Fiordaligi, direttore -. Il risultato? Fiumi in piena e, in pianura, primi
interventi per impedire che l'acqua di Enza, Crostolo, Secchia e Po in
particolare, potessero entrare nel comprensorio dove, nel mentre, erano
state aperte le paratoie per garantire lo scolo idraulico a gravità. Nel
tardo pomeriggio di oggi, però, dovremo chiudere le paratoie di Bondanello
(Moglia, Mantova) a causa del rialzo dei livelli del Secchia, mentre al
Torrione (Gualtieri, Reggio Emilia) e a San Siro (San Benedetto Po, Mantova)
da ieri mattina sono in funzione le idrovore che consento alle acque di
scolare in Crostolo e in Po. Con la chiusura di Bondanello sul Secchia dovrà
però essere potenziato il funzionamento delle pompe in particolare a San
Siro".
"E' una stagione nella quale di solito si è attivi per irrigare - rileva
Paola Zanetti, dirigente dell'area sicurezza idraulica del Consorzio di
Bonifica dell'Emilia Centrale - . E per questo la sala del telecontrollo era
già attiva dal 17 maggio 24 ore su 24, tutti i giorni. Abbiamo iniziato le
manovre idrauliche da giovedì per difenderci dalle piene dal Po e, nel week
end, per garantire la sicurezza a fronte delle piogge cadute sul
comprensorio".
E' stata una condizione meteorologica che ha comportato rischi?
"No. Al momento è tutto sotto controllo e stiamo lavorando comunque con 40
persone. Dal punto di vista della sicurezza idraulica la situazione è sotto
controllo. In queste ore, ad esempio, stiamo immettendo nei fiumi 90 metri
cubi d'acqua al secondo, di cui 50 con le macchine. Entro sera, quando
chiuderemo gli scoli a gravità, saranno le nostre macchine a garantire lo
scolo di tutti i 90 metri cubi d'acqua al secondo".
"Ancora una volta possiamo dire - conclude il presidente Zani - che l'aver
mantenuto la rete scolante, con i suoi impianti, al massimo della sua
efficacia idraulica nel corso dell'anno ha consentito di svolgere il compito
naturalmente assegnato al Consorzio di Bonifica".