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martedì 10 febbraio 2015

MOBILITAZIONE AGRINSIEME: AVVIATE IN TUTTA ITALIA INIZIATIVE PER SENSIBILIZZARE LA SOCIETÀ CIVILE, LE ISTITUZIONI, LA POLITICA, SULL’IMU E SUI TEMI CHE SEGNANO PROFONDAMENTE IL FUTURO DELLE IMPRESE AGRICOLE

Fonte: Agrinsieme

Hanno preso via oggi in tutta Italia le iniziative di Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari) per sensibilizzare la società civile, le istituzioni e la politica, sull’ Imu e sui temi che segnano profondamente il futuro delle imprese agricole. “Il problema dell’Imu agricola è una ferita aperta che penalizza un gran numero di aziende che operano in aree svantaggiate ma a cui non è riconosciuto più tale status – sottolinea Agrinsieme - Senza dimenticare la situazione relativa alla crisi del prezzo del latte, la diminuzione di produzione di importanti settori (olivicolo e vitivinicolo), la legge di stabilità che prevede l’incremento delle accise sul gasolio agricolo e la riduzione dell’assegnazione”. “Le aziende agricole – evidenzia Agrinsieme - sono penalizzate anche dalla burocrazia, dalle disparità di valore nelle filiere, dalle quotazioni all’origine non remunerative e dai costi che crescono. Il settore primario invece vuole essere competitivo, innovativo, puntare sull’export ed essere al passo con le agricolture dei Paesi concorrenti, cogliendo tutte le opportunità che verranno da Expo 2015”. Nella giornata odierna sono in svolgimento molteplici iniziative in Toscana, Piemonte e Lazio. Si sono svolti incontri con i sindaci e prefetti, sensibilizzata la popolazione, sit-in in piazza a cui, spesso, hanno aderito attivamente anche i sindaci dei comuni ‘ex-svantaggiati’. Gli agricoltori delle province di Siena ed Arezzo hanno portato i lori trattori al casello A1 Valdichiana, a Bettolle (Sinalunga-Si), coinvolgendo gli automobilisti in ingresso ed uscita dall’autostrada. Sit-in, incontri con i prefetti, le istituzioni, i parlamentari, anche a Firenze, Grosseto, Pisa, Viterbo, Torino, Alessandria, Bologna. Altre iniziative - ricorda Agrinsieme - sono in programma, nei prossimi giorni, in molte altre provincie per tenere alta l’attenzione sui problemi del settore agricolo che attendono, da troppo tempo, risposte concrete.

giovedì 5 febbraio 2015

CRISI: AGRINSIEME ANNUNCIA MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA

Fonte: Agrinsieme  

In programma, a partire dei prossimi giorni, iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sulle criticità del settore agricolo. Privilegiato il carattere propositivo delle manifestazioni

Per sensibilizzare la società civile e il mondo politico sui temi che segnano profondamente il futuro delle imprese agricole, Agrinsieme darà vita nei prossimi giorni ad una serie di manifestazioni, che si svolgeranno in tutta Italia. L’obiettivo - spiega il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - è raggiungere una larga fascia di cittadini, di esponenti del mondo politico e delle Istituzioni, ma anche di presentare idee, programmi e richieste. Per questo le iniziative, nelle loro diverse modalità (sit in, incontri con i rappresentanti delle Istituzioni, manifestazioni ai caselli autostradali, distribuzione di prodotti) privilegeranno il carattere propositivo delle rivendicazioni di un settore, come quello agricolo, orgoglioso del ruolo non solo economico che riveste, ma soprattutto di componente del sistema Paese, nel contesto europeo ed internazionale. Molte le criticità che saranno evidenziate da Agrinsieme nel corso delle manifestazioni, dalla questione fiscale (a cominciare dall’Imu, che comporta un aggravio di 300 milioni di euro e interesserà 2800 comuni montani prima esentati) all’applicazione della riforma della Pac, dai Psr alle normative ambientali e sanitarie, dall’organizzazione economica ai gap strutturali del settore, dalla gestione del territorio alla produzione di energie rinnovabili, fino alla crisi dei mercati. Molti quelli che sono in una situazione di estrema difficoltà - l’ortofrutta, la zootecnia, l’olio, il vino - sui quali si richiamerà l’attenzione, a seconda delle aree del Paese in cui si svolgeranno le manifestazioni, per sollecitare il rilancio dei consumi, interni ed esteri, e rinsaldare la filiera recuperando competitività e redditività.

martedì 15 luglio 2014

CONFAGRICOLTURA: SE IL RISO ASIATICO NON PAGA DAZIO, IN EUROPA SPARIRANNO 400.000 ETTARI DI RISAIE

Fonte: Confagricoltura  

Proseguono le manifestazioni dei risicoltori in tutto il Nord d’Italia. Cresce la tensione dopo le dichiarazioni “bellicose” del presidente degli esportatori di riso cambogiani

Se si permette alla Cambogia di esportare nella UE il proprio riso a dazio zero, sarà la fine non solo della risicoltura italiana - la più importante in Europa – ma di tutto il riso comunitario. Non c’è, infatti, un Paese europeo - tra quelli che producono riso – in grado di competere con il prezzo di arrivo del riso lungo “indica” cambogiano. Lo sottolinea Confagricoltura ricordando che il riso lungo B “tipo indica” prodotto in Italia (che costa mediamente 55 euro/quintale) dovrebbe costare non più di 43 euro/qle per poter reggere la concorrenza del corrispondente riso cambogiano. “Per ottenere questo risultato – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – dovremmo vendere il nostro risone all’industria a 19 euro/qle, il che, per un risicoltore che spende 32 euro per produrre quel quintale di risone, equivarrebbe alla bancarotta”. La situazione, già molto tesa, rischia di diventarlo ancor di più a causa delle dichiarazioni “provocatorie” diffuse dall’associazione degli esportatori di riso cambogiani lo scorso 7 luglio. In sostanza dalla Cambogia si nega che esista un problema di concorrenza sleale, dipingendo il regime preferenziale di cui gode il paese quasi come un aiuto “umanitario” e invitando l’Italia e l’UE a cercare al proprio interno le cause della crisi. La realtà dei fatti, commenta Confagricoltura, è che il riso lungo “indica” Cambogiano sul mercato mondiale non è competitivo rispetto al thailandese e al vietnamita, che offrono prezzi più bassi a pari qualità. E’ per questo che la Cambogia sta spingendo l’export verso l’UE: il mercato europeo è l’unico dove l’esenzione dal dazio rende il riso cambogiano imbattibile in termini di prezzo. La concessione di un aiuto accoppiato specifico per il riso, previsto dalla nuova PAC “verso il 2020”, poteva controbilanciare, almeno in parte, il vantaggio competitivo del dazio “zero”. “Purtroppo – commenta Guidi – contro la richiesta fatta come Agrinsieme di utilizzare per l’accoppiato tutte le risorse consentite dalla PAC si sono pronunciate organizzazioni agricole e di amministrazioni regionali che adesso si dichiarano pronte a dare battaglia sul riso”. Dai dati più recenti della Commissione UE emerge che dal 1° settembre 2013 al 30 giugno 2014, le importazioni di riso a dazio "zero" dalla Cambogia sono aumentate del 60% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e si avviano a superare le 250 mila tonnellate per fine agosto. Negli ultimi 5 anni (2009-2014) l’import di riso cambogiano si è quasi decuplicato. “La filiera del riso – rimarca ancora Guidi - deve compattarsi a difesa di un prodotto che è tra le eccellenze dell’agroalimentare italiano. Per questo contiamo molto sull’assistenza che può offrire l’Ente Nazionale Risi, da sempre punto di riferimento per il ministero dell’Agricoltura e per le organizzazioni di categoria nella gestione delle più complesse problematiche del settore”. Confagricoltura ricorda che i propri soci risicoltori, insieme ai colleghi della CIA, alle riserie artigiane e alle riserie industriali, proseguono la protesta bloccando per una settimana l'attività di contrattazione delle principali borse merci del nord: ieri a Novara, oggi a Vercelli e a Milano, domani a Pavia e il 18 a Mortara, per ottenere dalle istituzioni nazionali ed europee il ritorno al normale dazio doganale sulle importazioni di riso cambogiano.