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lunedì 21 novembre 2011

CONFAGRICOLTURA, BENE IL NUOVO REGOLAMENTO SULL’ETICHETTATURA DEGLI ALIMENTI. ADDIO ALL’ITALIAN SOUNDIG IN EUROPA, MA I TEMPI SARANNO LUNGHI.

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura giudica positivamente la pubblicazione, domani, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, del nuovo regolamento sull’etichettatura. “Un passo avanti verso la sconfitta della piaga dell’italian sounding”. Il testo - spiega Confagricoltura - obbliga, infatti, ad indicare in etichetta la provenienza degli ingredienti agricoli (farina, olio, latte, ortaggi etc) qualora la descrizione e/o la illustrazione dell'alimento possa indurre in errore i consumatori sulla sua natura, identità, qualità e composizione.

I danni provocati dall’italian sounding - ricorda Confagricoltura - sono notevoli. Dalla limitazione dell’accesso ai mercati, con perdita di spazi a vantaggio del prodotto di imitazione, sempre a minor costo; allo scadimento della nostra immagine per la scarsa qualità del prodotto non originale; alle perdite economiche, non facilmente quantificabili, ma sicuramente ingenti, alla luce della grande diffusione del fenomeno in Italia e all’estero.

Confagricoltura, invece, non condivide la decisione di far entrare in vigore queste disposizioni tra cinque anni. Problema che riguarda anche l’origine delle carni di suino, ovino, caprino e di pollame, le cui nuove norme si applicheranno tra due anni. Per il latte e per le informazioni nutrizionali occorrerà attendere ancora tre anni.

Resta la possibilità per gli Stati membri, quando esista un nesso comprovato tra talune qualità dell'alimento e la sua origine o provenienza, di introdurre da subito l'indicazione obbligatoria del Paese d'origine o del luogo di provenienza. La Commissione vigilerà, però, affinché tali indicazioni non diano luogo a barriere commerciali all’interno dell’Unione Europea.

Confagricoltura ricorda, infine, che è prevista la vendita di tutti gli alimenti confezionati prima dell’entrata in vigore del regolamento (informazioni sulle caratteristiche del prodotto) sino ad esaurimento delle scorte.

COLDIRETTI: DA MARTEDI’ CAMBIA L’ETICHETTA DEGLI ALIMENTI NELL’UNIONE EUROPEA. MA NON BASTA

Fonte: Coldiretti Ferrara

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale U.E. di martedì 22 novembre entra in vigore il nuovo regolamento comunitario sulle informazioni obbligatorie in etichetta. Qualche passo avanti anche sull’origine ma non per tutti gli alimenti.

Sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea martedi 22 novembre il regolamento comunitario sulle informazioni alimentari ai consumatori che introduce l’obbligo di indicare informazioni nutrizionali fondamentali e di impatto sulla salute, impone l’evidenziazione della presenza di allergeni, prevede il divieto di indicazioni forvianti e una dimensione minima delle etichette per renderle piu’ facilmente leggibili. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che con la nuova norma si sostituisce la vecchia direttiva del 1979 e si estende l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta di tutte le carni fresche dal maiale al pollame, dall’ agnello alla capra, al pari di quanto è già stato fatto con quella bovina dopo l’emergenza mucca pazza. Il regolamento - sottolinea la Coldiretti - prevede invece purtroppo un percorso a tappe per l’estensione dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta per altre categorie di prodotto come le carni trasformate in salumi o altro (2 anni) e il latte e derivati (3 anni). Tra le altre novità introdotte la Coldiretti segnala:
• La dichiarazione nutrizionale obbligatoria : il contenuto energetico e le percentuali di grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, dovranno essere indicate – sottolinea la Coldiretti - sull’imballaggio in una tabella comprensibile, insieme e nel medesimo campo visivo. Tutte le informazioni dovranno essere espresse per 100g o per 100ml e potranno, inoltre, essere espresse anche in porzioni.
• L’evidenziazione della presenza di allergeni : Il nuovo regolamento prevede modalità diverse di indicazione delle sostanze allergeniche - che saranno evidenziate nella lista degli ingredienti per consentire al consumatore di individuarle più facilmente nei prodotti alimentari. Le nuove regole stabiliscono inoltre – continua la Coldiretti - che le informazioni sugli allergeni dovranno essere fornite anche per i cibi non imballati, ad esempio quelli venduti nei ristoranti o nelle mense.

• Il divieto alle indicazioni fuorvianti sulle confezioni: i consumatori non devono essere fuorviati dalla presentazione degli imballaggi alimentari, riguardo all’aspetto, alla descrizione e alla presentazione grafica, che saranno resi più comprensibili. Riguardo all’imitazione dei cibi, è stato previsto che - riferisce la Coldiretti - gli alimenti simili ad altri, ma prodotti con ingredienti diversi, come i “simil-formaggi” prodotti con materie vegetali, dovranno essere facilmente identificabili. La carne ottenuta dalla combinazione di più parti di carni dovrà essere indicata come “carne ricomposta”, lo stesso varrà per il pesce, che sarà indicato come “pesce ricomposto”.

• Una dimensione minima per rendere leggibili le etichette: le diciture obbligatorie sulle etichette dovranno avere caratteri tipografici minimi non inferiori a 1,2 mm (prendendo come riferimento la “x” minuscola), oppure 0,9 mm se le confezioni presentano una superficie inferiore a 80 cm2. Se la superficie della confezione è inferiore a 10 cm2, l’etichetta potrà riportare solo le informazioni principali (denominazione di vendita, allergeni, peso netto, termine minimo di conservazione, etc.) disposte nella posizione più favorevole.

• La scadenza degli alimenti: la data di scadenza - sostiene la Coldiretti - dovrà essere presente anche sui prodotti confezionati singolarmente

Il testo finale - sottolinea la Coldiretti - è frutto di un compromesso tra le tre istituzioni europee: Commissione europea, Consiglio e Parlamento europeo dopo un lungo braccio di ferro durato quattro anni. Il negoziato si è svolto sotto la spinta delle numerose emergenze alimentari che si sono verificate nell’Unione Europea, dai maiali alla diossina alla mozzarella blu fino al batterio killer che in realtà - conclude la Coldiretti - avrebbero dovuto spingere le Istituzioni comunitarie a scelte piu’ immediate soprattutto per quanto riguarda l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta delle materie prime impiegate negli alimenti che per alcune categorie di prodotti è stato dilazionato nel tempo.