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venerdì 8 giugno 2012

COLDIRETTI: BENE STOP A BOLLETTE IN ZONE SISMA EMILIA, MA ACCELERARE E CHIARIRE SU AGIBILITA’ E RIPRISTINO ATTIVITA’


 
FONTE: COLDIRETTI

Anche l’autorità per l’energia sospende il pagamento di bollette di luce e gas ma per le imprese agricole non esiste un termine per la ripresa: ogni giorno gli animali vanno accuditi e alimentati, le colture irrigate, trattate e raccolte. Chiarire definitivamente procedure e certificazioni per riprendere le attività senza mettere a rischio i risarcimenti.

 E’ positivo lo stop al pagamento delle bollette di luce, gas e acqua nelle zone dell'Emilia colpite dal sisma assunta dall'Autorita' per l'energia, dopo la sospensione delle cartelle da parte di Equitalia ed il rinvio sospensione termini tributari (Iva, Irpef; Imu) del Governo. E’ quanto ha affermato la Coldiretti nel sottolineare che ora è prioritario affrontare l’emergenza ed accompagnare il ritorno alla normalità di persone ed imprese che  nelle campagne terremotate che hanno subito danni per 705 milioni di euro mentre sono a rischio 8mila posti di lavoro nell’agroalimentare. Per questo va riconosciuta la specificità dell’agricoltura e accelerare le procedure mentre incomprensibilmente - sostiene la Coldiretti ci è stato ripetutamente segnalato che sono fermi i sopralluoghi negli impianti di bonifica e di irrigazione di pubblica utilità ma anche per verificare l’agibilità a strutture agricole, fienili e stalle per gli animali con le conseguenze che sono facili da immaginare. Le imprese agricole a differenza di quelle industriali – continua la Coldiretti - sono obbligate a seguire i ritmi della natura e per questo non c’è neanche un giorno da attendere per evitare di perdere un tessuto produttivo fortemente integrato con il territorio. In agricoltura - conclude la Coldiretti - è impossibile fermare la produzione perché le mucche mangiano e devono essere munte tutti i giorni e due volte al giorno e la verdura e la frutta, così come cereali, soia, bietole, cocomeri, meloni, pomodori, matura nei campi e deve essere concimata, coltivata, irrigata e raccolta e posta nei magazzini, nei centri di stoccaggio e di lavorazione.
E’ impensabile che per astruse dizioni burocratiche nelle ordinanze sin qui viste non sia possibile per gli agricoltori accedere ai propri fabbricati ancora integri se non a costo di certificazioni e documentazioni, che tra l’altro impegnano oltre misura i vigili del fuoco ed il personale addetto alle verifiche e certificazioni, che dovrebbero avere modo di intervenire laddove effettivamente necessiti.
“In occasione dell’incontro con alcuni nostri soci tra le province colpite dal sisma – sottolinea il presidente provinciale Mauro Tonello – abbiamo avuto fortissima la sollecitazione affinché non siano gli intoppi burocratici a frenare le attività in un momento di eccezionale gravità come questo, in cui più di tutto conta riuscire a salvare tutto ciò che è possibile per non subire ulteriori danni indiretti, come raccolti scarsi o non di qualità o animali non più produttivi. Il nostro presidente nazionale ha condiviso le sollecitazioni e come Coldiretti continueremo, come abbiamo fatto sin da subito, sia a mantenere i contatti con tutti i soci che ne abbiano necessità in conseguenza del sisma, sia con le istituzioni per trovare i percorsi più corretti per rispondere alle esigenze delle imprese agricole così duramente colpite in queste zone”.
Nella giornata di ieri, prima dell’incontro con la stampa a Villafranca di Medolla, il presidente Sergio Marini, assieme alla delegazione nazionale e regionale di Coldiretti, guidata da Mauro Tonello, ha incontrato i presidenti delle zone dei comuni dell’area colpita dal sisma nella provincia di Ferrara, ovvero Pierluigi Paltrinieri, Floriano Tassinari, Alberto Padovani, Mirco Tartari, oltre al delegato di Giovani Impresa Sergio Gulinelli, al segretario di zona Thomas Serafini ed al direttore della federazione, Luigi Zepponi e tutto il personale impegnato nei sopralluoghi nelle aziende per rilevare i danni ed essere realmente presenti e vicini ai nostri soci in questa circostanza.

martedì 7 febbraio 2012

MALTEMPO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): CON LA FILIERA AGRICOLA BIOMETANO, 8 MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS PER ALLEGGERIRE I RIFORNIMENTI DALL’ESTERO

Fonte: Confagricoltura

“Quanto sta accadendo a seguito dell’emergenza maltempo deve farci comprendere che non è più rinviabile la realizzazione di una filiera del biometano in agricoltura”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, in relazione ai consumi record di gas per il riscaldamento in questi giorni di freddo polare, con un aggravio mediamente di 100 euro a famiglia ed al piano di emergenza per assicurare le erogazioni.

“Ci sono riduzioni nelle forniture di gas dalla Russia del 30% e consumi notevolmente in aumento. Altri Paesi, come la Germania, l’Austria, la Svezia, si sono già attrezzati – osserva Guidi -. E’ ora che lo faccia anche l’Italia. Si possono ottenere 7-8 miliardi di metri cubi di metano dalla sola agricoltura, con una potenzialità di coprire almeno il 10% dei consumi nazionali, oltre tutto garantendo migliaia di nuovi posti di lavoro nell’agro-industria”.

“Il governo – chiede il presidente di Confagricoltura - definisca le disposizioni tecniche di immissione del biometano nella rete del gas naturale per il riscaldamento; secondo il piano d’azione nazionale potrebbero essere investiti 300-400 mila ettari di colture dedicate, senza compromettere il food, e cioè: colture di secondo raccolto, colture alternative a elevata ‘efficienza carbonica’, soprattutto se prodotte in terreni marginali, sottoprodotti agricoli (paglie, stocchi, ecc. ) e agroindustriali, effluenti zootecnici”.

“Il Paese – conclude Mario Guidi - ha bisogno di energia pulita e di dipendere il meno possibile dall’estero. Il biometano è una grande opportunità che va colta per progredire e per migliorare l’ambiente. Il piano c’è già, bisogna attuarlo”.