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mercoledì 16 dicembre 2015

AGRICOLTURA, MARTINA: AUMENTO COMPENSAZIONE IVA CARNI ALTRO GRANDE PASSO UTILE

Fonte: Mipaaf

“Esprimo grande soddisfazione per l'approvazione degli emendamenti Oliverio e Guidesi alla legge di stabilità che ci consentiranno di aumentare la compensazione IVA sulle carni bovine e suine (passando rispettivamente a 7,7 per cento e all'8 per cento), destinando al comparto ulteriori 20 milioni di euro in un momento particolarmente delicato per la zootecnia italiana. Anche con questo passo, attuato grazie al grande lavoro sinergico dei parlamentari con il ministero e il governo tutto, si consolida una legge di stabilità fortemente a sostegno del comparto agricolo, come mai in questi anni è accaduto in misura così evidente”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina.

giovedì 30 ottobre 2014

CARNI SOSTENIBILI, CONFAGRICOLTURA EMILIA ROMAGNA LANCIA L’ALLARME: “MAI COSÌ MALE PER GLI ALLEVATORI DI BOVINI DA CARNE: UNA PERDITA SECCA DI CIRCA 170 EURO PER OGNI VITELLONE MASCHIO CAUSA PREZZO TROPPO PENALIZZANTE PER IL PRODUTTORE”

Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna

A pagare il conto più alto è ancora una volta il produttore, in questo caso di carni bovine. A rischio è, invece, tutta la filiera senza contare l’indotto (mangimistica, veterinaria, meccanica, etc.). Stiamo parlando degli allevamenti di bovini da carne della “linea francese”, ossia i capi acquistati in Francia e dall’11° mese allevati e ingrassati in Italia, per poi essere macellati e infine venduti nella grande distribuzione. “La perdita secca per ogni capo di vitellone maschio si aggira intorno ai 170 euro” – lancia l’allarme Confagricoltura Emilia Romagna. “Tra le cause, il prezzo troppo basso all’allevatore che da un anno circa è costretto a competere con carni estere, provenienti principalmente dalla Polonia, di bassa qualità e svendute anche a 3 euro/kg quando il prezzo convenuto tra GDO e macello, già penalizzante per il produttore, si attesta sui 3.95/4 euro/kg. Difficile, dunque, con questi dati – osserva l’organizzazione agricola regionale – pensare al futuro”. A rendere ancora più drammatica la crisi del comparto, è la diminuzione dei contributi finanziari alla zootecnia da carne. Nell’ambito della nuova Pac è stata registrata, infatti, una decurtazione pari al 5-9%. Tali allevamenti, ubicati prevalentemente nel Nord Italia, costituiscono all’incirca il 90 per cento dell’intero settore nazionale dei bovini da carne, con un giro d’affari di circa 3 miliardi di euro e oltre 8 milioni di capi allevati, e assicurano una produzione di indubbia qualità garantita anche da rigidi controlli e disciplinari. Un business agroalimentare che ruota attorno all’Emilia Romagna, la regione che vanta tre dei cinque, principali, impianti italiani per la macellazione di questi capi. “Manca la cultura della carne e del prodotto buono, nutriente e salubre”. Lo urlano a gran voce gli allevatori. “Non possiamo assistere – chiosa Confagricoltura Emilia Romagna - al tracollo di un altro tassello preziosissimo del food made in Italy e alla sconfitta della materia prima di qualità, che non viene più riconosciuta dal mercato a tutto svantaggio della sicurezza alimentare e soprattutto del consumatore finale”.