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mercoledì 11 maggio 2011

BATTERIOSI DEL KIWI, LE INIZIATIVE DELLA REGIONE PER CONTRASTARE LA FITOPATIA. INDENNIZZI AGLI AGRICOLTORI, MONITORAGGIO E UN PROGETTO DI RICERCA.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni: "La Regione sta facendo la sua parte, mi aspetto lo stesso dal Ministero e dall'Unione europea"

Bologna - Indennizzi agli agricoltori grazie a un fondo regionale che può contare su risorse pari a 1 milione euro per il 2011 che si aggiungono ai 600 mila euro già erogati per gli interventi fatti nel 2010; accesso prioritario per le aziende colpite ai finanziamenti europei per il reimpianto di nuove piante da frutto nell’ambito dell’OCM ortofrutta; meccanismi incentivanti per promuovere la sottoscrizione di polizze assicurative. Ma anche un progetto di ricerca cofinanziato da Regione e un piano di monitoraggio a tappeto della malattia in collaborazione con le stesse organizzazioni dei produttori.
Sono queste le proposte avanzate oggi a Bologna dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni per contrastare la batteriosi del kiwi, nel corso di un incontro cui hanno partecipato le Organizzazioni dei produttori e le Province.
“Le indicazioni della Regione sono state accolte positivamente e dimostrano la determinazione con cui stiamo reagendo a questa grave fitopatia – ha detto Rabboni - La Regione Emilia-Romagna sta insomma facendo la sua parte in collaborazione con tutto il sistema emiliano-romagnolo, a partire dagli stessi produttori. Purtroppo la batteriosi sta colpendo le colture di kiwi in tutto il territorio nazionale e per questo mi aspetto un analogo impegno da parte del Ministero delle politiche agricole e della stessa Unione europea”. Quanto ai finanziamenti previsti per gli indennizzi Rabboni ha sottolineato: “ si tratta di risorse congrue se consideriamo che in Emilia-Romagna attualmente sono stati accertati danni alle piante in un centinaio di frutteti che hanno portato all’abbattimento di una superficie equivalente a circa 15 ettari, mentre in Piemonte, per fare solo un esempio, siamo intorno ai 270 ettari”.
Attualmente l’unico strumento per fermare la diffusione del batterio del kiwi è l’eradicazione delle piante colpite non appena si registrano i primi segnali di infezione. Per questo Rabboni ha oggi proposto alle Organizzazioni dei produttori di collaborare insieme ai tecnici regionali e del CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) per realizzare un azione di monitoraggio che sia la più ampia, efficace e tempestiva possibile. In tempi brevissimi inoltre partirà un progetto di ricerca per accrescere le conoscenze sulla biologia del batterio del kiwi e utile a sviluppare l’applicazione di tecniche agronomiche idonee a contrastarne la diffusione. Consapevoli che il problema vada risolto a livello sovra regionale ci si augura che questa azione di ricerca, promossa dall’Emilia-Romagna, possa presto essere inserita in un ambito di attività scientifica di livello nazionale e comunitario.

venerdì 22 aprile 2011

BATTERIOSI DEL KIWI, RABBONI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AL MINISTRO ROMANO

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Serve una strategia nazionale ed europea per mettere in campo efficaci azioni di contrasto e scongiurare la scomparsa di questa coltura.

Bologna - Un progetto di ricerca nazionale per mettere a punto adeguate forme di contrasto della malattia; risorse certe e adeguate per gli indennizzi così da integrare quelle già stanziate dalle Regioni; un intervento straordinario dell’Unione europea. A fronte del rapido estendersi e aggravarsi della batteriosi del kiwi, sono queste le richieste avanzate dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni al ministro Saverio Romano in una lettera con cui sollecita anche la convocazione di un incontro urgente con le Regioni e i rappresentanti dei produttori.
“Ad oggi l’unica possibilità di contrastare la diffusione della malattia - sottolinea Rabboni – è l’eradicazione della pianta malata e la sua distruzione con il fuoco. Ritengo quindi assolutamente necessaria , per evitare la scomparsa dell’actinidia dal nostro Paese, la definizione di una strategia complessiva sostenuta dal Ministero e dalle Regioni”.
Con 430 mila tonnellate l’Italia è il secondo produttore mondiale di kiwi dopo la Cina e il secondo esportatore mondiale dopo la Nuova Zelanda. La produzione si concentra soprattutto in cinque regioni per una superficie complessiva di 29 mila ettari. L’Emilia-Romagna con il 14% è il terzo produttore nazionale dopo Lazio (32%) e Piemonte (21%). Attualmente la batteriosi interessa nel nostro Paese circa il 25% dei frutteti, senza che si siano messi a punto adeguati mezzi di contrasto o prevenzione. A tal punto che qualche giorno fa il Comitato Fitosanitario nazionale ha proposto al Ministro delle politiche agricole di decretare il divieto di nuovi impianti in attesa che venga individuata un’adeguata terapia.
In Emilia-Romagna l’assessore Rabboni, che ha annunciato l’istituzione di un tavolo di lavoro con le organizzazioni professionali agricole, le cooperative, i sindacati e le Organizzazioni dei produttori, si è impegnato a integrare lo stanziamento 2011 per gli indennizzi e ha rivolto alle Organizzazioni dei produttori la proposta di prevedere un meccanismo di compartecipazione per aumentare la dotazione finanziaria complessivamente disponibile. “ Tuttavia - ribadisce Rabboni- siamo di fronte a un problema di dimensione non solo nazionale ma europea, che non può essere affrontato con successo da una singola Regione. Nei giorni scorsi i parlamentari europei Francesco De Angelis, Paolo de Castro e David Sassoli hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea per sollecitare iniziative contro la batteriosi. E’ fondamentale che anche il Ministro Romano si attivi nei confronti dell’Unione europea per garantire la sopravvivenza di questa coltura".

lunedì 21 febbraio 2011

Agricoltura. Contributi in arrivo per le aziende agricole emiliano-romagnole danneggiate da Sharka e cancro batterico dell'actinidia

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Bologna - Si è concluso in tempi rapidi l’iter procedurale che consentirà alla Regione Emilia-Romagna di risarcire le piccole e medie imprese agricole che nel corso del 2010 hanno effettuato interventi di profilassi obbligatoria per contrastare la diffusione del virus “Sharka” delle drupacee e dell’agente del cosiddetto “Cancro batterico dell’actinidia”. La distruzione delle piante colpite – o di parti significative di essa – rappresenta l’unico mezzo di lotta per contenere la diffusione di queste gravi fitopatie. L’intervento finanziario è previsto dalla L.R. 6 del 23 luglio 2010 a favore delle aziende frutticole che, in attuazione delle indicazioni del Servizio Fitosanitario regionale, hanno provveduto ad effettuare le operazioni prescritte con conseguenti riduzioni di produzione. Nelle prossime settimane saranno liquidati, a favore di 108 aziende che avevano presentato domanda lo scorso ottobre e che sono risultate in regola con i criteri stabiliti dal relativo bando, circa 600 mila euro a parziale compensazione delle perdite subite per estirpazioni di piante di drupacee ovvero per estirpazioni/capitozzature di piante di actinidia. L’atto di liquidazione dei contributi regionali, che riporta l’elenco delle aziende beneficiarie, è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 16 febbraio 2011.

“Il piano di contrasto alla batteriosi in Emilia-Romagna – ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni – è stato approvato con largo anticipo rispetto ad una analoga iniziativa del Ministero che sta vedendo la luce proprio in questi giorni e che, purtroppo, non prevede alcuna concreta misura di sostegno economico. Il risarcimento dei danni viene infatti demandato alla stipula, volontaria, di polizze assicurative agevolate. Troppo poco per rendere efficaci azioni particolarmente onerose ma assolutamente necessarie per ridurre i rischi di diffusione della batteriosi del kiwi”.
“La nostra iniziativa – ha concluso Rabboni – è stato avviata in un momento di difficoltà finanziaria e rappresenta un segno tangibile dell’impegno dell’assessorato regionale nei confronti dei produttori agricoli che si trovano a fronteggiare nuove e pericolose avversità. Senza una adeguata disponibilità non potremo, nei prossimi anni, confermare l’attenzione della Regione Emilia-Romagna sulla prevenzione della diffusione di organismi nocivi, in grado di provocare danni economici rilevanti alle aziende agricole, e sulla qualificazione delle produzioni frutticole, assolutamente necessaria per mantenere e consolidare le nostre posizioni sui mercati esteri”.