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mercoledì 1 luglio 2015

MANIFESTO DELLA GREEN ECONOMY PER L’AGROALIMENTARE, GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA): “PRODUTTIVITÀ, SOSTENIBILITÀ, INNOVAZIONE, RETI E TERRITORI SONO LE SFIDE DA RACCOGLIERE”

Fonte: Confagricoltura

Il 'Manifesto della green economy per l'agroalimentare, in occasione di Expo 2015', sottoscritto da 66 organizzazioni di imprese, è il frutto di un lungo lavoro di mediazione. Il documento, pur perfettibile, comunque è un buon punto di partenza per affrontare sette temi cruciali per l’agricoltura e la produzione di cibo nella nostra epoca: lo sviluppo durevole e di qualità della produzione agroalimentare, il rapporto fra priorità della produzione agroalimentare e la multifunzionalità dell’agricoltura, gli impatti sulle produzioni agroalimentari e le misure per fronteggiare la crisi climatica, i modelli sostenibili di agricoltura, la sicurezza alimentare, lo spreco di cibo, le minacce alle produzioni agroalimentari e il consumo di suolo agricolo. Lo ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti intervenendo a Roma alla presentazione del ‘Manifesto’. "Una cosa emerge con chiarezza - ha proseguito Giansanti - bisogna dare risposte adeguate al fabbisogno di innovazione delle imprese, per produrre di più ma anche per produrre meglio. Solo così si risponde a food security (sicurezza del cibo, per tutti) e food safety (sicurezza sanitaria del cibo prodotto); si risponde poi alla conservazione del cibo senza perdite in campo e senza sprechi lungo la catena alimentare. In quest'ottica, le esperienze di precision farming, che Confagricoltura sta sostenendo nelle sue aziende, sono l'esempio concreto di un'agricoltura attenta all'ambiente ed alla sicurezza alimentare che migliora grazie alle innovazioni". “Produrre meglio – ha aggiunto - vuol dire attenzione costante alla sostenibilità economica, ambientale e sociale, adottando pure buone pratiche agricole, come fanno le aziende di Confagricoltura che hanno aderito al progetto Ecocloud. Si può rendere più incisivi questi comportamenti virtuosi attraverso processi di aggregazione e cooperazione come le reti d'impresa. Senza trascurare le peculiarità territoriali". "Produttività, sostenibilità, innovazione, reti e territori sono – ha concluso il vicepresidente di Confagricoltura - i temi sfidanti dei prossimi anni".

martedì 23 giugno 2015

STATI GENERALI SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI, GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA): “GLI AGRICOLTORI PRONTI A FARE LA LORO PARTE”

Fonte: Confagricoltura

 “L’impatto del clima sull’agricoltura deve diventare una priorità nell’ambito della strategia nazionale complessiva. Nonostante sia una delle attività produttive più vulnerabili a mutamenti climatici, alluvioni e siccità, rappresenta uno dei principali strumenti per contrastare fattori di rischio come il dissesto idrogeologico, l’erosione, il consumo del suolo, gli incendi. Solo un’agricoltura attiva e competitiva che produce reddito, a cui si offrono più opportunità che vincoli, è in grado di assicurare un idoneo presidio del territorio e dell’ambiente”. Lo ha sottolineato il vicepresidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti intervenendo a Roma agli “Stati Generali sui Cambiamenti Climatici”. “L’agricoltura – ha aggiunto Giansanti - non è solo chiamata ad agire con misure di adattamento, per salvaguardare le sue produzioni, ma anche con azioni di mitigazione, per ridurre le proprie emissioni di gas serra o aumentare il carbonio (C) stoccato nei suoli e nelle biomasse”. Il vicepresidente di Confagricoltura ha ricordato come il settore primario, negli ultimi anni, abbia diminuito di quasi il 18% le proprie emissioni attraverso investimenti rilevanti da parte delle imprese che uniscono sostenibilità ambientale ed economica, con il supporto delle innovazioni, come nel caso del settore zootecnico - riduzione delle emissioni enteriche (ruminanti) di metano, riduzione dell’apporto proteico della razione, gestione delle deiezioni – o dell’agricoltura di precisione che ha portato, ad esempio, ad una ottimizzazione delle fertilizzazioni. Nello stesso tempo, l’agricoltura – ha ricordato Giansanti - sta contribuendo notevolmente alla diminuzione dell’impiego di energia di origine fossile con lo sviluppo delle agroenergie, con particolare riferimento al biogas, alle biomasse e, a breve, al biometano; privilegiando l’impiego di biomasse residuali, tra cui gli effluenti zootecnici ed i sottoprodotti, colture non alimentari, colture intercalari e favorendo il ripristino della sostanza organica nei suoli attraverso l’utilizzazione agronomica del digestato. Inoltre – ha tenuto a sottolineare - il settore agroforestale è l’unico settore che contribuisce anche all’assorbimento di CO2 sia con le foreste e le coltivazioni che con specifiche tecniche di gestione dei suoli e dei pascoli. In tale ambito la revisione del Protocollo di Kyoto rappresenta un momento fondamentale per riconoscere definitivamente il ruolo dell’agricoltura anche dal punto di vista economico. “Il settore primario - ha concluso il vicepresidente di Confagricoltura - ha notevoli potenzialità per contrastare i cambiamenti climatici. Per tale motivo occorre prevedere opportune misure atte a stimolare gli investimenti nelle attività riconosciute valide ai fini dell’assorbimento del carbonio atmosferico nel suolo e per la riduzione delle emissioni: dai Piani di Sviluppo Rurale, ai green act, al collegato ambientale.

venerdì 4 aprile 2014

AGROALIMENTARE, GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA): “IMPEGNO PER UNA FILIERA SEMPRE PIÙ INTEGRATA PER FAR FRONTE AL CALO DEI CONSUMI, RIDURRE I COSTI E FRONTEGGIARE L’IMPORT”

Fonte: Confagricoltura

“La dinamica dei consumi alimentari degli ultimi anni sta penalizzando gli operatori della filiera, che si confrontano con un mercato interno meno reattivo e che progressivamente si va riducendo”. Lo sottolinea il componente della Giunta di Confagricoltura Massimiliano Giansanti in relazione ai dati dello studio di Nomisma sulla distribuzione del valore nella filiera agroalimentare, presentato ieri a Roma, in un incontro di ADM-Associazione della Distribuzione Moderna. Emerge dai dati che, ogni 100 euro di consumi, gli italiani ne destinano 23 alla spesa alimentare. Gli alimenti sono la prima voce dei consumi delle famiglie italiane, una spesa che però si va progressivamente restringendo e riduce i margini di guadagno. La filiera agroalimentare nel suo complesso ha perso il 10% di valore aggiunto prodotto. E tutti (con la sola eccezione della ristorazione) perdono vistosamente posizioni; l’agricoltura nel 2000 rappresentava quasi il 20% del valore aggiunto, oggi il 14%. Intanto i ‘costi esterni’ alla filiera sono cresciuti e passano dal 22 al 34,1%. Crescono anche oneri finanziari (4,5%), imposte (7,9%) e importazioni (3,2%). “Confagricoltura condivide la tesi della ricerca Nomisma – ha osservato Massimiliano Giansanti -. È inutile sostenere contrapposizioni all’interno della filiera stessa tra gli interessi di agricoltori, industriali, operatori del commercio. Occorre invece cooperare per incidere sull’efficienza della filiera e migliorare le performance economiche complessive; studiando, ad esempio, come ridurre i costi del lavoro e quelli esterni alla filiera (energia, trasporti, logistica e altri servizi) e realizzando da sé alcune funzioni di post produzione”. “Una filiera strutturata e perfettamente integrata – ha concluso il rappresentante di Confagricoltura - consente una crescita complessiva; ancor più se anche la Pubblica Amministrazione si trasforma e diventa meno burocratica e più efficiente. Da notare anche che il 3% della spesa alimentare va a remunerare l’import di prodotti. È ancora una voce contenuta, ma che non dobbiamo far aumentare”.

venerdì 31 gennaio 2014

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: CAMPAGNE ALLAGATE IN PROVINCIA DI ROMA E NEL LAZIO. DANNI CONSISTENTI A COLTURE E ALLEVAMENTI

Fonte: Confagricoltura  

Il presidente di Confagricoltura Roma Giansanti: “Roma è il comune agricolo più grande d’Europa e vogliamo più attenzione”

Le violenti precipitazioni che si sono abbattute sul Lazio e in particolare sulla provincia di Roma nelle ultime ore hanno provocato danni ingenti all’agricoltura. Da una prima analisi di Confagricoltura i danni riguardano soprattutto le colture, ma anche i fabbricati, le attrezzature, i macchinari, le scorte di foraggio e i mangimi. I terreni agricoli intorno alla Capitale, in particolare nelle zone di Maccarese, Fiumicino e Valle del Sole, ma anche della Giustiniana, di Prima Porta e Tiberina, sono completamente sott’acqua e la pioggia non accenna a diminuire. Straripato il fiume Arrone ed è critico il livello delle acque del Sacco. C’è forte preoccupazione soprattutto per i numerosi allevamenti delle aree coinvolte. Problemi anche in Ciociaria a causa dell’esondazione del fiume Aniene e nella provincia di Latina, dove si registrano allagamenti alle colture orticole lungo tutto il litorale pontino. Situazione di allerta nelle province di Viterbo, lungo la Valle del Tevere e nella Valle dei Calanchi, dove è caduta una frana, e di Frosinone. Continua a piovere e si temono smottamenti e straripamenti. “La crescita edilizia incontrollata della città – denuncia il presidente di Confagricoltura Roma e componente della giunta nazionale Massimiliano Giansanti – si ripercuote inevitabilmente sulle campagne che, in caso di piogge prolungate e violente come in questi giorni, diventano bacino di raccolta delle acque, nonostante gli sforzi sostenuti dal Consorzio di bonifica”. Giansanti ricorda che Roma è il più grande comune agricolo d’Europa. “Il nostro settore, come ho recentemente sottolineato anche al sindaco Marino, ha bisogno di maggiore attenzione”.