Fonte: Confagricoltura
Un Dossier sui Canoni demaniali marittimi è stato consegnato da Antonio Trincanato, direttore dell’Api (Associazione dei piscicoltori italiani di Confagricoltura) al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ed al sottosegretario con delega alla Pesca e all'Acquacoltura Giuseppe Castiglione in occasione della loro visita ad “Acqua Azzurra”, l’innovativo impianto di acquacoltura di Pachino (Siracusa).
Il dossier reca una serie di proposte per la semplificazione burocratica, tra cui l’attivazione di uno "sportello unico" per l'esercizio dell'attività di acquacoltura. Martina e Castiglione hanno assicurato l'impegno del ministero ad adoperarsi per risolvere l’annoso problema dei canoni demani marittimi per le imprese di acquacoltura. L’Api ha anche apprezzato la volontà di sburocratizzare il settore e l’iniziativa di costituire una task force con le Regioni per ricercare soluzioni rapide ed efficaci al fine di evitare il rischio di disimpegno delle risorse del Fondo europeo per la pesca (FEP), non ancora spese.
Nel corso della visita Martina e Castiglione hanno potuto osservare la complessità e la tecnologia che caratterizza un allevamento ittico, apprezzando l'impegno dell’amministratore delegato Salvatore Puglisi Cosentino e degli imprenditori del comparto in generale, che riescono a fare impresa, contribuendo a ridurre il deficit nazionale di prodotti ittici, nonostante le difficoltà. La visita ad “Acqua Azzurra” ha dato l’opportunità a Martina di presentare il piano ministeriale "in cinque azioni" che intende attivare per la pesca e l'acquacoltura, a sostegno dell'occupazione e del reddito dei nostri pescatori e per il rilancio di un settore strategico per il nostro Paese.
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martedì 5 agosto 2014
mercoledì 25 luglio 2012
LOTTA ALLE MAFIE: CONFAGRICOLTURA DI SIRACUSA ADOTTA IL CODICE ETICO
Fonte: Confagricoltura
Ieri, nel corso dell’assemblea di Confagricoltura Siracusa, il presidente Massimo Franco, riconfermato alla guida dell’Organizzazione per il prossimo triennio, ha varato l'adozione del codice etico per le imprese, sulla scorta del modello introdotto dal presidente della Camera di Commercio e vicepresidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello. "L'adozione del codice etico - ha sottolineato Massimo Franco - vuole costituire un ulteriore argine ai fenomeni delinquenziali. Vogliamo alzare un altro muro contro chi inquina l'economia di chi rispetta le regole. Lanciare un segnale chiaro nel rispetto della legalità". "Il sistema agricolo subisce pressioni normative, legislative e di mercato pesantissime - ha detto Franco -. Il recupero di competitività passa inevitabilmente attraverso la riqualificazione del quadro legislativo e normativo di riferimento, ma anche attraverso la lotta alla illegalità e alla criminalità. Un Sindacato come il nostro, punto di riferimento per la crescita delle sue aziende, ha il dovere di partecipare attivamente nella società. Questa provincia produce quasi il 20% del Pil regionale ed occupa oltre 13.500 addetti. In questa provincia gli agricoltori con sacrificio rendono fruibile il territorio e lo salvaguardano dagli incendi e dal dissesto idrogeologico. Il nostro impegno a tutela del settore deve essere sempre più incisivo".
Ieri, nel corso dell’assemblea di Confagricoltura Siracusa, il presidente Massimo Franco, riconfermato alla guida dell’Organizzazione per il prossimo triennio, ha varato l'adozione del codice etico per le imprese, sulla scorta del modello introdotto dal presidente della Camera di Commercio e vicepresidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello. "L'adozione del codice etico - ha sottolineato Massimo Franco - vuole costituire un ulteriore argine ai fenomeni delinquenziali. Vogliamo alzare un altro muro contro chi inquina l'economia di chi rispetta le regole. Lanciare un segnale chiaro nel rispetto della legalità". "Il sistema agricolo subisce pressioni normative, legislative e di mercato pesantissime - ha detto Franco -. Il recupero di competitività passa inevitabilmente attraverso la riqualificazione del quadro legislativo e normativo di riferimento, ma anche attraverso la lotta alla illegalità e alla criminalità. Un Sindacato come il nostro, punto di riferimento per la crescita delle sue aziende, ha il dovere di partecipare attivamente nella società. Questa provincia produce quasi il 20% del Pil regionale ed occupa oltre 13.500 addetti. In questa provincia gli agricoltori con sacrificio rendono fruibile il territorio e lo salvaguardano dagli incendi e dal dissesto idrogeologico. Il nostro impegno a tutela del settore deve essere sempre più incisivo".
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