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venerdì 3 agosto 2012
COLDIRETTI FERRARA: E’ ONLINE IL NUMERO ESTIVO DEL NOTIZIARIO “L’ARATRO”
FONTE: COLDIRETTI
In attesa dell’inoltro postale, il nuovo numero dell’Aratro, il notiziario di Coldiretti Ferrara, può essere scaricato e letto dal sito www.ferrara.coldiretti.it, il sito istituzionale dell’associazione agricola ferrarese, dove trovare notizie, comunicati ed informazioni sulle attività e sulle novità del settore agricolo ferrarese e non solo. Nell’Aratro in pubblicazione largo spazio al drammatico terremoto che ha interessato anche la nostra provincia, ed all’Assemblea nazionale del Palalottomatica, che ha dato come negli ultimi anni, il posizionamento dell’organizzazione rispetto al contesto generale ed ai progetti di Coldiretti per la filiera agricola nei confronti della società italiana ed europea. Spazio alle iniziative di Giovani Impresa, così come alla costituzione dell’Organismo Interprofessionale della pera, per continuare con il primo ristorante che potrà fregiarsi del marchio di Campagna Amica nel Piatto, il ristorante Ferrari di Goro che nel proprio menù inserirà prodotti della filiera agricola e della pesca locale ed italiana. Interessante la firma al decreto applicativo dell’art. 62, con il quale si mettono in campo nuove regole nei rapporti tra produzione e distribuzione con l’intento di equilibrare un rapporto sino ad ora molto problematico. Spazio anche alle novità per i lavoratori extra comunitari e per il lavoro accessorio (voucher), oltre che all’ampia panoramica di notizie del Patronato EPACA, al consueto mercatino dell’usato ed alla pagina del credito.
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martedì 11 ottobre 2011
AL MAF UN CONVEGNO CHE PRENDE IN ESAME LA STORIA DELL’ARATRO NELL' AGRICOLTURA E LA SUA EVOLUZIONE ATTRAVERSO I SECOLI.
Fonte: Fondazione Carife
Sabato 15 ottobre, ore 10 presso il M.A.F (Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese) a San Bartolomeo in Bosco (Fe), Via Imperiale 263, si svolgerà un convegno dedicato all'aratro. L'importante evento scientifico è organizzato dall’Accademia Nazionale dell’Agricoltura con il patrocinio della Fondazione Carife.
Questo il programma:
ORE 10,00 - Saluti di benvenuto, Piero Puglioli Presidente Fondazione Carife
ORE 10,15 - Introduzione del Presidente, Prof. Giorgio Amadei
ORE 10.30 - Lettura accademica sul tema “L’aratro e……..oltre”
• Aratro: cenni storici, situazione in essere ed evoluzione, Marco Bentini
• Aratro ed attrezzi similari: parametri operativi, Gualtiero Baraldi
ORE 11,30 - Guido Scaramagli e il suo Museo, Enzo Manfredi
ORE 11,45 - Attività del Centro di documentazione del mondo agricolo ferrarese, Gianpaolo Borghi
ORE 12.30 - Intervallo con assaggi di prodotti tradizionali
ORE 14,00 - Visita al Museo: tradizioni e costumi della civiltà contadina e rassegna delle attrezzature in uso all’epoca, Maria Roccati
ORE 15,00 - Dimostrazione forgiatura vomeri: a mano e a maglio, Sergio Padovani e figli
-Aratura tradizionale con trattori d’epoca, Luca Ori
L’aratro era in origine un attrezzo a punta per assolcare il terreno predisponendolo alla messa a dimore dei semi. Si trattava di un attrezzo rudimentale a traino animale che coinvolgeva uno o più operatori. Per diversi secoli l’aratro non ha subito sostanziali modifiche.
Solamente attorno al ‘700 viene presa in considerazione l’opportunità di rivoltare il terreno con la presenza di organi rovesciatori. L’aratro quindi assume la forma classica ancora oggi in essere con la presenza di un coltro per il taglio verticale del terreno e un vomere per il taglio orizzontale.
La trazione animale è continuata fino ai primi del ‘900, quando iniziò la disponibilità di fonti di energia meccanica.
Nella seconda metà del secolo scorso l’evoluzione sia della trattrice che dell’aratro ha consentito, nelle versioni più evolute, capacità di lavoro di 1 ha/h e più
Attualmente l’attenzione per la lavorazione del terreno è rivolta ad attrezzi ripuntatori-scarificatori diversamente foggiati (punte ricurve con appendici). Oggigiorno, poi, l’attenzione si è allargata a macchine per lavorazione minima o non lavorazione del terreno, in grado, in alcuni casi, di distribuire anche il seme, i nutrienti, i prodotti fitosanitari.
Si conclude nella convinzione che l’aratro sia strumento unico, necessario in particolare in terreni tenaci e in colture esigenti, ma che vi siano già attrezzatrure complementari disponibili, il cui utilizzo, nelle condizioni idonee ha riscontri interessanti, suffragati anche dalla sperimentazione.
Sabato 15 ottobre, ore 10 presso il M.A.F (Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese) a San Bartolomeo in Bosco (Fe), Via Imperiale 263, si svolgerà un convegno dedicato all'aratro. L'importante evento scientifico è organizzato dall’Accademia Nazionale dell’Agricoltura con il patrocinio della Fondazione Carife.
Questo il programma:
ORE 10,00 - Saluti di benvenuto, Piero Puglioli Presidente Fondazione Carife
ORE 10,15 - Introduzione del Presidente, Prof. Giorgio Amadei
ORE 10.30 - Lettura accademica sul tema “L’aratro e……..oltre”
• Aratro: cenni storici, situazione in essere ed evoluzione, Marco Bentini
• Aratro ed attrezzi similari: parametri operativi, Gualtiero Baraldi
ORE 11,30 - Guido Scaramagli e il suo Museo, Enzo Manfredi
ORE 11,45 - Attività del Centro di documentazione del mondo agricolo ferrarese, Gianpaolo Borghi
ORE 12.30 - Intervallo con assaggi di prodotti tradizionali
ORE 14,00 - Visita al Museo: tradizioni e costumi della civiltà contadina e rassegna delle attrezzature in uso all’epoca, Maria Roccati
ORE 15,00 - Dimostrazione forgiatura vomeri: a mano e a maglio, Sergio Padovani e figli
-Aratura tradizionale con trattori d’epoca, Luca Ori
L’aratro era in origine un attrezzo a punta per assolcare il terreno predisponendolo alla messa a dimore dei semi. Si trattava di un attrezzo rudimentale a traino animale che coinvolgeva uno o più operatori. Per diversi secoli l’aratro non ha subito sostanziali modifiche.
Solamente attorno al ‘700 viene presa in considerazione l’opportunità di rivoltare il terreno con la presenza di organi rovesciatori. L’aratro quindi assume la forma classica ancora oggi in essere con la presenza di un coltro per il taglio verticale del terreno e un vomere per il taglio orizzontale.
La trazione animale è continuata fino ai primi del ‘900, quando iniziò la disponibilità di fonti di energia meccanica.
Nella seconda metà del secolo scorso l’evoluzione sia della trattrice che dell’aratro ha consentito, nelle versioni più evolute, capacità di lavoro di 1 ha/h e più
Attualmente l’attenzione per la lavorazione del terreno è rivolta ad attrezzi ripuntatori-scarificatori diversamente foggiati (punte ricurve con appendici). Oggigiorno, poi, l’attenzione si è allargata a macchine per lavorazione minima o non lavorazione del terreno, in grado, in alcuni casi, di distribuire anche il seme, i nutrienti, i prodotti fitosanitari.
Si conclude nella convinzione che l’aratro sia strumento unico, necessario in particolare in terreni tenaci e in colture esigenti, ma che vi siano già attrezzatrure complementari disponibili, il cui utilizzo, nelle condizioni idonee ha riscontri interessanti, suffragati anche dalla sperimentazione.
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