Fonte: Confagricoltura
“Il Senato dice ‘No’ all’accordo bilaterale Ue-Marocco. Oggi sono state presentate ed accolte tutte le mozioni presentate che vedono quasi tutto l’arco parlamentare contrario all’intesa in questione, che va sottoposta a revisione. Il governo, dal canto suo, si è impegnato ad assumere iniziative volte a far sì che l'accordo non produca ulteriori effetti negativi per salvaguardare i diritti degli agricoltori, combattere le frodi e garantire la sicurezza alimentare, proteggere l'ambiente, sostenere la politica agricola mediterranea e promuovere il made in Italy”. Lo fa presente Confagricoltura, che giudica importante l’iniziativa delle forze parlamentari e del governo.
“Concordiamo in pieno – ribadisce Confagricoltura - con quanto hanno detto questa mattina i sen. Di Nardo (IDV), Fleres (CN-GS-SI-PID-IB-FI), Russo (TERZO POLO-API-FLI), Gustavino (UDC-SVP-AUT-UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), Vallardi (LNP), Andria (PD) e Scarpa Bonazza Buora (PDL) nelle dichiarazioni di voto finali: “Nella consapevolezza della finalità politica dell'accordo con il Marocco, che ha l'obiettivo di sostenere la transizione democratica, vanno garantite trasparenza, reciprocità e convergenza degli standard che devono orientare gli scambi commerciali e occorre tenere conto del fatto che in Marocco vengono impiegati fertilizzanti chimici vietati dalla normativa italiana perché dannosi per la salute”.
“In una materia delicata come quella degli scambi commerciali nell’area del Mediterraneo, con impatti notevoli sulle produzioni ortofrutticole ed olivicole – prosegue la Confagricoltura - non si può procedere a forza di blitz e usando l’agricoltura come merce di scambio per risolvere i problemi politici e di rapporti internazionali”.
“Prima di decidere ulteriori concessioni, l’Europa deve prevedere uno studio di impatto sulle conseguenze di ogni singola intesa – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Confagricoltura non ha pregiudizi precostituiti nei confronti di negoziati partecipati dall’Unione Europea, ma è indispensabile che qualsiasi apertura delle frontiere si basi su regole condivise, che siano finalizzate al raggiungimento di risultati bilanciati”.
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giovedì 10 maggio 2012
martedì 14 febbraio 2012
COLDIRETTI: ACCORDO UE CON MAROCCO E’ DISASTROSO.
Fonte: Coldiretti Ferrara
L’accordo commerciale tra Europa e Marocco, in questo difficile contesto economico è catastrofico per le imprese agricole italiane.
In un contesto già particolarmente difficile dal punto di vista economico e sociale per il settore agricolo europeo, l’accordo con il Marocco per i prodotti agricoli e della pesca proposto avrebbe un impatto catastrofico sugli agricoltori europei, in particolare nel sensibile settore dell’ortofrutta, con ripercussioni drammatiche sull'occupazione nelle zone rurali dell'Unione europea. E’ quanto si legge nella lettera inviata dalla Coldiretti ai rappresentanti italiani del Parlamento Europeo in vista del voto che si terrà giovedì 16 febbraio in sessione plenaria sul progetto di risoluzione legislativa che riguarda la decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo, in forma di scambio di lettere, tra l'Unione europea e il Regno del Marocco. Nel caso in cui tale accordo venisse concluso, si assisterebbe infatti - sostiene la Coldiretti - ad un notevole aumento dei prodotti provenienti dal Marocco, nello specifico per sei prodotti sensibili che interessano in misura importante il nostro Paese: pomodori, zucchine, cetrioli, aglio, agrumi e fragole. È necessario tener conto – precisa la Coldiretti - dei diversi standard produttivi in termini ambientali, fitosanitari e di qualità dei prodotti originari del Marocco e che il sistema europeo dei prezzi di entrata per tali importazioni non tiene conto dei costi di produzione e di manodopera propri all'UE. In un rapporto dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), è stato, inoltre, dimostrato – conclude la Coldiretti - che il sistema europeo di controllo e di tutela per le importazioni dal Marocco non è efficace.
L’accordo commerciale tra Europa e Marocco, in questo difficile contesto economico è catastrofico per le imprese agricole italiane.
In un contesto già particolarmente difficile dal punto di vista economico e sociale per il settore agricolo europeo, l’accordo con il Marocco per i prodotti agricoli e della pesca proposto avrebbe un impatto catastrofico sugli agricoltori europei, in particolare nel sensibile settore dell’ortofrutta, con ripercussioni drammatiche sull'occupazione nelle zone rurali dell'Unione europea. E’ quanto si legge nella lettera inviata dalla Coldiretti ai rappresentanti italiani del Parlamento Europeo in vista del voto che si terrà giovedì 16 febbraio in sessione plenaria sul progetto di risoluzione legislativa che riguarda la decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo, in forma di scambio di lettere, tra l'Unione europea e il Regno del Marocco. Nel caso in cui tale accordo venisse concluso, si assisterebbe infatti - sostiene la Coldiretti - ad un notevole aumento dei prodotti provenienti dal Marocco, nello specifico per sei prodotti sensibili che interessano in misura importante il nostro Paese: pomodori, zucchine, cetrioli, aglio, agrumi e fragole. È necessario tener conto – precisa la Coldiretti - dei diversi standard produttivi in termini ambientali, fitosanitari e di qualità dei prodotti originari del Marocco e che il sistema europeo dei prezzi di entrata per tali importazioni non tiene conto dei costi di produzione e di manodopera propri all'UE. In un rapporto dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), è stato, inoltre, dimostrato – conclude la Coldiretti - che il sistema europeo di controllo e di tutela per le importazioni dal Marocco non è efficace.
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ACCORDO UE-MAROCCO: IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA GUIDI SCRIVE AI PARLAMENTARI EUROPEI. “PENALIZZA L’EUROPA, E L’ITALIA IN PARTICOLARE”
Fonte: Confagricoltura
In vista del dibattito in corso da oggi, in seduta plenaria, al Parlamento europeo, che porterà giovedì 16 febbraio all’ordine del giorno l’approvazione dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea ed il Marocco, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi ha inviato a tutti i parlamentari europei una lettera, sollecitando una loro particolare attenzione sull’argomento.
L’accordo, infatti, che prevede misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, trasformati, il pesce ed i prodotti della pesca, desta molte preoccupazioni in Confagricoltura, per le conseguenze negative che la sua applicazione avrebbe sul nostro sistema agricolo ed agroalimentare.
Già dalle prime analisi effettuate dal centro studi dell’Organizzazione, è emerso chiaramente che l’accordo è ben più favorevole al Marocco che all’Europa, in particolare per quanto riguarda il settore dell’ortofrutta e che, all’interno dell’Europa, risulta più vantaggioso per le produzioni dei Paesi continentali piuttosto che per quelle dei Paesi mediterranei.
Il presidente di Confagricoltura, nella lettera inviata ai parlamentari europei sottolinea che, se l’accordo venisse approvato, verrebbero fortemente ridotti o eliminati i dazi doganali, in particolare per le produzioni orticole, frutticole ed agrumicole. Il che significa che alcuni prodotti tipici del nostro Paese provenienti dal Marocco potrebbero entrare nel mercato europeo a condizioni più competitive di quelle attuali. Allo stesso tempo, tra le merci prodotte in Europa ed esportate verso il Marocco per le quali l’accordo prevede di mantenere l’applicazione di dazi vi sono prodotti come l’olio extravergine di oliva, le carni ed i salumi, che diventerebbero meno competitivi di quelli provenienti da Paesi terzi.
“E’ noto - scrive il presidente Guidi - e ribadito anche da atti del Parlamento Europeo, che il costo del lavoro in Marocco è molto più contenuto di quello medio europeo, ed in particolare di quello italiano, e che nel Paese l’applicazione dei diritti fondamentali ha ancora molte lacune e non ci sono garanzie che la sicurezza alimentare sia basata su principi e procedimenti del tutto analoghi ai nostri”.
“Si tratta - conclude la lettera - di un’ipotesi di accordo oggettivamente squilibrata e che certo non salvaguarda i principi di reciprocità delle condizioni produttive, che devono necessariamente essere alla base di qualsiasi intesa, bilaterale e non, voglia fare l’Unione Europea con i Paesi terzi. Reciprocità che garantisce la possibilità di competere, con pari condizioni di concorrenza, agli operatori economici di ciascun Paese”.
In vista del dibattito in corso da oggi, in seduta plenaria, al Parlamento europeo, che porterà giovedì 16 febbraio all’ordine del giorno l’approvazione dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea ed il Marocco, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi ha inviato a tutti i parlamentari europei una lettera, sollecitando una loro particolare attenzione sull’argomento.
L’accordo, infatti, che prevede misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, trasformati, il pesce ed i prodotti della pesca, desta molte preoccupazioni in Confagricoltura, per le conseguenze negative che la sua applicazione avrebbe sul nostro sistema agricolo ed agroalimentare.
Già dalle prime analisi effettuate dal centro studi dell’Organizzazione, è emerso chiaramente che l’accordo è ben più favorevole al Marocco che all’Europa, in particolare per quanto riguarda il settore dell’ortofrutta e che, all’interno dell’Europa, risulta più vantaggioso per le produzioni dei Paesi continentali piuttosto che per quelle dei Paesi mediterranei.
Il presidente di Confagricoltura, nella lettera inviata ai parlamentari europei sottolinea che, se l’accordo venisse approvato, verrebbero fortemente ridotti o eliminati i dazi doganali, in particolare per le produzioni orticole, frutticole ed agrumicole. Il che significa che alcuni prodotti tipici del nostro Paese provenienti dal Marocco potrebbero entrare nel mercato europeo a condizioni più competitive di quelle attuali. Allo stesso tempo, tra le merci prodotte in Europa ed esportate verso il Marocco per le quali l’accordo prevede di mantenere l’applicazione di dazi vi sono prodotti come l’olio extravergine di oliva, le carni ed i salumi, che diventerebbero meno competitivi di quelli provenienti da Paesi terzi.
“E’ noto - scrive il presidente Guidi - e ribadito anche da atti del Parlamento Europeo, che il costo del lavoro in Marocco è molto più contenuto di quello medio europeo, ed in particolare di quello italiano, e che nel Paese l’applicazione dei diritti fondamentali ha ancora molte lacune e non ci sono garanzie che la sicurezza alimentare sia basata su principi e procedimenti del tutto analoghi ai nostri”.
“Si tratta - conclude la lettera - di un’ipotesi di accordo oggettivamente squilibrata e che certo non salvaguarda i principi di reciprocità delle condizioni produttive, che devono necessariamente essere alla base di qualsiasi intesa, bilaterale e non, voglia fare l’Unione Europea con i Paesi terzi. Reciprocità che garantisce la possibilità di competere, con pari condizioni di concorrenza, agli operatori economici di ciascun Paese”.
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venerdì 10 febbraio 2012
ACCORDO BILATERALE UE-MAROCCO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): NON SI PUO’ UTILIZZARE L’AGRICOLTURA COME MERCE DI SCAMBIO DELLA POLITICA.
Fonte: Confagricoltura
L’EUROPARLAMENTO TENGA IN MASSIMO CONTO IL ‘NO’ DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA
“Sull’accordo di libero scambio tra l’Ue ed il Marocco va tenuto in massimo conto il parere della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che ha espresso formalmente l’invito a non approvarlo; parere che inopinatamente non è stato considerato dalla Commissione Commercio Internazionale competente in proposito”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in relazione alla discussione che gli europarlamentari avvieranno, in plenaria, lunedì prossimo.
“Prima di decidere ulteriori concessioni, l’Europa deve prevedere uno studio di impatto sulle conseguenze di ogni singola intesa – commenta Guidi -. Confagricoltura non ha pregiudizi precostituiti nei confronti di negoziati partecipati dall’Unione Europea, ma è indispensabile che qualsiasi apertura delle frontiere si basi su regole condivise che tutelino gli interessi del sistema agricolo e che siano finalizzate al raggiungimento di risultati bilanciati”.
“In una materia delicata come questa, con impatti notevoli sulle nostre produzioni ortofrutticole ed olivicole – prosegue il presidente di Confagricoltura - chiediamo agli europarlamentari italiani, di ogni schieramento politico, di fare un’attenta valutazione sulle conseguenze di questo accordo. Non si può procedere a forza di blitz e usando l’agricoltura come merce di scambio per risolvere i problemi politici e di rapporti internazionali”.
L’EUROPARLAMENTO TENGA IN MASSIMO CONTO IL ‘NO’ DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA
“Sull’accordo di libero scambio tra l’Ue ed il Marocco va tenuto in massimo conto il parere della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che ha espresso formalmente l’invito a non approvarlo; parere che inopinatamente non è stato considerato dalla Commissione Commercio Internazionale competente in proposito”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in relazione alla discussione che gli europarlamentari avvieranno, in plenaria, lunedì prossimo.
“Prima di decidere ulteriori concessioni, l’Europa deve prevedere uno studio di impatto sulle conseguenze di ogni singola intesa – commenta Guidi -. Confagricoltura non ha pregiudizi precostituiti nei confronti di negoziati partecipati dall’Unione Europea, ma è indispensabile che qualsiasi apertura delle frontiere si basi su regole condivise che tutelino gli interessi del sistema agricolo e che siano finalizzate al raggiungimento di risultati bilanciati”.
“In una materia delicata come questa, con impatti notevoli sulle nostre produzioni ortofrutticole ed olivicole – prosegue il presidente di Confagricoltura - chiediamo agli europarlamentari italiani, di ogni schieramento politico, di fare un’attenta valutazione sulle conseguenze di questo accordo. Non si può procedere a forza di blitz e usando l’agricoltura come merce di scambio per risolvere i problemi politici e di rapporti internazionali”.
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