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venerdì 26 giugno 2015

ASSEMBLEA OMA, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): INVESTIRE IN RICERCA E INNOVAZIONE PER UN’AGRICOLTURA COMPETITIVA E SOSTENIBILE, CAPACE DI PRODURRE DI PIU’ E MEGLIO.

Fonte: Confagricoltura

“Per rispondere alle nuove sfide globali legate all’aumento della popolazione nei prossimi anni l’agricoltura deve crescere. E potrà farlo solo investendo in ricerca e innovazione”. Lo ha detto il presidente della Confagricoltura Mario Guidi intervenendo alla sessione su “Le crescenti sfide agricole e le soluzioni innovative”, nell’ambito dell’assemblea dell’OMA (l’Organizzazione mondiale degli agricoltori), in corso a Milano.
Guidi ha ricordato che da qui al 2050 occorrerà aumentare del 60 per cento la produzione agricola. In concreto un miliardo di tonnellate di cereali in più e 200 milioni di tonnellate in più di carne che devono essere a disposizione degli abitanti/consumatori del pianeta da qui a 35 anni. Questo aumento di produzione per le colture si otterrà per l’80% con un incremento delle rese produttive e per il 10 per cento rispettivamente con aumenti della superficie coltivata (una risorsa sempre più scarsa e disponibile peraltro solo a costi ambientali) e da una maggiore intensità dei raccolti. E l’aumento delle rese è un fattore legato storicamente all’introduzione di innovazione.
“Ricerca e innovazione sono fondamentali – ha detto Guidi - non solo dal punto di vista della food security (cibo in quantità sufficiente per tutti), ma anche della food safety (cibo sicuro in termini sanitari). In poche parole per produrre di più e meglio. Per conservare e per distribuire senza perdite in campo e senza sprechi lungo la catena alimentare a beneficio di tutti”.
Il presidente di Confagricoltura ha sottolineato quanto l’innovazione sia cruciale anche rispetto agli scenari della sostenibilità economica, visto che migliora i redditi dei produttori agricoli, aumentando la quantità e la qualità delle produzioni e riducendo i costi; ma anche ambientale, grazie all’uso di tecnologie incentrate sull’utilizzo razionale delle risorse e dei mezzi tecnici.
In questo senso le esperienze di precision farming, che Confagricoltura sta sostenendo nelle sue aziende, sono l’esempio di un agricoltura attenta all’ambiente e alla sicurezza alimentare.
“Dobbiamo cogliere l’importanza di investire in ricerca applicata all’agricoltura e nella bioeconomia – ha detto Guidi - perché la spesa in ricerca agricola ha un’ alta efficienza: ogni euro investito oggi genererà 10 euro di valore aggiunto entro il 2025. Un ritorno pari a dieci volte l’investito. E per ogni 35 mila euro spesi si genera a termine un posto di lavoro stabile”.
“Devono però – ha concluso il presidente Guidi - essere previsti adeguati incentivi dalla politica agricola che orientino verso l’adozione di maggiore innovazione e che ne favoriscano la diffusione. Ma è fondamentale anche che ricerca e innovazione siano svolte tenendo conto dei fabbisogni delle imprese e che i risultati siano diffusi in stretto contatto con le aziende agricole e le loro associazioni. A livello globale internazionale sicuramente l’OMA può costituire un’utile strumento di confronto, di scambio e di diffusione del know-how e per creare un grande network digitale della conoscenza.”

mercoledì 24 giugno 2015

ASSEMBLEA OMA, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “SOSTANZIALE IL RUOLO DEGLI AGRICOLTORI PER VINCERE LE SFIDE GLOBALI: CIBO, ENERGIA, CLIMA”.

Fonte: Confagricoltura

 “La grande sfida globale di Expo 2015 si vince con un’agricoltura più forte e più aggiornata ai tempi, più evoluta e modernizzata, più attenta all’innovazione e che attrae investimenti”. Lo ha detto il presidente ella Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo alla cerimonia di apertura della V Assemblea dell’Oma, l’Organizzazione Mondiale degli Agricoltori, al Politecnico di Milano.
“Il fatto che l’Assemblea si tenga a Milano non è trascurabile – ha detto Guidi -. Qui si sta dibattendo da ormai due mesi della sfida globale di “Nutrire il Pianeta”. Qui i rappresentanti degli agricoltori di tutto il mondo discuteranno di come essi vedono la Carta di Milano e di quanto sia importante il loro ruolo ed il loro apporto per vincere la sfida. Nell’era della globalizzazione e della diseguaglianza sociale ed alimentare spesso gli agricoltori del mondo si sono trovati in competizione fra loro. Per una volta, invece, dobbiamo essere uniti per affermare la nostra visione della sostenibilità di questo Pianeta, consapevoli del contributo che possiamo portare”.
Il presidente di Confagricoltura ha ricordato che la “questione alimentare” parte dalla terra e da chi la gestisce. Oggi su circa 13 miliardi di terra emersa, 1,5 miliardi (il 12%) sono costituiti da terra coltivata, a cui si aggiungono 3,4 miliardi di prati e pascoli permanenti e altri 4 miliardi di ettari di foreste, non di rado gestite da agricoltori.
“Il ruolo degli agricoltori - ha continuato Guidi - è ormai fondamentale anche nella produzione di quelle filiere non alimentari che sono ormai essenziali beni di consumo e nello svolgere quelle funzioni di multifunzionalità che consentono di preservare l’ecosistema, evitare i dissesti e gestire un paesaggio fruibile, con benefici per tutta la collettività. Senza dimenticare che promuovere una produzione agricola moderna ed innovativa significa anche evitare perdite e sprechi nella catena alimentare “dalla terra alla tavola”.
Guidi si è quindi soffermato su alcuni passaggi rilevanti della Carta di Milano che a suo parere potrebbero ispirare i lavori dell’ Assemblea.
La Carta riconosce la centralità degli agricoltori nel produrre cibo e nutrizione. E non fa differenze tra piccoli e grande imprese, in quanto a diritti e doveri. Tutta l’agricoltura, anche quella ingiustamente criticata come “industriale”, ha una funzione essenziale e tutte le attività devono essere basate sulla conoscenza e la pratica. Ci sono poi alcuni impegni nella carta di Milano che non possono essere lasciare intentati, come promuovere strumenti che difendano e sostengano il reddito di agricoltori, allevatori e pescatori, potenziando gli strumenti di organizzazione e cooperazione; sviluppare un sistema di commercio internazionale aperto, basato su regole condivise, e non discriminatorio, che offra nuove opportunità di crescita alle imprese agricole e che sia capace di creare le condizioni per una migliore sicurezza alimentare globale; aumentare le risorse destinate alla ricerca, al trasferimento dei suoi esiti, alla formazione e alla comunicazione.
 “Sono impegni essenziali – ha concluso il presidente di Confagricoltura - perché sottoscrivendo la Carta di Milano stiamo chiedendo a viva voce politiche di apertura dei mercati e più ricerca ed innovazione che migliorino la produzione e la produttività, ma anche la qualità dei nostri prodotti agricoli”.