Fonte: Redazione di Agreste
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CI SCUSIAMO ANTICIPATAMENTE PER IL DISAGIO ARRECATO MA SPERIAMO DI TORNARE ON LINE A PIENO REGIME IL PRIMA POSSIBILE!
La Redazione di Agreste
mercoledì 29 settembre 2010
ATTENZIONE: SITO DI AGRESTE IN MANUTENZIONE
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FATTORIE APERTE 2010
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FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA: CAUTO OTTIMISMO PER LA CAMPAGNA VITIVINICOLA
Fonte: Fedagri/Confcooperative
Buon livello qualitativo dell’uva, buone prospettive anche grazie alla diminuzione delle giacenze ed all’aumento dell’export
Dalle prime indicazioni della vendemmia, entrata ormai nella fase centrale, arriva una sostanziale conferma delle previsioni sul raccolto 2010: dovrebbe registrare una diminuzione almeno del 5% la produzione dei 19.000 soci del comparto vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna (circa 1.200 addetti per un volume d’affari di quasi 600 milioni di euro), raggruppati in 31 cantine sociali, che rappresentano oltre il 55% dell’intero raccolto regionale. È quanto dichiara Giovanni Bettini, presidente della Federazione emiliano-romagnola, che sottolinea come questo dato sia in linea con le previsioni sulla produzione complessiva di uva da vino attesa in regione.
“La leggera contrazione del prodotto dei nostri soci – prosegue Bettini – è stata determinata prevalentemente dall’andamento climatico delle ultime settimane caratterizzato, tra l’altro, da fenomeni quali l’intensa grandinata che all’inizio di settembre ha colpito le campagne dell’Imolese, in provincia di Bologna, danneggiando sensibilmente i vigneti”.
“A fronte del lieve calo produttivo – sottolinea Ivo Guerra, responsabile del Settore Vitivinicolo di Fedagri regionale – l’uva presenta quest’anno un livello qualitativo davvero buono. Un elemento, questo, che induce ad un cauto ottimismo per la prossima campagna di commercializzazione del vino anche alla luce del miglioramento del mercato registrato negli ultimi mesi”. “Dopo un anno decisamente negativo per la vendita dei mosti e dei vini – prosegue Guerra – si è infatti riscontrata una discreta ripresa delle quotazioni (soprattutto fino alla primavera), in particolare per i vini emiliani e per i rossissimi (prodotti semilavorati utilizzati per il ‘taglio’ di altri vini)”. Inoltre, lascia ben sperare il fatto che le giacenze della produzione di vino 2009/2010 in Emilia Romagna registrino una sensibile diminuzione e risultino comunque già quasi interamente vendute. Positivi infine i dati sull’export regionale, che nel primo semestre del 2010 ha mostrato un aumento del 6,1% in quantità e dell’8,6% in valore.
“Pur a fronte di un quadro complessivo caratterizzato anche da alcune ombre – concludono Bettini e Guerra – l’annata 2010 presenta quindi elementi che potranno, si spera, consentire almeno la copertura dei costi di produzione sostenuti dalle aziende che conferiscono uva alle cantine socie di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna. Anche se, con molta probabilità, si registreranno notevoli differenze tra le varie aree viticole della regione con problemi sicuramenti maggiori nelle zone collinari della Romagna. Un elemento, questo, che richiama la necessità di un approccio realmente strategico per ripensare al meglio le linee di sviluppo della futura vitivinicoltura regionale”.
Buon livello qualitativo dell’uva, buone prospettive anche grazie alla diminuzione delle giacenze ed all’aumento dell’export
Dalle prime indicazioni della vendemmia, entrata ormai nella fase centrale, arriva una sostanziale conferma delle previsioni sul raccolto 2010: dovrebbe registrare una diminuzione almeno del 5% la produzione dei 19.000 soci del comparto vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna (circa 1.200 addetti per un volume d’affari di quasi 600 milioni di euro), raggruppati in 31 cantine sociali, che rappresentano oltre il 55% dell’intero raccolto regionale. È quanto dichiara Giovanni Bettini, presidente della Federazione emiliano-romagnola, che sottolinea come questo dato sia in linea con le previsioni sulla produzione complessiva di uva da vino attesa in regione.
“La leggera contrazione del prodotto dei nostri soci – prosegue Bettini – è stata determinata prevalentemente dall’andamento climatico delle ultime settimane caratterizzato, tra l’altro, da fenomeni quali l’intensa grandinata che all’inizio di settembre ha colpito le campagne dell’Imolese, in provincia di Bologna, danneggiando sensibilmente i vigneti”.
“A fronte del lieve calo produttivo – sottolinea Ivo Guerra, responsabile del Settore Vitivinicolo di Fedagri regionale – l’uva presenta quest’anno un livello qualitativo davvero buono. Un elemento, questo, che induce ad un cauto ottimismo per la prossima campagna di commercializzazione del vino anche alla luce del miglioramento del mercato registrato negli ultimi mesi”. “Dopo un anno decisamente negativo per la vendita dei mosti e dei vini – prosegue Guerra – si è infatti riscontrata una discreta ripresa delle quotazioni (soprattutto fino alla primavera), in particolare per i vini emiliani e per i rossissimi (prodotti semilavorati utilizzati per il ‘taglio’ di altri vini)”. Inoltre, lascia ben sperare il fatto che le giacenze della produzione di vino 2009/2010 in Emilia Romagna registrino una sensibile diminuzione e risultino comunque già quasi interamente vendute. Positivi infine i dati sull’export regionale, che nel primo semestre del 2010 ha mostrato un aumento del 6,1% in quantità e dell’8,6% in valore.
“Pur a fronte di un quadro complessivo caratterizzato anche da alcune ombre – concludono Bettini e Guerra – l’annata 2010 presenta quindi elementi che potranno, si spera, consentire almeno la copertura dei costi di produzione sostenuti dalle aziende che conferiscono uva alle cantine socie di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna. Anche se, con molta probabilità, si registreranno notevoli differenze tra le varie aree viticole della regione con problemi sicuramenti maggiori nelle zone collinari della Romagna. Un elemento, questo, che richiama la necessità di un approccio realmente strategico per ripensare al meglio le linee di sviluppo della futura vitivinicoltura regionale”.
ANCHE L'EMILIA ROMAGNA PROTAGONISTA DI AGRITOUR BIMBI: FATTORIE DIDATTICHE ALLEATE DEL TURISMO RURALE
Fonte: Ms Logos
Quello delle fattorie didattiche è un fenomeno in crescita negli ultimi anni che concorre a pieno titolo a definire la moderna azienda agricola multifunzionale. Ad AgrieTour un padiglione sarà completamente dedicato a questo settore, con workshop e incontri tra domanda e offerta, vetrine per le aziende, attività e giochi per i più piccoli per dimostrare il vero senso della didattica in fattoria: l’imparare attraverso esperienze pratiche e significative.
A scuola in fattoria, sempre di più e in tutte le regioni: è questo che emerge dai recenti censimenti sul fenomeno delle Fattorie Didattiche in Italia, oltre 3mila secondo Agriturist l’associazione agrituristica di Confagricoltura. La regione leader del settore resta, come per l’offerta agrituristica, la Toscana con circa 700 strutture adibite alla didattica . Seguono poi, stando sempre alle stime di Agriturist, l’Emilia Romagna (330), il Piemonte (250), la Campania (235) e il Veneto (circa 220). Il fatturato annuale del settore delle Fattorie Didattiche è calcolato intorno ai 12 milioni di euro, mentre il prezzo per visita è pari a 6/10 euro a persona a cui vanno aggiunti altri 6-12 euro per la merenda o il pranzo.
Secondo un’indagine svolta da AgriGiochiAmo©, e riportata nel manuale “Fattoria didattica: come organizzarla, come promuoverla”, la Fattoria Didattica porterebbe ad un incremento del fatturato dell’agriturismo tra l’8 e il 15 per cento per anno e da uno studio della Bergeriè Nationale Francese risulta che ogni azienda in un anno può arrivare a ricevere fino 4-6 mila “piccoli” ospiti.
E’ sulla base di questi importanti numeri che AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo, apre le porte a questa componente dell’ospitalità agricola con il padiglione “AgrieTour bimbi - fattorie didattiche per la scuola e la famiglia”, questo il nome dell’area dedicata alla didattica, organizzata in collaborazione con AgriGiochiAmo©. Sarà il primo evento nazionale, rivolto esclusivamente alle Fattorie Didattiche.
Le fattorie didattiche rappresentano una interessante integrazione del reddito agricolo, permettono all’imprenditore agricolo di creare una occasione di qualificazione della propria figura professionale e dei saperi ad essa associati, ma anche di assicurarsi il ritorno da parte delle famiglie degli studenti, per la promozione e la vendita dei prodotti aziendali; inoltre e soprattutto le fattorie didattiche danno un significativo contributo alla valorizzazione del territorio ed alla formazione di consumatori più “consapevoli”.
Gli obiettivi principali di AgrieTour Bimbi saranno quello di dare la possibilità alle fattorie didattiche d’Italia di rivolgersi ad un pubblico molto più vasto, grazie all’incontro con i tour operator specializzati, con le associazioni professionali del mondo della scuola, giornalisti e comunicatori specializzati nel turismo scolastico, ma anche dare la possibilità ai numerosi visitatori di AgrieTour di conoscere i prodotti e le attività proposte dalle fattorie didattiche. Altro aspetto importante sarà rappresentato dallo scambio di informazioni ed esperienze tra le fattorie didattiche italiane tramite l’organizzazione di seminari e conferenze con i massimi esperti del settore a livello nazionale.
AgrieTour Bimbi è una delle tante novità su cui l’organizzazione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo, che si svolgerà ad Arezzo dal 12 al 14 novembre 2010 sta puntando. Tra i temi che verranno analizzati e dibattuti in questa edizione: l’andamento del settore in virtù della modifica sostanziale della legislazione in materia di agriturismo. L’evento nazionale, unico in Italia, si prepara a porsi ancora una volta come teatro per le principali novità del settore dell’agriturismo, creando l’opportunità di incontro tra operatori e buyers, ma anche fornendo il know how, attraverso i master e i convegni in programma, a chi nel settore dell’agriturismo opera con passione e professionalità.
Quello delle fattorie didattiche è un fenomeno in crescita negli ultimi anni che concorre a pieno titolo a definire la moderna azienda agricola multifunzionale. Ad AgrieTour un padiglione sarà completamente dedicato a questo settore, con workshop e incontri tra domanda e offerta, vetrine per le aziende, attività e giochi per i più piccoli per dimostrare il vero senso della didattica in fattoria: l’imparare attraverso esperienze pratiche e significative.
A scuola in fattoria, sempre di più e in tutte le regioni: è questo che emerge dai recenti censimenti sul fenomeno delle Fattorie Didattiche in Italia, oltre 3mila secondo Agriturist l’associazione agrituristica di Confagricoltura. La regione leader del settore resta, come per l’offerta agrituristica, la Toscana con circa 700 strutture adibite alla didattica . Seguono poi, stando sempre alle stime di Agriturist, l’Emilia Romagna (330), il Piemonte (250), la Campania (235) e il Veneto (circa 220). Il fatturato annuale del settore delle Fattorie Didattiche è calcolato intorno ai 12 milioni di euro, mentre il prezzo per visita è pari a 6/10 euro a persona a cui vanno aggiunti altri 6-12 euro per la merenda o il pranzo.
Secondo un’indagine svolta da AgriGiochiAmo©, e riportata nel manuale “Fattoria didattica: come organizzarla, come promuoverla”, la Fattoria Didattica porterebbe ad un incremento del fatturato dell’agriturismo tra l’8 e il 15 per cento per anno e da uno studio della Bergeriè Nationale Francese risulta che ogni azienda in un anno può arrivare a ricevere fino 4-6 mila “piccoli” ospiti.
E’ sulla base di questi importanti numeri che AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo, apre le porte a questa componente dell’ospitalità agricola con il padiglione “AgrieTour bimbi - fattorie didattiche per la scuola e la famiglia”, questo il nome dell’area dedicata alla didattica, organizzata in collaborazione con AgriGiochiAmo©. Sarà il primo evento nazionale, rivolto esclusivamente alle Fattorie Didattiche.
Le fattorie didattiche rappresentano una interessante integrazione del reddito agricolo, permettono all’imprenditore agricolo di creare una occasione di qualificazione della propria figura professionale e dei saperi ad essa associati, ma anche di assicurarsi il ritorno da parte delle famiglie degli studenti, per la promozione e la vendita dei prodotti aziendali; inoltre e soprattutto le fattorie didattiche danno un significativo contributo alla valorizzazione del territorio ed alla formazione di consumatori più “consapevoli”.
Gli obiettivi principali di AgrieTour Bimbi saranno quello di dare la possibilità alle fattorie didattiche d’Italia di rivolgersi ad un pubblico molto più vasto, grazie all’incontro con i tour operator specializzati, con le associazioni professionali del mondo della scuola, giornalisti e comunicatori specializzati nel turismo scolastico, ma anche dare la possibilità ai numerosi visitatori di AgrieTour di conoscere i prodotti e le attività proposte dalle fattorie didattiche. Altro aspetto importante sarà rappresentato dallo scambio di informazioni ed esperienze tra le fattorie didattiche italiane tramite l’organizzazione di seminari e conferenze con i massimi esperti del settore a livello nazionale.
AgrieTour Bimbi è una delle tante novità su cui l’organizzazione di AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo, che si svolgerà ad Arezzo dal 12 al 14 novembre 2010 sta puntando. Tra i temi che verranno analizzati e dibattuti in questa edizione: l’andamento del settore in virtù della modifica sostanziale della legislazione in materia di agriturismo. L’evento nazionale, unico in Italia, si prepara a porsi ancora una volta come teatro per le principali novità del settore dell’agriturismo, creando l’opportunità di incontro tra operatori e buyers, ma anche fornendo il know how, attraverso i master e i convegni in programma, a chi nel settore dell’agriturismo opera con passione e professionalità.
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TORNA IL TEATRO IN FATTORIA

Fonte: Comune di Copparo
Ritorna il Teatro in Fattoria, con spettacoli per le scuole, appuntamenti in fattoria per le famiglie e incontri con l'autore in cucina.
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LA PROVINCIA STABILISCE IL DIVIETO TEMPORANEO DI PESCA DAL 1° OTTOBRE AL 31 GENNAIO 2011 SUL CANALE CIRCONDARIALE
Fonte: Provincia di Ferrara
A seguito dell'apertura generale della caccia, la Provincia di Ferrara (servizio Protezione Flora e Fauna e Produzioni agricole), informa la Cittadinanza di avere istituito il divieto temporaneo di pesca da venerdì uno ottobre 2010 al 31 gennaio 2011, nella fascia oraria dalle ore 5,30 alle ore 13,00, nelle giornate di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
Il provvedimento riguarda la pesca con qualunque attrezzo, quantità e varietà di esche, su entrambe le sponde del Canale Circondariale Bando - Valle Lepri, in Località San Giovanni di Ostellato, nel tratto compreso tra la fine della terza Valletta fino ai sifoni di ingresso del Canale Navigabile, prospiciente i 13 appostamenti di caccia dell'A.T.C. (Ambito Territoriale di Caccia) FE/7.
La decisione è stata adottata come misura precauzionale di sicurezza proprio durante la stagione di caccia, per i numerosi pescatori che frequentano la zona interessata.
A seguito dell'apertura generale della caccia, la Provincia di Ferrara (servizio Protezione Flora e Fauna e Produzioni agricole), informa la Cittadinanza di avere istituito il divieto temporaneo di pesca da venerdì uno ottobre 2010 al 31 gennaio 2011, nella fascia oraria dalle ore 5,30 alle ore 13,00, nelle giornate di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
Il provvedimento riguarda la pesca con qualunque attrezzo, quantità e varietà di esche, su entrambe le sponde del Canale Circondariale Bando - Valle Lepri, in Località San Giovanni di Ostellato, nel tratto compreso tra la fine della terza Valletta fino ai sifoni di ingresso del Canale Navigabile, prospiciente i 13 appostamenti di caccia dell'A.T.C. (Ambito Territoriale di Caccia) FE/7.
La decisione è stata adottata come misura precauzionale di sicurezza proprio durante la stagione di caccia, per i numerosi pescatori che frequentano la zona interessata.
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